Fring, Skype, H3G e USIM disattivate

Ne parla un lettore, secondo cui al superamento di una certa soglia gli è stata disattivata la USIM. Interviene H3G che spiega: non ci sono blindature di sorta

Roma – “Gentile Punto Informatico, la presente per segnalarvi che oggi mi è successa una cosa molto bizzarra.
Testando le performance del VoIP concorrente di Skype per mobile, cioè Fring, mi sono visto disattivare l’utenza, perché avevo superato la soglia NAVIGA3, regolarmente pagata in abbonamento, per un mega di superamento.

Avrò fatto al massimo 3 minuti di telefonata Fring verso Skype, e mi hanno disattivato la scheda.

Tutto mi fa pensare che non vogliano concorrenti sul mercato per il loro Skypephone a pagamento.

Distinti Saluti.
Andrea L.

Caro Andrea, abbiamo girato la tua segnalazione a 3 che ha voluto rispondere per chiarire i termini del servizio offerto. Ecco qui sotto la cortese risposta dell’operatore:

“Caro PI, 3 non entra nel merito dell’uso che i propri clienti fanno del traffico dati che acquistano e quindi non impedisce l’uso di client disponibili su Internet. Nel caso di specie, lasciamo liberi i nostri clienti di usare lo Skypephone o di acquistare Naviga 3 e scaricarsi Fring o altri software.

Peraltro c’è da chiedersi se il vostro lettore sia consapevole del fatto che 10 ore continue di traffico voce, prendendo per validi i valori pubblicati da Fring stessa sul volume di dati scambiati, possono costare dagli 80 ai 300 euro a seconda dei piani tariffari, mentre con lo Skypephone sono gratuite.

I meccanismi di allerta per prevenire il rischio che il cliente “oltre soglia” si trovi a pagare un costo di navigazione eccessivo rispetto all’offerta flat sottoscritta, non scattano al superamento della soglia di 1 MB e, comunque, non portano alla disattivazione della USIM.

In assenza di informazioni più precise, è invece plausibile che il cliente si sia trovato con credito negativo per altre ragioni, da correlare al contratto principale e non all’opzione Naviga 3.
Siamo ovviamente disponibili ad analizzare il caso descritto dal lettore a fronte di informazioni meglio circostanziate”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • mha! scrive:
    ipotesi
    non so se e' gia' stato detto, ci sono troppi posts da leggere e non ho tempo...le stampanti possono essere usate, dai male intenzionati, per eseguire dei falsi di ogni genere dal biglietto dello stadio alle banconote false ecc...non e' strano quindi che i codici appaiano solo in quelle di fascia alta, le migliori per i falsarisicuramente l'inserimento di queste matrici nella stampa sono utili ad identificare senza ombra di dubbio il falso, la stampante ed altre info che possono servire alle eventuali indaginidirete voi ma perche' nasconderle o renderle invisibilidico io se tu usi una stampante per scopi leciti e ci stampi un documento qualsiasi non vuoi certo che si vedano dei puntini gialli in tutta la stampa o no?non difendo nessuno e nemmeno voglio accusare nessuno e' un fatto! se non hai nulla da temere che problema ti possono creare? mica ci trovi il numero della tua carta di credito :)
  • Mauro scrive:
    Ma chissenefrega?
    Cioè chissenefrega no ?Io non capisco questa ricerca smaniosa della privacy. Diciamocela tutta, quanti di voi hanno mai visto il vostro capo ufficio scannerizzare un vostro foglio e poi dirvi "AH!!! L'HAI STAMPATO ALLE 2!!!!"Cioè ma siete fuori? Io di questa cosa non ne sapevo nulla ma vorrei sapere:1)in che modo lede la vostra privacy visto che una cosa di questo tipo verrà utilizzata solo in indagini di polizia su di voi e quindi per accertare la verità, ERGO ben venga. E non venitemi a dire che non è vero perchè sinceramente vorrei proprio sapere a chi interessa vedere a che ora avete stampato la tal pagina...2)Ingerenza di che? ma cosa!? Per effettuare un'ingerenza sulla pagina e quindi sapere ora e data di stampa una persona deve AVERE la pagina, leggerla, toccarla. Una persona di questo tipo è quindi una a voi vicina, un familiare, un collega di lavoro, NON un estraneo. Oltretutto la persona in questione deve possedere anche una buona base di conoscenze informatiche xè sinceramente a nessuno di voi sarebbe mai venuto in mente di farlo...Mi fanno ridere quelli che invocano la privacy su tutto, patetici difensori del niente
    • Ivan scrive:
      Re: Ma chissenefrega?
      assolutamente! non è una questione del "di chi se ne frega" è una questione di abuso! sinceramente non importa nemmeno a me che la mia stampante rilasci questo tipo di informazione, però mi infastidisce che venga fatto di nascosto! perchè allora non dichiararlo nei manuali, perchè non stampare una serie di caratteri leggibili a bordo pagina?la risposta è semplice, si chiama abuso, si chiama violazione del diritto, si chiama furto di identità, ecc.. ecc.. e comunque sia è illegale!quante volte abbiamo accettato di rilasciare i nostri dati in modo trasparente? io almeno un milione di volte, perchè allora ricorrere a questi giochetti per estrapolarli? la motivazione "un aiuto alle autorità investigative" è un po' scarsa, visto che, almeno per il momento, questo non è uno stato di polizia. e allora qual'è lo scopo?
      • A O scrive:
        Re: Ma chissenefrega?
        - Scritto da: Ivan
        assolutamente! non è una questione del "di chi se
        ne frega" è una questione di abuso! sinceramente
        non importa nemmeno a me che la mia stampante
        rilasci questo tipo di informazione, però mi
        infastidisce che venga fatto di nascosto! perchè
        allora non dichiararlo nei manuali, perchè non
        stampare una serie di caratteri leggibili a bordo
        pagina?
        la risposta è semplice, si chiama abuso, si
        chiama violazione del diritto, si chiama furto di
        identità, ecc.. ecc.. e comunque sia è
        illegale!
        quante volte abbiamo accettato di rilasciare i
        nostri dati in modo trasparente? io almeno un
        milione di volte, perchè allora ricorrere a
        questi giochetti per estrapolarli?

        la motivazione "un aiuto alle autorità
        investigative" è un po' scarsa, visto che, almeno
        per il momento, questo non è uno stato di
        polizia. e allora qual'è lo
        scopo?lo scopo è sempre il solito...le 3C: Condizionamento, Controllo, Coercizione
    • ... scrive:
      Re: Ma chissenefrega?
      Per me non è una questione di cosiddetta privacy, mi disturba essere considerato un criminale a priori. Mi da fastidio perché chi agisce in malafede sa come evitare questi controlli. Mi da fastidio che per una questione di "sicurezza nazionale" il meccanismo venga disseminato ovunque, senza il nostro consenso.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Ma chissenefrega?
      contenuto non disponibile
  • Di_ME scrive:
    Anche se stampo da Linux?
    La mia domanda e' questa cosa la fa la stampante per i cavoli suoi o e' il software proprietario su Windows a farlo? se fosse vera la seconda ipotesi allora con Linux questo non accadrebbe in quanto i driver non sono proprietari ma open e fatti da terzi e non dalla societa' produttrice.
    • ... scrive:
      Re: Anche se stampo da Linux?
      sarebbe da provare
    • Ivan scrive:
      Re: Anche se stampo da Linux?
      no, io ho provato anche se lo sapevo gia, la stampa dei puntini gialli è automatica e avviene anche se usi una laser multifunzione, a computer spento, come fotocopiatrice. quindi è chiaro che l'istruzione è a livello firmware.Ciao
  • ottomano scrive:
    I "Terroristi"
    Useranno ancora questa inutile scusa per propinarci i loro sistemi assurdi?E se vado in un grosso centro commerciale, acquisto una stampante da 30 euro (stando attento a non usare fidelity card e bancomat), stampo volantini "terroristici", e poi brucio la stampante?E se vado in una delle mille copisterie universitarie in orario di punta e stampo i famosi "volantini terroristici"? Il 99% di tali copisterie sono self-service... nessuno controlla cosa stampi, ma solo il numero di copie...Non so... a me, questa cosa dei puntini, mi sembra l'ennesimo tentativo di tracciare le masse e di far buttare un'immane quantità di giallo agli utenti (che dovranno, ovviamente, pagare nuove cartucce di tasca propria!).Nicola
    • lellykelly scrive:
      Re: I "Terroristi"
      e se la stampante è di seconda o terza mano?e se è rubata?
    • marotfl scrive:
      Re: I "Terroristi"
      - Scritto da: ottomano
      E se vado in un grosso centro commerciale,
      acquisto una stampante da 30 euro (stando attento
      a non usare fidelity card e bancomat), stampo
      volantini "terroristici", e poi brucio la
      stampante?le stampanti da 30 euro non hanno questo sistema... si parla di stampanti laser a colori
      E se vado in una delle mille copisterie
      universitarie in orario di punta e stampo i
      famosi "volantini terroristici"? Il 99% di tali
      copisterie sono self-service... nessuno controlla
      cosa stampi, ma solo il numero di copie...chi ti dice che anche le fotocopiatrici non abbiano un sistema simile?
      Non so... a me, questa cosa dei puntini, mi
      sembra l'ennesimo tentativo di tracciare le massetracciare le masse? ma che vai dicendo???non c'è mica scritto il tuo nome e cognome su quel foglio
      e di far buttare un'immane quantità di giallo
      agli utenti (che dovranno, ovviamente, pagare
      nuove cartucce di tasca propria!)."immane quantità".... marotfl
      • ottomano scrive:
        Re: I "Terroristi"
        - Scritto da: marotfl
        - Scritto da: ottomano


        E se vado in un grosso centro commerciale,

        acquisto una stampante da 30 euro (stando
        attento

        a non usare fidelity card e bancomat), stampo

        volantini "terroristici", e poi brucio la

        stampante?

        le stampanti da 30 euro non hanno questo
        sistema... si parla di stampanti laser a
        coloriHo capito. Questo dimostra che è un sistema bypassabile facilmente.


