Fuga da ChatGPT: agli utenti AI non piace la guerra

Fuga da ChatGPT: agli utenti AI non piace la guerra

Record di disinstallazioni e passaggio in massa a Claude: ChatGPT paga la collaborazione tra OpenAI e il Dipartimento della Guerra.
Fuga da ChatGPT: agli utenti AI non piace la guerra
Record di disinstallazioni e passaggio in massa a Claude: ChatGPT paga la collaborazione tra OpenAI e il Dipartimento della Guerra.

Quanto sta accadendo nell’ambito dell’intelligenza artificiale può essere interpretato come un monito per i suoi protagonisti. ChatGPT perde utenti, Claude ne guadagna. Due dinamiche opposte, entrambe legate a doppio filo a quanto sta accadendo in Medio Oriente e al sentiment dell’opinione pubblica americana a proposito dell’ennesimo conflitto appena scatenato dall’amministrazione Trump.

Guerra e AI: ChatGPT scende, Claude sale

Secondo i dati rilevati da Sensor Tower, sabato 28 febbraio negli Stati Uniti si è registrato un +295% nelle disinstallazioni di ChatGPT. Nei 30 giorni precedenti, il tasso medio di eliminazione dell’app era pari al 9%. Nelle stesse ore, OpenAI annunciava la sua collaborazione con il Pentagono (o Dipartimento della Guerra) e gli USA iniziavano a bombardare l’Iran al fianco di Israele.

Per contro, Claude di Anthropic ha fatto segnare un +37% di installazioni venerdì e un +51% sabato, schizzando in cima alle classifiche dei download dagli store mobile, dopo aver ribadito il proprio no alla Difesa americana per l’utilizzo della piattaforma con finalità di sorveglianza e militari.

Non occorre un fine analista geopolitico per capire cosa collega tutti questi fenomeni: è il volere di quell’opinione pubblica citata in apertura, che con le sue scelte può spostare gli equilibri in un settore delicato come quello AI in cui la reputazione conta. E per la quale spesso un atteggiamento, una presa di posizione, contano più di funzionalità innovative e modelli avanzati.

È questione di immagine e reputazione

Pare in un certo senso di tornare ai tempi in cui Google ha scelto di rinunciare a Project Maven, iniziativa del Pentagono per l’utilizzo dell’AI nell’analisi delle riprese aeree catturate dai droni durante i conflitti. Sembra una vita fa. Il gruppo di Mountain View lo fece anche (o soprattutto) per evitare un danno d’immagine. Ora che il tema della guerra è tornato prepotentemente a tenere banco anche in Occidente, c’è una rinnovata sensibilità verso l’impiego della tecnologia nel contesto bellico.

Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il
3 mar 2026
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