Germania, non a tutti piace Facebook

Uno dei stati federali blocca il plugin blu sui siti terzi. Il problema deriverebbe dalla gestione dei dati da parte dell'azienda statunitense. Questione di privacy

Roma – Uno dei Länder della Germania, lo Schieswing-Holstein, ha ordinato a tutti i siti locali di rimuovere il bottone “I Like” ( Mi Piace ) e di chiudere qualsiasi fan page aperta su Facebook: entrambe le situazioni genererebbero violazioni della normativa in materia di privacy e trattamento dei dati .

Secondo il centro indipendente per la protezione della privacy dello stato tedesco (sintetizzato con l’acronimo ULD ) il problema risiederebbe nella gestione dei dati da parte di Facebook: secondo l’analisi tecnica dei flussi che accompagna il provvedimento, questi vengono inviati negli Stati Uniti, dove fuoriescono dalla tutela dell’ordinamento locale.

Se sui siti l’autorità può intervenire direttamente, minacciando in caso di mancata ottemperanza entro il primo settembre una multa salata da 50mila dollari , agli utenti può solo lanciare un appello: ad essi chiede di resistere dall’utilizzare plugin legati a social network o a entrare proprio su Facebook creandovi un account e, insomma, facendosi volontariamente schedare dall’azienda statunitense.

Il commissario dello ULD Thilo Weichert ha detto che “il plugin mette illegalmente insieme un profilo delle abitudini online degli utenti”. Dati che lo stesso social network può sfruttare per offrire servizi di analisi Web e generare profitti.

Nonostante questa gestione dei dati non sia conforme alla normativa locale, dice l’ULD, ciò non ha impedito ai siti di utilizzare il plugin. Secondo gli osservatori tedeschi , peraltro, la misura ora adottata intralcerebbe il business in quanto i siti locali non potranno più usare quei canali per la promozione dei propri contenuti .

Facebook, naturalmente, ha ribadito di ritenere che le sue misure in materia di privacy e gestione dei dati siano pienamente conformi a quanto previsto dalla normativa europea in materia.