        E se vado in una delle mille copisterie

        universitarie in orario di punta e stampo i

        famosi "volantini terroristici"? Il 99% di tali

        copisterie sono self-service... nessuno
        controlla

        cosa stampi, ma solo il numero di copie...

        chi ti dice che anche le fotocopiatrici non
        abbiano un sistema
        simile?Potrebbero averlo. In tal caso risalirebbero alla copisteria. Ma con centinaia di studenti che fotocopiano interi libri da 1000 pagine ogni giorno, come credi si possa risalire a chi ha stampato il volantino "terroristico"?


        Non so... a me, questa cosa dei puntini, mi

        sembra l'ennesimo tentativo di tracciare le
        masse

        tracciare le masse? ma che vai dicendo???
        non c'è mica scritto il tuo nome e cognome su
        quel
        foglioPerò c'è il seriale della stampante, che risulta venduta a tal negozio (plausibilmente uno store tipo mediaworld, euronics ecc...) e che è stata acquistata dall'utente pincopallo che ha pagato con bancomat e fatto timbrare la fidelity card.Ecco come si pesca un utonto.


        e di far buttare un'immane quantità di giallo

        agli utenti (che dovranno, ovviamente, pagare

        nuove cartucce di tasca propria!).

        "immane quantità".... marotflCerto. Se il giallo usato fosse anche lo 0,5% della quantità di giallo stampata, ti rendi conto che su scala mondiale è un "immane quantità".Basta guardare quanti puntini sono stampati in questa foto:http://www.spiekermann.com/mt/images/codepages.gifNicola
        • marotfl scrive:
          Re: I "Terroristi"
          - Scritto da: ottomano

          le stampanti da 30 euro non hanno questo

          sistema... si parla di stampanti laser a

          colori

          Ho capito. da quello che hai scritto non si direbbe
          Questo dimostra che è un sistema
          bypassabile facilmente.no: è semplicemente inutile

          chi ti dice che anche le fotocopiatrici non

          abbiano un sistema

          simile?

          Potrebbero averlo. In tal caso risalirebbero alla
          copisteria. Ma con centinaia di studenti che
          fotocopiano interi libri da 1000 pagine ogni
          giorno, come credi si possa risalire a chi ha
          stampato il volantino "terroristico"?basta che ci sia una videocamera


          Non so... a me, questa cosa dei puntini, mi


          sembra l'ennesimo tentativo di tracciare le


          masse



          tracciare le masse? ma che vai dicendo???

          non c'è mica scritto il tuo nome e cognome su

          quel foglio

          Però c'è il seriale della stampante,si...
          che risulta
          venduta a tal negozio (plausibilmente uno store
          tipo mediaworld, euronics ecc...)si...
          e che è stata
          acquistata dall'utente pincopallo che ha pagato
          con bancomat e fatto timbrare la fidelity card.NO!!!Primo perché non sta scritto da nessuna parte che pago con bancomat o carta di creditoSecondo perché non sta scritto da nessuna parte che uso una fidelity cardTerzo perché, se anche fossero valide le prime due, al massimo potrei risalire al modello di stampante, non certo al seriale di quella specifica che ho comprato io
          Ecco come si pesca un utonto.abbocca... abbocca...


          e di far buttare un'immane quantità di giallo


          agli utenti (che dovranno, ovviamente, pagare


          nuove cartucce di tasca propria!).



          "immane quantità".... marotfl

          Certo. Se il giallo usato fosse anche lo 0,5%
          della quantità di giallo stampata, ti rendi conto
          che su scala mondiale è un "immane quantità".stra-rotfl...forse non hai capito, ma si parla di singoli puntini su stampanti che stampano a 300/600 dpi... realisticamente parlando siamo intorno allo 0,025%, roba che sa stampi una lettera in grassetto invece che normale, hai già fatto la differenza...
    • A O scrive:
      Re: I "Terroristi"
      - Scritto da: ottomano
      Useranno ancora questa inutile scusa per
      propinarci i loro sistemi
      assurdi?

      E se vado in un grosso centro commerciale,
      acquisto una stampante da 30 euro (stando attento
      a non usare fidelity card e bancomat), stampo
      volantini "terroristici", e poi brucio la
      stampante?

      E se vado in una delle mille copisterie
      universitarie in orario di punta e stampo i
      famosi "volantini terroristici"? Il 99% di tali
      copisterie sono self-service... nessuno controlla
      cosa stampi, ma solo il numero di
      copie...queste cose puoi farle solo SE SAI che ci sono i puntini gialli... ma se non lo sai?quanti altri sistemi del genere ci sono in giro senza che si sappia?
      Non so... a me, questa cosa dei puntini, mi
      sembra l'ennesimo tentativo di tracciare le massequesto è sicuroè un ennesimo tassello di quella cosa che sempre più ci circonda che sono le 3C: Condizionamento, Controllo, Coercizione...
      e di far buttare un'immane quantità di giallo
      agli utenti (che dovranno, ovviamente, pagare
      nuove cartucce di tasca
      propria!).eheheh... anche questo è sicuramente un qualcosa di cui hanno tenuto conto ;-)
  • Burp scrive:
    Photoshop
    Non e' l'unico programma in grado di fare quanto descritto.E l'autore originale non parla di Photoshop.
    • marotfl scrive:
      Re: Photoshop
      - Scritto da: Burp
      Non e' l'unico programma in grado di fare quanto
      descritto.

      E l'autore originale non parla di Photoshop.quindi? sarai mica uno di quelli che vuole citare per forza GIMP?
  • VE LO DICO IO scrive:
    Provenzano..
    ..faceva bene ad usare i "pizzini" allora... (rotfl)
  • Jhon scrive:
    puntini...
    Ecco perchè finisco sempre il colore giallo anche se stampo bianco e nero...
  • Ricky scrive:
    W la privacy e W l'ingerenza silente
    Nulla da dire, e' stato gia' detto abbastanza.L'unica cosa che mi chiedo e' quante di queste "supposte silenti" abbiamo nelle nostre tecnologie ancora da scoprire...ricordiamoci anche i rootkit.
  • paoloholzl scrive:
    Garante della Privacy, vergona italiana
    Il garante della Privacy è un entità ASSURDA.Assurda in quanto nata per applicare norme che generano montagne di carta e burocrazia generando spesso più svantaggi che vantaggi, ma soprattutto trascurando i veri pericoli.Questa storia della stampanti non dovrebbe essere tollerata (almeno di default), idem i tracciamenti su Google, il TPM attivo di default ecc.Il problema è che noi fingiamo di garantire qualcosa ben difficilmente tutelabile se non in modo sovranazionale.Questa è la dura realtà.
    • Olmo scrive:
      Re: Garante della Privacy, vergona italiana

      Questa è la dura realtà.La dura realtà è che abbiamo un garante della privacy. Per fortuna. Preferivi non averla? Da qui a pensare che sia onnipotente è difficile: ma non essere così superficiale e demagogico da pensare che non faccia niente. Fa, fa moltissimo. Leggi anche il resto di PI, leggiti gli archivi.Evviva il garante.
      • paoloholzl scrive:
        Re: Garante della Privacy, vergona italiana

        La dura realtà è che abbiamo un garante della
        privacy. Per fortuna. Preferivi non averla? Personalmente sì, o se è lì semplicemente per generare carta meglio non averlo, attualmente mi ha generato molti più impacci e burocrazia che benefici.
        qui a pensare che sia onnipotente è difficile: ma
        non essere così superficiale e demagogico da
        pensare che non faccia niente. Fa, fa moltissimo.Il problema non è che non fa, ma che attacca i problemi piccoli trascurando quelli veri, non certo per colpa sua ma la nostra normativa guarda le pagliuzze con il microscopio e colpevolmente trascura le travi.Siamo arrivati al paradosso che per motivi di privacy non posso sapere esplicitamente e senza burocrazia le chiamate che devo pagare fatte dal telefono di casa mia.
        Leggi anche il resto di PI, leggiti gli
        archivi.E credi che non li abbia letti ..
        Evviva il garante.Contento tu ...
        • Olmo scrive:
          Re: Garante della Privacy, vergona italiana

