Gasparri si accorge del Wi-Fi

Forse è la volta buona. Con enorme ritardo il ministero TLC apre le consultazioni che potrebbero portare a Wi-FI e WIMAX, alternative rapide, efficienti ed economiche rispetto alla connettività via cavo
Forse è la volta buona. Con enorme ritardo il ministero TLC apre le consultazioni che potrebbero portare a Wi-FI e WIMAX, alternative rapide, efficienti ed economiche rispetto alla connettività via cavo


Roma – Il ministero delle Comunicazioni di Maurizio Gasparri ha deciso di aprire una serie di consultazioni e audizioni attorno ad una questione fin qui passata in secondo piano: la diffusione delle tecnologie broad band wireless in Italia .

La scelta è stata accolta con entusiasmo dalle associazioni dei provider Assoprovider e AIIP che da lungo tempo chiedono che si dia una scossa alla connettività veloce via radio, modalità funzionale ed alternativa alle tecnologie via cavo tradizionali, dalla fibra all’ADSL .

Secondo gli ISP l’uso del wireless per l’ultimo miglio , ossia la possibilità di offrire connettività Wi-FI e WIMAX su frequenze da 2 ai 5 GHz, ha un’importanza strategica per gli utenti e naturalmente per tutto il settore.

Anzitutto, spiegano i provider, si tratta di tecnologie che come noto permettono lo sviluppo delle infrastrutture a larga banda nei grandi come nei piccoli centri, fino alle località geograficamente disagiate, come isole o montagne : il tutto a costi ridottissimi rispetto alle tecnologie via cavo e con una estrema flessibilità nell’adeguamento nel tempo di tali infrastrutture.

In secondo luogo, una “regolamentazione coraggiosa”, così la chiamano i provider, se verrà adottata “permetterà il rivitalizzarsi del settore dei fornitori di accesso ad Internet, per un mercato pluralista a favore degli operatori autorizzati e degli utenti finali”.

Nel silenzio delle autorità preposte, già nei mesi scorsi le associazioni dei provider avevano segnalato che i regolamenti emessi dal Ministero permettevano l’uso delle tecnologie wireless solo in locali pubblici e che questo avrebbe penalizzato lo sviluppo dell’intero settore. “Nonostante la segnalazione – dicono gli ISP – quanto previsto si è puntualmente e purtroppo verificato”.

La speranza è che ora la musica cambi e anche l’Italia, come già gli Stati Uniti e altri paesi , possa avvalersi di una tecnologia che continua a svilupparsi e che sembra destinata a portare connettività senza precedenti in un prossimo futuro.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

26 10 2004
Link copiato negli appunti