Claudio Tamburrino

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  • Risc66 scrive:
    Equitalia
    Ci vorrebbe un hacker che cancellasse tutti i database di equitalia.. che ha derubato e deruba tutti giorni soldi alle persone che già fanno fatica a mangiare...
    • ruppolo scrive:
      Re: Equitalia
      - Scritto da: Risc66
      Ci vorrebbe un hacker che cancellasse tutti i
      database di equitalia.. che ha derubato e deruba
      tutti giorni soldi alle persone che già fanno
      fatica a
      mangiare...Quelli andrebbero cancellati con un camion di tritolo, che faccia un buco talmente profondo da restare monumento nazionale per le future generazioni.
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: Equitalia
        Ruppolo, non ti consiglio di scrivere cose del genere... questa è istigazione al terrorismo... e per giunta, sei autenticato ed è facile dimostrare che l'hai scritto tu, se ti denunciano.
    • shevathas scrive:
      Re: Equitalia
      - Scritto da: Risc66
      Ci vorrebbe un hacker che cancellasse tutti i
      database di equitalia.. che ha derubato e deruba
      tutti giorni soldi alle persone che già fanno
      fatica a
      mangiare...c'è anche il cartaceo...
  • Uqbar scrive:
    Come sempre
    Le istituzioni (e anche molti utenti) pensano alla tecnologia non come strumento da comprendere prima di essere usato ma come mero utensile.Prendo un frigo, inserisco la spina e una bottiglia di acqua calda, aspetto e tiro fuori una bottiglia di acqua fresca.L'informatica in generale, e la telematica in particolare, stanno dimostrando che ci non ne capisce abbastanza dovrebbe prima parlare con chi ne capisce un po' di più (e così via a salire) prima di mettere le mani in pasta e sparare.Il problema non sono gli hacker, ma quegl'idioti che pensano di fare un "pallogramma" su carta o dire 4 corbellerie ad una presentazione per risolvere i problemi.Persino un banalissimo switch può essere usato come cavallo di XXXXX per introdursi in una rete.E quello che finora era considerato "sicuro", non lo sarà più domani.Menomale che ci sono gli hacker che ci provano e scoprono gli errori (errare è umano) dei vari progettisti e programmatori.Possiamo poi discutere sul lato morale dell'hacktivismo, visto che ci sono hacker che lo fanno per i soldi.Ma non lavoriamo forse tutti per i soldi?Assumete (adottate?) uno hacker in azienda. Vi farà vedere i sorci verdi, ma almeno non vivrete con false convinzioni di tranquillità.
  • shevathas scrive:
    diritti e doveri
    Non esistono diritti assoluti e in caso di necessità è anche giusto che i diritti possano venire limitati. Ad esempio nel caso di aree a rischio di frana o di smottamenti il vietarne l'acXXXXX a chiunque non sia stato esplicitamente autorizzato non lo vedo come un attentato alla libertà ma un semplice fatto di buon senso. Allo stesso modo il caso di BART, credo che il blocco sia servito per evitare di coordinare una "manifestazione spontanea di protesta" stile quelle viste in UK un paio di giorni or sono.
    • asimov scrive:
      Re: diritti e doveri
      quoto, come detto sopra uno strumento non è mai buono o cattivo, dipende dall'uso che se ne fa...
      • prova123 scrive:
        Re: diritti e doveri
        ...e l'uso che se ne fa dipende da come si gestiscono i rapporti con i cittadini. Se un cittadino è il civis nel senso originario del termine che è una persona resa partecipe della politica della città che a fronte di sacrifici ha un reale riscontro di miglioramento della propria condizione sociale (non parlo banalmente in termini economici) ed ha una positiva percezione del futuro sicuramente ne farà buon uso. Se invece è di fatto trattato come un suddito/schiavo da spremere e l'unica prospettiva è portare il pane a casa giorno per giorno, cosa avrà mai da perdere? I mezzi che ha gli userà per sfogare la sua frustrazione... pietre o internet che sia. Più alto è il munero di avvocati avvocati minore è il senso civico della popolazione.
        • asimov scrive:
          Re: diritti e doveri
          sono in linea di massima d'accordo, pero' metterei le cose su un discorso di probabilità e non in valori assoluti. In una società giusta ci saranno sempre disonesti, e in una società ingiusta sempre gente onesta.A questo servono le leggi, che in linea solo teorica potrebbero non esserci.
    • gerry scrive:
      Re: diritti e doveri
      - Scritto da: shevathas
      Non esistono diritti assoluti e in caso di
      necessità è anche giusto che i diritti possano
      venire limitati. Ad esempio nel caso di aree a
      rischio di frana o di smottamenti il vietarne
      l'acXXXXX a chiunque non sia stato esplicitamente
      autorizzato non lo vedo come un attentato alla
      libertà ma un semplice fatto di buon senso.
      Allo stesso modo il caso di BART, credo che il
      blocco sia servito per evitare di coordinare una
      "manifestazione spontanea di protesta" stile
      quelle viste in UK un paio di giorni or
      sono.Il problema è che la limitazione di libertà viene nel primo caso da un govero eletto, nel secondo da un realtà privata.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 agosto 2011 15.23-----------------------------------------------------------
      • Sgabbio scrive:
        Re: diritti e doveri
        esattamente, tra l'altro c'è una bella differenza tra l'esempio di sheva, con le XXXXXta degli ultimi giorni...
      • shevathas scrive:
        Re: diritti e doveri

        Il problema è che la limitazione di libertà viene
        nel primo caso da un govero eletto, nel secondo
        da un realtà
        privata.un privato non è tenuto a doverti garantire le stesse libertà che ti deve garantire lo stato.
        • Sgabbio scrive:
          Re: diritti e doveri
          fino ad un certo punto, se questo viola i diritti umani,...
        • gerry scrive:
          Re: diritti e doveri
          - Scritto da: shevathas

          Il problema è che la limitazione di libertà
          viene

          nel primo caso da un govero eletto, nel
          secondo

          da un realtà

          privata.

          un privato non è tenuto a doverti garantire le
          stesse libertà che ti deve garantire lo
          stato.Appunto, è per questo che ci si dovrebbe porre delle domande sul fatto che i "nuovi strumenti di libertà" siano perlopiù gestiti e promossi da società private. E non abbiano nessuna regolazione di sorta.E' una grossa novità anche questa.
          • shevathas scrive:
            Re: diritti e doveri