          Personalmente sì, o se è lì semplicemente per
          generare carta meglio non averlo, attualmente mi
          ha generato molti più impacci e burocrazia che
          benefici.Dai, non peccare di superficialità. Può darsi benissimo che nel quotidiano ci accorgiamo delle attività del garante solo da quello che tu chiami pagliuzze: ma lasciati almeno il beneficio del dubbio di non essere troppo informato su cosa faccia il garante. Giusto per un paio di esempi, credi che queste (tipo la questione della banca dati del DNA , la questione delle intercettazioni Eutelia o il controllo dell'attività giornaistica e l'espressione della libertà di stampa) possano essere considerate "pagliuzze"?http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/politica/banca-dati-dna/banca-dati-dna/banca-dati-dna.htmlhttp://newscontrol.repubblica.it/item/321176/intercettazioni-garante-privacy-revocato-blocco-euteliahttp://newscontrol.repubblica.it/item/338645/garante-privacy-fnsi-no-a-interventi-su-giornalistihttp://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/cronaca/garante/garante/garante.htmlhttp://newscontrol.repubblica.it/item/341332/rignano-garante-privacy-acquisisce-filmato-tg5
          • paoloholzl scrive:
            Re: Garante della Privacy, vergona italiana
            ..
            Dai, non peccare di superficialità. Può darsi
            benissimo che nel quotidiano ci accorgiamo delle
            attività del garante solo da quello che tu chiami
            pagliuzze: ma lasciati almeno il beneficio del
            dubbio di non essere troppo informato su cosa
            faccia il garante. Giusto per un paio di esempi,
            credi che queste (tipo la questione della banca
            dati del DNA , la questione delle intercettazioni
            Eutelia o il controllo dell'attività giornaistica
            e l'espressione della libertà di stampa) possano
            essere considerate
            "pagliuzze"?Cerco di farti capire meglio il mio parere in proposito, non voglio fare del 'benaltrismo' ma premesso che la privacy in tutto e per tutto a mio parere è un utopia, so che si cerca di ottenere il 'meno peggio'.L'impressione è che si faccia i forti con i deboli perché non si è in grado di colpire dove veramente occorrerebbe colpire.Mi spiego, che senso ha chiedere una serie di adempimenti alle imprese sui dati sensibili e poi esonerare i Medici di Famiglia (se non ce li hanno loro i dati sensibili) ?Bene la presa di posizione per Eutelia ma Echelon ?Il controllo dell'attività giornalistica talvolta scivola nel discrezionale da cui discendono una serie di reati sulla libertà d'opinione su cui ci sarebbe tanto da dire, ci sono cause aperte sul fatto che uno ha detto ad un altro cretino.Perché chiedere di proteggere la privacy degli utenti Windows e non imporre ai produttori di software l'obbligo di dichiarare che dati fanno transitare su Internet all'insaputa degli utenti?A quando l'obbligo di fornire le specifiche dei formati di files, tranne per i formati aperti tipo Open Document ed altro, chi ci garantisce sul contenuto ?A quando il divieto di impostare i default a scapito della privacy degli utenti (vedi Windows Media Player dove se uno accetta tutto supinamente senza saperlo diventa 'ultraesposto e spiabile' ? ).Quando mi fanno firmare un contratto in banca come potrei mai non aderire ad un documento di 2 pagine scritto in lillipuziano se poi so che se voglio mai che trattino il mio conto corrente devo accettare per forza ?E cosa dovrei dire dello stabilimento balneare dove vado d'estate devastato tre volte da vandali che non gli permettono di mettere una telecamera all'esterno in quanto violerebbe la privacy ?Come gia dicevo addirittura mi schermano i numeri di telefono delle chiamate fatte da casa mia.E se metti le foto non dico della vicina nuda, ma di un gruppo di amici durante una festa su Internet dovresti chiedere un miliardo di liberatorie.E che ne diciamo degli Internet Caffè che non decollano temendo gli adempimenti e le responsabilità quando ad ogni curva trovi una rete Wifi aperta.Insomma a mio parere occorrerebbe prendere atto che normare troppo su certi aspetti crea più fastidi che vantaggi, cerchiamo di normare sulle cose davvero importanti e evitiamo di riempire di burocrazia inutile le caselle postali con dichiarazioni reciproche di trattamento dei dati.Sulla banca dati del DNA è una questione etica importante dove un provvedimento estremamente efficace sul piano giudiziario finisce con il ledere la privacy a mio parere con molti più vantaggi che svantaggi.Ma deve essere una decisione del governo, non capisco perché ci voglia necessariamente un garante, a meno che non sia inteso semplicemente come organismo di controllo delle modalità di applicazione.Ovviamente non ho nulla contro il Garante in se e per se nel quale ruolo ho sempre visto persone più che degne.Spero di aver chiarito.
          • Olmo scrive:
            Re: Garante della Privacy, vergona italiana

            Mi spiego, che senso ha chiedere una serie di
            adempimenti alle imprese sui dati sensibili e poi
            esonerare i Medici di Famiglia (se non ce li
            hanno loro i dati sensibili)
            ?Che io sappia,non sono affatto esonerati! Hanno solo un "Modello di informativa semplificata" snellito *per il rispetto delle normative*. Ma le normative valgono anche per loro, che diamine.http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1334344
            Bene la presa di posizione per Eutelia ma Echelon
            ?Perché, il garante ha emanato direttive a favore di Echelon? O non è forse che c'è una sostanziale impotenza nei confronti di un meccanismo che sfugge sicuramente anche al controllo stesso dell'Intelligence italiana.Allo stesso modo avresti potuto chiedere: e la CIA? E i servizi segreti Iraniani?
            Perché chiedere di proteggere la privacy degli
            utenti Windows e non imporre ai produttori di
            software l'obbligo di dichiarare che dati fanno
            transitare su Internet all'insaputa degli
            utenti?Ecco, secondo me è questo il nodo. E' evidente che un problema come il rispetto della privacy sia inserito in un contesto un attimino meno semplificato di come lo proponi tu. Il garante sempliceente non ha istituzionalmente alcuna forza per imporre una cosa simile, perché è coinvolge norme di competenza di ben altre istituzioni. Il Garante può dare indicazioni, ma non può certo cambiare gli accordi economici internazionali. E, per quanto ne sappia, di indicazioni, e anche molto severe, il nostro garante le ha sempre date. Certo, non ha l'autorevolezza riconosciuta per chiudere un mercato internazionale o da *imporre* (quale legge nazionale o internazionale glie lo consentirebbe?) ad un produttore estero di rinunciare ai suoi stessi copyright.Io credo, in sostanza, che tu stia contestando al garante delle manchevolezze su campi che non sono fisicamente di sua competenza. Il garante non può muoversi solo secondo il buon senso: deve anche rispettare le normative (a tutti i livelli) vigenti.Può imporre alla CIA di ritirare i suoi agenti in Italia, in nome di normative che non hanno nemmeno valenza di leggi?
            A quando l'obbligo di fornire le specifiche dei
            formati di files, tranne per i formati aperti
            tipo Open Document ed altro, chi ci garantisce
            sul contenuto
            ?E' una battaglia in corso. Anche se il garante emanasse una direttiva che lo obbliga, pensi che il mondo intero chinerebbe la testa?
            A quando il divieto di impostare i default a
            scapito della privacy degli utenti (vedi Windows
            Media Player dove se uno accetta tutto
            supinamente senza saperlo diventa 'ultraesposto e
            spiabile' ?Ma insomma, ci sono decine di cause in corso su questi argomenti, in tutto il mondo.. Mi sembra che tu la faccia semplice semplice..
            E se metti le foto non dico della vicina nuda, ma
            di un gruppo di amici durante una festa su
            Internet dovresti chiedere un miliardo di
            liberatorie.Non mi risulta.
            Insomma a mio parere occorrerebbe prendere atto
            che normare troppo su certi aspetti crea più
            fastidi che vantaggi, cerchiamo di normare sulle
            cose davvero importanti e evitiamo di riempire di
            burocrazia inutile le caselle postali con
            dichiarazioni reciproche di trattamento dei
            dati.Non sono un addetto ai lavori, quindi queste sono solo mie personali opinioni. Ma non capisco cosa intendi: ammesso (e non concesso) che il garante (almeno idealmente come istituzione) non sia colluso con i poteri forti, intendi dire che dovrebbe essere lassista sul rispetto dei piccoli diritti e pensare solo a combattere contro multinazionali, Echelon e CIA (col rischio di scoprire di non averne i poteri)?Certo che anche quello dovrebbe essere raggiungibile. Ma io penso (forse sbagliando) che una moltitudine di piccoli cedimenti al rispetto delle regole rendano più debole il contrasto a quelli più invadenti.
            Sulla banca dati del DNA è una questione etica
            importante dove un provvedimento estremamente
            efficace sul piano giudiziario finisce con il
            ledere la privacy a mio parere con molti più
            vantaggi che
            svantaggi.Quali?
            Ma deve essere una decisione del governo, non
            capisco perché ci voglia necessariamente un
            garante, a meno che non sia inteso semplicemente
            come organismo di controllo delle modalità di
            applicazione.Il garante nn ha potere legislativo, infatti.
            Ovviamente non ho nulla contro il Garante in se e
            per se nel quale ruolo ho sempre visto persone
            più che
            degne.Idem!
            Spero di aver chiarito.Penso di sì :) Mi piacerebbe poter continuare questo scambio. Grazie e scusa la lungaggineOlmo
          • paoloholzl scrive:
            Re: Garante della Privacy, vergona italiana
            iglia (se non ce li

            .. esonero medici di famiclia

            Che io sappia,non sono affatto esonerati! Hanno
            solo un "Modello di informativa semplificata"Vero ma perchè visto che i dati sensibili se non ce li hanno loro chi ce li ha ?
            snellito *per il rispetto delle normative*. Ma le
            normative valgono anche per loro, che
            diamine.
            http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=13Non vi è alcun obbligo per i Medici di base e pediatri di effettuare Notifica al Garante per i trattamenti di dati sensibili operati nell'ambito della propria attività.Legge 26 maggio 2004, n. 138Questo mi risultava ho cercato il tuo link ma mi da documento non disponibile.

            Bene la presa di posizione per Eutelia ma
            Echelon?
            Perché, il garante ha emanato direttive a favore
            di Echelon? O non è forse che c'è una sostanziale
            impotenza nei confronti di un meccanismo che
            sfugge sicuramente anche al controllo stesso
            dell'Intelligence italiana.
            Allo stesso modo avresti potuto chiedere: e la
            CIA? E i servizi segreti
            Iraniani?Certo che in certi casi è 'ineluttabile' (esempio servizi Iraniani è calzante) ma permettere libero accesso incondizionato allo spionaggio delle nostre imprese da parte di servizi di alleati dovrebbe richiedere perlomeno il principio di reciprocità.

            Perché chiedere di proteggere la privacy degli

            utenti Windows e non imporre ai produttori di

            software l'obbligo di dichiarare che dati fanno

            transitare su Internet all'insaputa degli

            utenti?
            ...
            semplificato di come lo proponi tu. Il garante
            sempliceente non ha istituzionalmente alcuna
            forza per imporre una cosa simile, perché è
            coinvolge norme di competenza di ben altre
            istituzioni. Il Garante può dare indicazioni, ma
            non può certo cambiare gli accordi economici
            internazionali. E, per quanto ne sappia, di
            indicazioni, e anche molto severe, il nostro
            garante le ha sempre date. Certo, non ha
            l'autorevolezza riconosciuta per chiudere un
            mercato internazionale o da *imporre* (quale
            legge nazionale o internazionale glie lo
            consentirebbe?) ad un produttore estero di
            rinunciare ai suoi stessi
            copyright.Appunto, la figura del garante non avendo poteri se non consuntivi è di fatto qualcosa che serve a dire 'abbiamo un garante!' che è ben diverso dal dire garantiamo!.Richiedere la trasparenza non vuol dire richiedere di rinunciare ad alcun copyright, vedi cosa sta accadendo in Svezia con Itune.Diciamo che per quieto vivere si fa finta di non vedere, prendiamone atto ma almeno favoriamo coloro che trasparenza la da' (ad esempio i software Open Source).
            Io credo, in sostanza, che tu stia contestando al
            garante delle manchevolezze su campi che non sono
            fisicamente di sua competenza. Il garante non può
            muoversi solo secondo il buon senso: deve anche
            rispettare le normative (a tutti i livelli)
            vigenti.Ti garantisco non contesto quello che il garante fa, ma i principi che hanno portato avere un garante che di fatto può garantire ben poco, idem tutto il coacerbo di leggi italiane connesse privacy (salvo sporadiche norme che hanno un senso).

            A quando l'obbligo di fornire le specifiche dei

            formati di files, tranne per i formati aperti

            tipo Open Document ed altro, chi ci garantisce

            sul contenuto ?
            E' una battaglia in corso. Anche se il garante
            emanasse una direttiva che lo obbliga, pensi che
            il mondo intero chinerebbe la
            testa?assolutamente no, però si può favorire legislativamente chi la trasparenza la da ma soprattutto occorre sensibilizzare sul problema reale e scarsamente percepito.

            A quando il divieto di impostare i default a

            scapito della privacy degli utenti (vedi Windows

            Media Player dove se uno accetta tutto

            supinamente senza saperlo diventa 'ultraesposto
            e spiabile' ?
            Ma insomma, ci sono decine di cause in corso su
            questi argomenti, in tutto il mondo.. Mi sembra
            che tu la faccia semplice
            semplice..è vero, ma in Italia no, allora siamo sicuri che siamo noi i garantiti ?

            E se metti le foto non dico della vicina nuda, ma

            di un gruppo di amici durante una festa su

            Internet dovresti chiedere un miliardo di

            liberatorie.
            Non mi risulta.Ti assicuro è così, poi che di solito si risolva rimuovendo il materiale è un altro paio di maniche.
            ..Non sono un addetto ai lavori, quindi queste sono
            solo mie personali opinioni. Ma non capisco cosa
            intendi: ammesso (e non concesso) che il garante
            (almeno idealmente come istituzione) non sia
            colluso con i poteri forti, intendi dire che
            dovrebbe essere lassista sul rispetto dei piccoli
            diritti e pensare solo a combattere contro
            multinazionali, Echelon e CIA (col rischio di
            scoprire di non averne i
            poteri)?Io sono un addetto ai lavori Informatico e vivo in mezzo a montagne di database di dati più o meno personali, ripeto il garante non è colluso o altro è un fantoccio messo lì per dire che c'è ma che può garantire ben poco.In pratica volendo coniare uno slogan demagogico ma non troppo 'meno garanti e più garanzie'.
            Certo che anche quello dovrebbe essere
            raggiungibile. Ma io penso (forse sbagliando) che
            una moltitudine di piccoli cedimenti al rispetto
            delle regole rendano più debole il contrasto a
            quelli più
            invadenti.speriamo

            Sulla banca dati del DNA ...

            .. molti più

            vantaggi che

            svantaggi.
            Quali?al vantaggio di avere ogni cittadino con un ID per cui ogni minimo indizio fa risalire a lui dal punto di vista investigativo è straordinario mentre per la privacy devastante.
            Il garante nn ha potere legislativo, infatti.appunto allora non garantisce un tubo.
            Penso di sì :) Mi piacerebbe poter continuare
            questo scambio. Grazie e scusa la
            lungagginecontinua solo perché è domenica e ho voglia di scrivere :-)
          • A O scrive:
            Re: Garante della Privacy, vergona italiana
            - Scritto da: paoloholzl
            ..

            Dai, non peccare di superficialità. Può darsi

            benissimo che nel quotidiano ci accorgiamo delle

            attività del garante solo da quello che tu
            chiami

            pagliuzze: ma lasciati almeno il beneficio del

            dubbio di non essere troppo informato su cosa

            faccia il garante. Giusto per un paio di esempi,

            credi che queste (tipo la questione della banca

            dati del DNA , la questione delle
            intercettazioni

            Eutelia o il controllo dell'attività
            giornaistica

            e l'espressione della libertà di stampa) possano

            essere considerate

            "pagliuzze"?

            Cerco di farti capire meglio il mio parere in
            proposito, non voglio fare del 'benaltrismo' ma
            premesso che la privacy in tutto e per tutto a
            mio parere è un utopia, so che si cerca di
            ottenere il 'meno
            peggio'.
            L'impressione è che si faccia i forti con i
            deboli perché non si è in grado di colpire dove
            veramente occorrerebbe
            colpire.
            Mi spiego, che senso ha chiedere una serie di
            adempimenti alle imprese sui dati sensibili e poi
            esonerare i Medici di Famiglia (se non ce li
            hanno loro i dati sensibili)
            ?
            Bene la presa di posizione per Eutelia ma Echelon
            ?
            Il controllo dell'attività giornalistica talvolta
            scivola nel discrezionale da cui discendono una
            serie di reati sulla libertà d'opinione su cui ci
            sarebbe tanto da dire, ci sono cause aperte sul
            fatto che uno ha detto ad un altro
            cretino.
            Perché chiedere di proteggere la privacy degli
            utenti Windows e non imporre ai produttori di
            software l'obbligo di dichiarare che dati fanno
            transitare su Internet all'insaputa degli
            utenti?
            A quando l'obbligo di fornire le specifiche dei
            formati di files, tranne per i formati aperti
            tipo Open Document ed altro, chi ci garantisce
            sul contenuto
            ?
            A quando il divieto di impostare i default a
            scapito della privacy degli utenti (vedi Windows
            Media Player dove se uno accetta tutto
            supinamente senza saperlo diventa 'ultraesposto e
            spiabile' ?
            ).
            Quando mi fanno firmare un contratto in banca
            come potrei mai non aderire ad un documento di 2
            pagine scritto in lillipuziano se poi so che se
            voglio mai che trattino il mio conto corrente
            devo accettare per forza
            ?
            E cosa dovrei dire dello stabilimento balneare
            dove vado d'estate devastato tre volte da vandali
            che non gli permettono di mettere una telecamera
            all'esterno in quanto violerebbe la privacy
            ?
            Come gia dicevo addirittura mi schermano i numeri
            di telefono delle chiamate fatte da casa
            mia.
            E se metti le foto non dico della vicina nuda, ma
            di un gruppo di amici durante una festa su
            Internet dovresti chiedere un miliardo di
            liberatorie.
            E che ne diciamo degli Internet Caffè che non
            decollano temendo gli adempimenti e le
            responsabilità quando ad ogni curva trovi una
            rete Wifi
            aperta.

            Insomma a mio parere occorrerebbe prendere atto
            che normare troppo su certi aspetti crea più
            fastidi che vantaggi, cerchiamo di normare sulle
            cose davvero importanti e evitiamo di riempire di
            burocrazia inutile le caselle postali con
            dichiarazioni reciproche di trattamento dei
            dati.
            Sulla banca dati del DNA è una questione etica
            importante dove un provvedimento estremamente
            efficace sul piano giudiziario finisce con il
            ledere la privacy a mio parere con molti più
            vantaggi che
            svantaggi.
            Ma deve essere una decisione del governo, non
            capisco perché ci voglia necessariamente un
            garante, a meno che non sia inteso semplicemente
            come organismo di controllo delle modalità di
            applicazione.

            Ovviamente non ho nulla contro il Garante in se e
            per se nel quale ruolo ho sempre visto persone
            più che
            degne.

            Spero di aver chiarito.QUOTO!!!
    • andy61 scrive:
      Re: Garante della Privacy, vergona italiana
      Il problema non è impedire che le informazioni su di noi vengano diffuse (la qual cosa è impossibile: una volta generata, l'informazione non è più sotto il nostro controllo).Il problema è poter mettere in croce chiunque venga trovato ad utilizzare nostri dati senza la nostra esplicita autorizzazione.Nessuno (interessato ad utilizzare impropriamente i dati di altri) implementa meccanismi di auditing tali da prevenire o controllare accessi non autorizzati ai dati, e pertanto è sempre possibile estrarre i dati per elaborarli altrove.La cosa più assurda, la beffa (almeno quella che credo disturbi di più tutti quanti), è che i proprietari dei dati sono anche quelli che non possono controllarli!
    • marotfl scrive:
      Re: Garante della Privacy, vergona italiana
      guarda che non c'è alcun dato sensibile sul "codice"...
    • Anonimo scrive:
      Re: Garante della Privacy, vergona italiana
      Stesso problema hanno i sindacati e le associazioni (ad es. quelle dei consumatori..)......
  • test scrive:
    Ma a cosa servono realmente????
    Scusate un attimo, ma a qualcuno è mai stato contestato (per es. in tribunale) la paternità di una stampa?Mi spiego meglio, è mai successo che a qualcuno venisse detto "Ok, tu hai sicuramente stampato questo foglio, abbiamo controllato i puntini!"??No perchè io non ho mai sentito dire... e allora se non è mai stato utilizzato, perchè sbattersi tanto per farli stampare??? A cosa servono realmente?
    • Olmo scrive:
      Re: Ma a cosa servono realmente????
      - Scritto da: test
      Scusate un attimo, ma a qualcuno è mai stato
      contestato (per es. in tribunale) la paternità di
      una
      stampa?Sì.
      • marotf scrive:
        Re: Ma a cosa servono realmente????
        - Scritto da: Olmo
        - Scritto da: test

        Scusate un attimo, ma a qualcuno è mai stato

        contestato (per es. in tribunale) la paternità

        di una stampa?

        Sì.link?
        • Olmo scrive:
          Re: Ma a cosa servono realmente????

          link?"The ACLU recently issued a report revealing that the FBI has amassed more than 1,100 pages of documents on the organization since 2001, as well as documents concerning other non-violent groups, including Greenpeace and United for Peace and Justice. In the current political climate, it's not hard to imagine the government using the ability to determine who may have printed what document for purposes other than identifying counterfeiters."http://www.eff.org/issues/printers
    • andy61 scrive:
      Re: Ma a cosa servono realmente????
      Dato un documento sospetto (banconota fotocopiata, un documento riservato ed illegalmente diffuso, etc.), dall'impronta riportata sul foglio si risale al produttore della stampante, il quale può dirti a chi l'ha venduta.Dopodiché si va dal proprietario della stampante (si tratta sempre di stampanti costose, e quindi è praticamente certo che siano state vendute con fattura, oppure pagate attraverso banca o carta di credito) e si controllano i log di stampa nella data ed ora riportata sul foglio, e si restringe drasticamente il numero di coloro che potevano farlo, sempre che non vi sia un sistema di audting che ti dice esattamente chi è stato.E quindi il giuoco è fatto.
      • Olmo scrive:
        Re: Ma a cosa servono realmente????
        Oppure, più comunemente, si usa il watermark verificando la corrispondenza con la stampante dell'imputato. E' il caso più comune.
  • basanet scrive:
    Ma chi le ha convinte tutte?
    Avevo già letto tempo fa il precedente articolo di Punto Informatico sull'argomento. E già all'epoca mi era sorta una domanda...Non è per fare della facile dietrologia, ma mi chiedo: quale organizzazione internazionale o governo può riuscire nell'intento di convicere tutte le multinazionali coinvolte (nell'elenco linkato ci sono tutti i principali produttori mondiali di stampanti) ad adottare questo sistema dei "puntini gialli"? E per di più a farlo in gran segreto, senza che se ne sia data traccia alcuna per diversi anni?Ribadisco: non è mia intenziona alimentare allarmismi o lanciare flame di sorta. Però è curioso, no? Soprattutto tenuto conto di quanto gli Stati dell'Unione Europea abbiano penato per accordarsi su cose tipo "lo standard per la larghezza dei sedili degli autobus" (senza per altro giungere ad un accordo definitivo uguale per tutti).Qualcuno lancia qualche ipotesi?
    • asd! scrive:
      Re: Ma chi le ha convinte tutte?
      Il NWO :)
    • andy61 scrive:
      Re: Ma chi le ha convinte tutte?
      Ci sono mille ipotesi, più o meno patriottiche.Ma tanto per andare sul concreto, supponi che il Dipartimento della Difesa sia andato a trovare il top management di ogni azienda e gli abbia detto: '... o fai così, ed in gran segreto, o ogni sei mesi passa di qui un controllo fiscale ...'.Tenendo conto che in America per le tasse si va dentro per tanto, tanto tempo, uno si fa due conti in tasca e al volo.
    • basanet scrive:
      Re: Ma chi le ha convinte tutte?
      Quindi tu ritieni che una delle ipotesi sia che un unico governo, seppure quello dell'unica "potenza mondiale" rimasta, sia nelle condizioni di imporre l'implementazione su scala globale di una soluzione come quella dei puntini gialli? Certo, è plausibile.Ma è pur vero che i costi di realizzazione di un progetto del genere sono elevati, mentre il ritorno - seppure inteso come "tranquillità fiscale" - è minimo o addirittura nullo per le multinazionali. Le quali, per altro, non sono assoggettate esclusivamente (anzi, in alcuni casi affatto) al fisco statunitense.Possibile davvero che un "ricatto" ordito da un solo governo (OK, l'abbiamo già detto che è il più influente del pianeta) possa avere tali e tante conseguenze sul mercato globale? Se sì, allora la dietrologia che prima ho accuratamente scansato si potrebbe rifare avanti prepotentemente... :
    • A O scrive:
      Re: Ma chi le ha convinte tutte?
      - Scritto da: basanet
      Avevo già letto tempo fa il precedente articolo
      di Punto Informatico sull'argomento. E già
      all'epoca mi era sorta una
      domanda...

      Non è per fare della facile dietrologia, ma mi
      chiedo: quale organizzazione internazionale o
      governo può riuscire nell'intento di convicere
      tutte le multinazionali coinvolte (nell'elenco
      linkato ci sono tutti i principali produttori
      mondiali di stampanti) ad adottare questo sistema
      dei "puntini gialli"? E per di più a farlo in
      gran segreto, senza che se ne sia data traccia
      alcuna per diversi
      anni?

      Ribadisco: non è mia intenziona alimentare
      allarmismi o lanciare flame di sorta. Però è
      curioso, no? Soprattutto tenuto conto di quanto
      gli Stati dell'Unione Europea abbiano penato per
      accordarsi su cose tipo "lo standard per la
      larghezza dei sedili degli autobus" (senza per
      altro giungere ad un accordo definitivo uguale
      per
      tutti).

      Qualcuno lancia qualche ipotesi?dove stanno di casa le società multinazionali che controllano la produzione di tutte queste stampanti?praticamente tutte in occidente...e chi è il faro dell'occidente alle cui "direttive" (soprattutto se militari e/o repressive) tutti gli altri si adeguano?indovina indovinello?
    • basanet scrive:
      Re: Ma chi le ha convinte tutte?
      Ecco, appunto. Volevo evitare la dietrologia... ma evidentemente la tentazione di spiegare in questo modo l'ingerenza delle case produttrici nella privacy di ogni cittadino del pianeta (e quindi l'ingerenza di chi ha esercitato coercizione nei confronti delle case produttrici) è davvero irresistibile.E a ragion veduta.
  • ese scrive:
    mah poco utile contro malintenzionati
    basta comprare la stampante direttamente in un negozio senza telecamere ed in contanti, non registrare il prodotto e non connettersi ad internet con il pc collegato alla stampante.Pensante per l'utente finale, un piccolo sforzo per un vero malintenzionato, poi basta fare una fotocopia della fotocopia per annullare il pattern.
    • Olmo scrive:
      Re: mah poco utile contro malintenzionati
      - Scritto da: ese
      basta comprare la stampante direttamente in unConsidera che fino a poco fa il mondo era ignaro dell'esistenza di questi fingerprint. E che oggi ne sono al corrente solo gli addetti ai lavori (Repubblica.it e i telegiornali mica ne hanno parlato). E considera che comunque è un ostacolo in più.
    • andy61 scrive:
      Re: mah poco utile contro malintenzionati
      non puoi fare fotocopie, quando cerchi di produrre documenti falsi.D'altra parte è anche vero che puoi andartene in una copisteria con la tua bella chiavetta USB, e pagare in contanti .Il problema si pone se i commessi vedono che stai stampando passaporti, carte d'identità, soldi, documenti con il marchio dello stato ...Ma basterebbe farsi assumere come commessi, e quando non ci sono clienti stampare e pagare: chi andrà mai a controllare se è stato un cliente reale o un dipendente?
    • Banana Joe scrive:
      Re: mah poco utile contro malintenzionati
      Anche echelon e' pressoche' inutile contro i malintenzionati, un terrorista puo' salutare con arrivederci invece che ciao e mandare un messaggio. Intanto pero' lo adottano.Chi ti dice che questi sistemi di controllo siano per i malintenzionati? magari sotto controllo vogliono tenere noialtri.
  • debug scrive:
    formato data
    giorno-mese-anno??Ma la data in america non si scrive anno-mese-giorno?
  • vac scrive:
    Ma non è tutto!
    C'è di peggio:La mia stampante (una normalissima EPSON da 70 ) si rifiuta di stampare banconote.La stessa stampante installata in un computer linux funziona.=
    I driver per windows contengono spyware.Ma questo significa che riconosce ciò che stampo, e magari invia qualche info in internet?
    • Normal scrive:
      Re: Ma non è tutto!
      - Scritto da: vac
      C'è di peggio:
      La mia stampante (una normalissima EPSON da 70 )
      si rifiuta di stampare
      banconote.Si si c'è un protocollo accordo tra produttori non te le fanno stampare. Questo sempre perchè siamo liberi.
      • lellykelly scrive:
        Re: Ma non è tutto!
        non perchè è illegale tentare di riprodurre banconote...
        • A O scrive:
          Re: Ma non è tutto!
          - Scritto da: lellykelly
          non perchè è illegale tentare di riprodurre
          banconote...è illegale anche se mi serve stampare, ad es. per una pubblicità, una banconota fac-simile (con tanto di scritta "fac-simile" sopra) ???
    • amldc scrive:
      Re: Ma non è tutto!
      Se ricordo bene, con le prime fotocopiatrici laser a colori di alta qualita', venne imposto ai produttori di inserire un meccanisco (suppongo hw/firmware) in grado di riconoscere le banconote ed impedirne la fotocopia (non so adesso, ma anni fa in USA le banconote risultavano facilmente riproducibili) per produrne di false. E' probabile che i driver proprietari di varie case produttrici abbiano simili accorgimenti.
    • qualcuno scrive:
      Re: Ma non è tutto!
      - Scritto da: vac
      C'è di peggio:
      La mia stampante (una normalissima EPSON da 70 )
      si rifiuta di stampare
      banconote.
      La stessa stampante installata in un computer
      linux
      funziona.
      =
      I driver per windows contengono spyware.
      Ma questo significa che riconosce ciò che stampo,
      e magari invia qualche info in
      internet?E' cosa nota che le banconote europee contengano nel disegno un piccolo pattern ripetuto, simile ad una costellazione di 5 pallini che viene riconosciuto da alcuni software, stampanti e scanner.
    • ricorsivo scrive:
      Re: Ma non è tutto!
      - Scritto da: vac
      C'è di peggio:
      La mia stampante (una normalissima EPSON da 70 )
      si rifiuta di stampare banconote.così come gli scanner si rifiutanto di scannerlizzarle... è arcinoto
      La stessa stampante installata in un computer
      linux funziona.
      =
      I driver per windows contengono spyware.spyware? casomai contengono una protezione...
      Ma questo significa che riconosce ciò che stampo,
      e magari invia qualche info in internet?figurati che riesce ad inviarle anche se non hai nessun collegamento ad internet
  • vac scrive:
    Ecco perché il giallo finisce prima
    Come da titolo:Ecco perché l'inchiostro/tonner giallo finisce prima degli altri...
  • Sasino scrive:
    Un articolo di qualche giorno fa...
    riguardava sempre la Germania:http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2122684cissà se le cose sono collegate...
    • test scrive:
      Re: Un articolo di qualche giorno fa...
      E se una stampante è solo in bianco e nero?? C'è una mini cartuccia di giallo solo per i puntini????
      • lellykelly scrive:
        Re: Un articolo di qualche giorno fa...
        ma come fai a non saperlo, le stampanti b/n sono dotate di fessure apposite con dentro microfiltri per raccogliere il polline (ecco perchè le mosche si posano sopra negli uffici), dopodichè arrivato ad un certo peso, il microfiltro viene ripulito da una microspazzola che lo incanala in un microcontenitore, un micropistone microidraulico lo comprime, poi un microfrullatore lo microfrulla, viene portato ad una certa temperatura da un microfornetto, e il tutto viene spalmato in un microtamburo. ecco il trucco.per spiegare come risalgono al proprietario è ovviamente semplice, nell'aria oltre al polline c'è anche del cerume che l'impiegato si toglie con le dita e lo tira in giro...loro ci osservano, è un complotto creato da un governo di cui non si sa nulla, probabilmente con base ad atlantide, ovunque essa sia.
  • danieleMM scrive:
    l'avevo letto anni fa
    questa cosa esiste da anni..è usata nell'informatica forense per quanto ne so..si può scoprire un documento falso o fotocopiato abbastanza facilmenteinoltre essendo presente il numero di serie della stampante è anche possibile risalire, approssimativamente, a dov'è stata venduta la stampante che ha stampato quel particolare documento, talvolta la tecnica produce anche un nome e un cognome (o una partita iva)è un qualcosa voluto dai governi sulle stampanti ad alta definizione che permetterebbero ai falsari di fare quel che gli pare... per quel che ne soa mio avviso non è lesivo in alcun modo alla privacy
    • Paoletta scrive:
      Re: l'avevo letto anni fa
      - Scritto da: danieleMM
      questa cosa esiste da anni..
      è usata nell'informatica forense per quanto ne
      so..Ci sai dire in quali casi e' stata usata?Legalmente la legislazione riconosce come validi i codici di puntini gialli?Ci fornisci la disposizione di legge in merito?
      a mio avviso non è lesivo in alcun modo alla
      privacyeppure
      talvolta la tecnica produce anche un
      nome e un cognome Proprio una pratica correttissima quindi e di gran tutela.
      • danieleMM scrive:
        Re: l'avevo letto anni fa
        nome e cognome non sono dati sensibili, sono dati personalilegalmente hanno 2 trattamenti diversicomunque i casi in cui si risale ad un nome sono rari con il solo utilizzo di quei "puntini" sono rarissimi credomi spiace ma non ti so dare esempi..
    • Lemon scrive:
      Re: l'avevo letto anni fa
      - Scritto da: danieleMM
      questa cosa esiste da anni..
      è usata nell'informatica forense per quanto ne
      so..
      si può scoprire un documento falso o fotocopiato
      abbastanza
      facilmente
      inoltre essendo presente il numero di serie della
      stampante è anche possibile risalire,
      approssimativamente, a dov'è stata venduta la
      stampante che ha stampato quel particolare
      documento, talvolta la tecnica produce anche un
      nome e un cognome (o una partita
      iva)

      è un qualcosa voluto dai governi sulle stampanti
      ad alta definizione che permetterebbero ai
      falsari di fare quel che gli pare... per quel che
      ne
      so

      a mio avviso non è lesivo in alcun modo alla
      privacyA cosa serve l'orario e la data della stampa? Potevo capire il seriale o altro, ma quando si scende nei particolari secondo me non è proprio giusta sta cosa...
      • nome e cognome scrive:
        Re: l'avevo letto anni fa

        A cosa serve l'orario e la data della stampa?
        Potevo capire il seriale o altro, ma quando si
        scende nei particolari secondo me non è proprio
        giusta sta
        cosa...Serve serve...... se tu fossi accusato di omicidio, tramite i famigerati puntini gialli potresti dimostrare che all'ora del fatto stavi stampando quel documento.I puntini gialli servono alla nostra sicurezza :)
        • lorenzo scrive:
          Re: l'avevo letto anni fa
          - Scritto da: nome e cognome

          Serve serve...... se tu fossi accusato di
          omicidio, tramite i famigerati puntini gialli
          potresti dimostrare che all'ora del fatto stavi
          stampando quel
          documento.
          I puntini gialli servono alla nostra sicurezza :)(rotfl)
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: l'avevo letto anni fa
          contenuto non disponibile
      • danieleMM scrive:
        Re: l'avevo letto anni fa
        - Scritto da: Lemon
        A cosa serve l'orario e la data della stampa?
        Potevo capire il seriale o altro, ma quando si
        scende nei particolari secondo me non è proprio
        giusta sta
        cosa...se devi indagare su un documento/quant'altro di falso è utile conoscere che tipo di stampante l'abbia prodotto, circa dov'è stata venduta (e questo lo ottieni dal codice seriale) e quando ha stampato il documento
        • Skywalker scrive:
          Re: l'avevo letto anni fa
          - Scritto da: danieleMM
          - Scritto da: Lemon

          A cosa serve l'orario e la data della stampa?

          Potevo capire il seriale o altro, ma quando si

          scende nei particolari secondo me non è proprio

          giusta sta

          cosa...

          se devi indagare su un documento/quant'altro di
          falso è utile conoscere che tipo di stampante
          l'abbia prodotto, circa dov'è stata venduta (e
          questo lo ottieni dal codice seriale) e quando ha
          stampato il
          documentoBene. In un paese democratico, questo sta scritto sulla sua Gazzetta Ufficiale e riportato nel manuale di istruzioni. Se non c'è ed tenuto segreto, lascia qualche dubbio di compatibilità con "democratico".Tra l'altro: ma Data/Ora dove la prende? Perché io ho tre computer e ce ne fosse uno che riporta la stessa ora dell'altro. Anzi, il portatile, visto che è andata la batteria della CMOS, riporta quasi sempre il 1 gennaio 1970, in un intorno di mezzanotte...
  • guidoz scrive:
    ma infondo non è un bene?
    Non è come la targa (o il numero di telaio) della macchina??Non è come il tabulato delle telefonate di un telefonino?Non è come il log degli ip di questo sito?A me, che pure tengo alla privacy, non pare niente di preoccupante per l'utente comune, e piuttosto una buona arma da utilizzare in tribunale quando serve (che ne so: missiva di un rapitore/ricattatore/terrorista).. tanto più che non porta sopra nome e cognome o altri dati sensibili, ma solo l'identificativo della stampante.. come dire, è la prova del 9.Certo, c'è il rischio che un regime possa usare la cosa come arma per rintracciare un dissidente... ma è come sempre l'uso che se ne fa a connotare la leicità di un qualunque oggetto (guardatevi intorno e ditemi se non trovate un uso "pericoloso" di quasi tutto quello che avete attorno).Di per se, in questo caso, non mi sembra una cosa così preoccupante e trovo a volte ridicola questa fobia da grande fratello che leggo spesso tra le righe di alcuni articoli o commenti.Il tutto sia letto come un'opinione, e non come una provocazione... per favore ^_^
    • codroipo scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?
      - Scritto da: guidoz
      Non è come la targa (o il numero di telaio) della
      macchina??
      Non è come il tabulato delle telefonate di un
      telefonino?
      Non è come il log degli ip di questo sito?

      A me, che pure tengo alla privacy, non pare
      niente di preoccupante per l'utente comune, e
      piuttosto una buona arma da utilizzare in
      tribunale quando serve (che ne so: missiva di un
      rapitore/ricattatore/terrorista).. tanto più che
      non porta sopra nome e cognome o altri dati
      sensibili, ma solo l'identificativo della
      stampante.. come dire, è la prova del
      9.

      Certo, c'è il rischio che un regime possa usare
      la cosa come arma per rintracciare un
      dissidente... ma è come sempre l'uso che se ne fa
      a connotare la leicità di un qualunque oggetto
      (guardatevi intorno e ditemi se non trovate un
      uso "pericoloso" di quasi tutto quello che avete
      attorno).
      Di per se, in questo caso, non mi sembra una cosa
      così preoccupante e trovo a volte ridicola questa
      fobia da grande fratello che leggo spesso tra le
      righe di alcuni articoli o
      commenti.

      Il tutto sia letto come un'opinione, e non come
      una provocazione... per favore
      ^_^Il fatto è che è già difficile tagliarsi con la carta, figuriamoci ammazzare.Non vedo quindi la necessità di controllare l'informazione in questa maniera così paranoica, a meno di non voler pensare male e credere che ci siano delle pressioni antidemocratiche affinché ciò avvenga.Nel 1500 circa una forte spinta alle varie riforme religiose luterane, calviniste, ecc, nonché alle ribellioni contadine ahimé sedate nel sangue, fu data dall'utilizzo dei volantini. invenzione dell'epoca, conseguenza logica dell'invenzione della stampa di gutemberg. (ti consiglio il bellissimo romanzo "Q" di Luther Blisset per approfondire, lo puoi anche scaricare).Ad esempio, non ti suona intimidatorio che un hacker, svelando questo "segreto", abbia ricevuto una visita da degli agenti speciali? Se fosse tutto così bello e rosa come la metti te, che problema ci sarebbe nel rendere noto questa notizia (non parlo di ora che lo sanno tutti, ma di quando qualche anno fa non lo sapeva che lui)?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 novembre 2007 02.31-----------------------------------------------------------
    • Paoletta scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?
      - Scritto da: guidoz
      Non è come la targa (o il numero di telaio) della
      macchina??No, la targa sai che c'e', non e' invisibile, non e' un segreto.
      Non è come il tabulato delle telefonate di un
      telefonino?No, il tabulato sai che c'e', non e' invisibile, non e' un segreto.
      Non è come il log degli ip di questo sito?No, il log sai che c'e', non e' invisibile, non e' un segreto.
      A me, che pure tengo alla privacy, non pare
      niente di preoccupante per l'utente comune, e
      piuttosto una buona arma da utilizzare in
      tribunale quando serve (che ne so: missiva di un
      rapitore/ricattatore/terrorista)..Allora facci sapere quando trovi la legge che riconosce e permette l'uso dei codici a puntini in una causa legale.
      tanto più che
      non porta sopra nome e cognome o altri dati
      sensibili, ma solo l'identificativo della
      stampante.. come dire, è la prova del
      9.Una prova segreta, di cui tutti i consumatori dovrebbero venire informati.
      Certo, c'è il rischio che un regime possa usare
      la cosa come arma per rintracciare un
      dissidente... Si c'e', e quindi gia' questo solleva da solo dei problemi sulla bonta' della cosa.
      ma è come sempre l'uso che se ne fa
      a connotare la leicità di un qualunque oggettoVero, se un governo usa i puntini per punire i falsari e' ok, ma e' l'imposizione fatto dai governi alle nostre stamnpanti che e' sicuramente fonte di grandi dubbi sulla leicita'.Se è sempre l'uso che se ne fa a connotare la leicità di un qualunque oggetto, i governi che hanno voluto questi codici hanno fatto un uso assai losco delle stampanti.
      Di per se, in questo caso, non mi sembra una cosa
      così preoccupante e trovo a volte ridicola questa
      fobia da grande fratello che leggo spesso tra le
      righe di alcuni articoli o
      commenti.La fobia da grande fratello e' certo ridicola, ma lo e' perche' supportata solo da supposizioni e complottismo, spesso delirante.Pero' almeno quando sei di fronte alla scoperta di strumenti di controllo, come questi codici invisibili, c'e' da pensare per lo meno a questo specifico aspetto concreto e alle sue implicazioniInsomma, non e' certo uno modo per dirti che lo stato ha grande fiducia in te.E se non ha fiducia in te, non si merita il tuo voto, ma se ne sta zitto, intasca voto e controlla cosa stampi. E poi trova anche chi dice che in fondo e' un bene.
    • Lemon scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?
      - Scritto da: guidoz
      Non è come la targa (o il numero di telaio) della
      macchina??
      Non è come il tabulato delle telefonate di un
      telefonino?
      Non è come il log degli ip di questo sito?

      A me, che pure tengo alla privacy, non pare
      niente di preoccupante per l'utente comune, e
      piuttosto una buona arma da utilizzare in
      tribunale quando serve (che ne so: missiva di un
      rapitore/ricattatore/terrorista).. tanto più che
      non porta sopra nome e cognome o altri dati
      sensibili, ma solo l'identificativo della
      stampante.. come dire, è la prova del
      9.

      Certo, c'è il rischio che un regime possa usare
      la cosa come arma per rintracciare un
      dissidente... ma è come sempre l'uso che se ne fa
      a connotare la leicità di un qualunque oggetto
      (guardatevi intorno e ditemi se non trovate un
      uso "pericoloso" di quasi tutto quello che avete
      attorno).
      Di per se, in questo caso, non mi sembra una cosa
      così preoccupante e trovo a volte ridicola questa
      fobia da grande fratello che leggo spesso tra le
      righe di alcuni articoli o
      commenti.

      Il tutto sia letto come un'opinione, e non come
      una provocazione... per favore
      ^_^Io solitamente non sono uno che grida alla privacy ad ogni costo, però qua c'è il problema che non c'è stato detto! Inoltre non capisco a cosa servano ora e data della singola stampa!Gli esempi che fai non sono paragonabili perchè:- la targa (a meno di una visura) non ti dice di chi è la macchina- il tabulato delle telefonate è accessibile solo a te (in teoria)- il log degli ip è comunque una qualcosa al quale tu ti colleghi, in altre parole io titolare del sito verifico chi si collega al MIO sito, non certo dove navighi di solito.In questo caso invece, fatta una stampa, chiunque prenda anche solo un pezzetto di quel foglio può vedere marca e modello, ora e data di stampa... mi sembra assurdo.
    • vincenzo scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?
      Concordo pienamente
    • . . scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?

      A me, che pure tengo alla privacy, non pare
      niente di preoccupante per l'utente comune, e
      piuttosto una buona arma da utilizzare in
      tribunale quando serve (che ne so: missiva di unFra poco tempo ti accorgerai che chi di dovere avrà inventato (non che sia difficile immaginarli) decine di possibili utilizzi in danno dell'utente comune.I criminali... useranno stampanti rubate.
    • Olmo scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?
      - Scritto da: guidoz
      Non è come la targa (o il numero di telaio) della
      macchina??
      Non è come il tabulato delle telefonate di un
      telefonino?
      Non è come il log degli ip di questo sito?
      Pensi che abbiamo ancora pochi controlli? Massì, ancora di più, ad libitum
    • Gatto Selvaggio scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?

      (guardatevi intorno e ditemi se non trovate un
      uso "pericoloso" di quasi tutto quello che avete
      attorno).Hai ragione! Mi sono guardato intorno e dietro di me, a sinistra, c'è un cesto con una banana.
    • A O scrive:
      Re: ma infondo non è un bene?
      - Scritto da: guidoz[...]
      Di per se, in questo caso, non mi sembra una cosa
      così preoccupante e trovo a volte ridicola questa
      fobia da grande fratello che leggo spesso tra le
      righe di alcuni articoli o
      commenti.

      Il tutto sia letto come un'opinione, e non come
      una provocazione... per favore
      ^_^magari di per sé non è tanto preoccupantema se la guardi per quello che è ovvero un ennesimo tassello di quella cosa che sempre più ci circonda che sono le 3C: Condizionamento, Controllo, Coercizione......allora forse è MOLTO preoccupante
  • Paggio scrive:
    Nulla di nuovo!
    A me non sembra questa gran notizia, in molti schemi tecnici di stampante vi si fa riferimento e se ne parla, serve per identificare la provenienza di un determinato foglio, e tale sistema viene spesso utilizzato pure dalla polizia scientifica per rintracciare chi ha mandato messaggi anonimi.
    • pierpaolopezzo scrive:
      Re: Nulla di nuovo!
      Resta comunque un atteggiamento pericoloso e connivente col potere, immagina una serie di stampe di valore propagandistico e politico in un paese non democratico.....insomma la privacy dovrebbe essere un diritto e noi siamo quelli che vogliono esportare la democrazia. Mah!
      • TLH scrive:
        Re: Nulla di nuovo!
        Si.. e a forza di esportarla dimentichiamo di esercitarla nel nostro paese! :D
      • Anonimo scrive:
        Re: Nulla di nuovo!
        Da quando se vai a comprare una stampante devi lasciare nome e cognome? Lo fai solo se sei un'azienda per la fattura (p.ta iva), altrimenti no, quindi possono rintracciare solo stampanti intestate a qualcuno.Se poi l'azienda e' un po' grande (Oracle, IBM) dove le stampanti si comprano in blocco e sono parecchie diventa quasi impossibile risalire a chi ha stampato quel foglio.E' comunque strana questa cosa dei puntini, ma da qui a dire hce lo fanno per controllare tutto cio' che viene stampato c'e' un po' di differenza.
        • Olmo scrive:
          Re: Nulla di nuovo!

          E' comunque strana questa cosa dei puntini, ma da
          qui a dire hce lo fanno per controllare tutto
          cio' che viene stampato c'e' un po' di
          differenza.Per cos'altro può essere fatto?E' chiaro che nel fingerprint non ci sia scritto il tuo nome e cognome: non di meno in caso di contenziosi un confronto tra una stampa e quelle prodotte dalla stampante di un sospetto può costituire un elemento di rilevanza, non credi?Altrimenti, tu hai altre ipotesi sull'utilità di quei puntini?
          • Anonimo scrive:
            Re: Nulla di nuovo!
            Si, ma resta il fatto che a te ci devono risalire per altre vie, la stampa puo' essere solo una "conferma" a posteriori.Tra questo e dire hce tutto cio' che stampi puo' essere tracciato c'e' la stessa differenza che c'e' tra il riscontro con il dna e la banca del dna.Nel primo caso devi prima trovare il sospetto e poi fare il test, nel secondo puoi usare l'analisi per trovare il sospetto. Spero di essermi spiegato in maniera chiara
          • Olmo scrive:
            Re: Nulla di nuovo!

            Tra questo e dire hce tutto cio' che stampi puo'
            essere tracciato c'e' la stessa differenza che
            c'e' tra il riscontro con il dna e la banca del
            dna.Vero.
          • Skywalker scrive:
            Re: Nulla di nuovo!
            Beh, se sei andato negli USA ultimamente hanno le tue impronte digitali associate al tuo nome. Se su almeno uno dei fogli ci sono le tue impronte, risaliamo a tutti i fogli usciti dalla tua stampante con tanto di data e ora.Ah, nel caso vivessi in italia, mi risulta una proposta di legge, inizialmente presentata dall'On.Fini, di inserire le impronte digitali all'atto della richiesta della Carta di Identità. Il Sig. Fini l'aveva chiesto solo per gli extracomunitari che varcavano la frontiera privi di un valido documento di identità, ma dato che a Sinistra si è è subito gridato:"Xenofobi!", la controproposta è stata:"No, non lo siamo. Se volete schediamo tutti". Ed a Sinistra:"Ah, beh, se schediamo tutti allora va bene!".Credo che il Sig. Fini non potesse credere alle sue orecchie e, sotto i baffi che non ha, se la ridesse di gusti..... Porca paletta!A chissà quando la banda del DNA... solo per scovare i terroristi, ovviamente! Ma @#@@@@1!
    • asterix040 scrive:
      Re: Nulla di nuovo!
      salve confermo che tale codice esiste per sicuro nelle stampanti di fascia alta!!!
      • Normal scrive:
        Re: Nulla di nuovo!
        - Scritto da: asterix040
        salve confermo che tale codice esiste per sicuro
        nelle stampanti di fascia
        alta!!!Che bello!! E' quella sensazione di non essere sotto controllo no? Riempie i polmoni!
    • marotfl scrive:
      Re: Nulla di nuovo!
      - Scritto da: Paggio
      A me non sembra questa gran notizia, in molti
      schemi tecnici di stampante vi si fa riferimento
      e se ne parla, serve per identificare la
      provenienza di un determinato foglio, e tale
      sistema viene spesso utilizzato pure dalla
      polizia scientifica per rintracciare chi ha
      mandato messaggi anonimi.e in base quale criterio? se io compro una stampante in un negozio mica associano il mio nome&cognome al seriale della stampante stessa
      • ricorsivo scrive:
        Re: Nulla di nuovo!
        - Scritto da: marotfl
        e in base quale criterio? se io compro una
        stampante in un negozio mica associano il mio
        nome&cognome al seriale della stampante
        stessaMhmmm... certo... però se io sospetto che sei stato tu, posso verificare il numero di serie della tua stampante, e posso chiederti un alibi per la data/ora impressa sul messaggio anomino
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Nulla di nuovo!
          contenuto non disponibile
          • ricorsivo scrive:
            Re: Nulla di nuovo!
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: ricorsivo


            Mhmmm... certo... però se io sospetto che sei

            stato tu, posso verificare il numero di serie

            della tua stampante, e posso chiederti un alibi

            per la data/ora impressa sul messaggio

            anomino

            E in ogni caso avrebbero il suo nome anche se
            avesse pagato con carta di credito o bancomat o
            chiesto fattura questo no... non mi risulta che alla cassa venga associato il numero seriale del prodotto comprato
            o avesse registrato online il
            prodotto, o avesse spedito la garanzia, questo si
            o avesse
            usato la carta punti presente nei più comuni
            centri commerciali, o l'avesse comprata tramite
            corriere - anche usata (il mittente avrebbe
            l'indirizzo)...anche qui direi di no... il corriere conosce al massimo il contenuto, ma non di certo il numero seriale
            o se il suo identikit era noto e le telecamere di
            videosorveglianza del negozio l'hanno ripreso
            all'atto dell'acquisto...idem con patate... non è che con i filmati della telecamera di videosorveglianza puoi risalire al numero di serie del prodotto... al massimo risali al modello (e cmq quei filmati, per legge, dopo un tot di tempo, tipo un mese, devono essere cancellati)
          • Skywalker scrive:
            Re: Nulla di nuovo!
            1-Sei andato a New York in vacanza2-Hai lasciato una tua impronta sul foglio.Fatto.
          • ricorsivo scrive:
            Re: Nulla di nuovo!
            - Scritto da: Skywalker
            1-Sei andato a New York in vacanza
            2-Hai lasciato una tua impronta sul foglio.
            Fatto.fatto cosa? rileggi e controlla
    • Paggio scrive:
      Re: Nulla di nuovo!
      Rispondo un po' in breve a tutti, la mia intenzione non era dire se ciò era giusto o meno devo dire che lo trovo sbagliato ma e' già da parecchio che e' cosi, questo non so per quale volere o altro.Il fatto e' che non tutti prima di comprare qualcosa si leggono gli schemi tecnici di cosa comperano.Ciò non toglie che e' una violazione della privacy, anche se ormai non esiste. Sanno pure quante volte andiamo in bagno basta che facciano un conto delle acque nere che produciamo.Anche se un contatore sullo sciacquone mi piacerebbe di più.
  • Daniele scrive:
    Brr,Rabbrividiamo!
    Mi vengono i brividi solo a pensare come siamo segretamente (e nemmeno tanto) controllati...Ma sopratutto mi vengono i brividi perchè i link delle due immagini non si aprono:che sia già intervenuta "la Bottega" di Kinghiana memoria?
    • 123 scrive:
      Re: Brr,Rabbrividiamo!
      a me i link si aprono
    • Anonimo scrive:
      Re: Brr,Rabbrividiamo!
      Si, infatti in un qualche db del governo c'e' il tuo nome e cognome con accanto il numero di serie della tua stampante... come abbiano fatto a mettere in relazione i due dati puoi chiederlo a Neo.
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