            Appunto, è per questo che ci si dovrebbe porre
            delle domande sul fatto che i "nuovi strumenti di
            libertà" bellissimo slogan ma vuoto. Non sono nuovi strumenti di libertà, sono servizi offerti, con pagamento palese e/o occulto, da privati.
            siano perlopiù gestiti e promossi da
            società private. E non abbiano nessuna
            regolazione di
            sorta.
            le regole, del codice civile e penale, ci sono. I problemi sono da una parte le società che mirano a lucrare e dall'altra chi clicca e accetta a scatola chiusa qualsiasi cosa. Come già capitato con i siti: "guardami gratis le mie tette, paghi solo la connessione".
          • gerry scrive:
            Re: diritti e doveri
            - Scritto da: shevathas

            Appunto, è per questo che ci si dovrebbe
            porre

            delle domande sul fatto che i "nuovi
            strumenti
            di

            libertà"

            bellissimo slogan ma vuoto. Non sono nuovi
            strumenti di libertà, sono servizi offerti, con
            pagamento palese e/o occulto, da
            privati.Vuota? Le due cose non si escludono. Un giornale è un servizio privato <b
            e </b
            uno strumento di libertà. O vuoi dire che i giornali non hanno mai avuto un peso politico e/o lo scopo di propagandare idee e correnti di pensiero?Vuoi dire che per esempio il governo Nixon non è caduto per colpa di un giornale privato?
            le regole, del codice civile e penale, ci sono. I
            problemi sono da una parte le società che mirano
            a lucrare e dall'altra chi clicca e accetta a
            scatola chiusa qualsiasi cosa. Come già capitato
            con i siti: "guardami gratis le mie tette, paghi
            solo la
            connessione".Manchi il punto, il problema è qual è il confine fra un servizio privato e l'uso pubblico che se ne fa.Fino a che punto internet è un affare e fino a che punto internet è un diritto e se queste cose sono in conflitto quale deve prevalere.Se internet diventa uno strumento di democrazia, è giusto che rimanga in gran parte controllato da aziende dedite al profitto?Si può dire che è la stessa situazione che avviene coi giornali o no?Qualcuno ha riflettuto su questa cosa?
        • Picchiatell o scrive:
          Re: diritti e doveri
          - Scritto da: shevathas

          un privato non è tenuto a doverti garantire le
          stesse libertà che ti deve garantire lo
          stato.Dipende dal tipo di privato e dal tipo di stato ,
    • Uqbar scrive:
      Re: diritti e doveri
      Allora non chiamiamola libertà e democrazia.Chiamiamola libertà vigilata e democrazia con la condizionale.Il buon senso c'è comunque, ma non è da tutti.
  • Baku scrive:
    Non capisco...
    ...perché fai uso dell'avversativa nei confronti dell'anarchia. L'anarchia, nella in una nelle delle sue concezioni originali _è_ liberazione dei popoli.
    • anony scrive:
      Re: Non capisco...
      infatti, non lo capisco nemmeno io.
    • asimov scrive:
      Re: Non capisco...
      L'anarchia funziona solo in popolazioni con n=1 individui...
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Non capisco...
        contenuto non disponibile
      • Anonimo codardo scrive:
        Re: Non capisco...
        Chiaramente non hai mai letto un paio di testi fondamentali, quelli di Préposiet ad esempio; ma anche Ward se cerchi qualcosa di più accessibile. Ma se temo che la tua definizione di 'anarchismo' ti sia stata inoculata dai servizi di Emilio Fede sul G8 di Genova.
        • asimov scrive:
          Re: Non capisco...
          Se sapessi di quello che parli, visto che accusi me di non sapere nulla, sapresti che nemmeno tra gli esponenti del pensiero Anarchico c'è mai stata uniformità di pensiero, e una definizione univoca di Anarchia è impossibile.Tuttavia, prendendo per buona la definizione in cui Anarchia significa assensa di uno stato e autogoverno dei singoli, è una forma di governo valida tanto quanto la monarchia assoluta: funzionerebbe sono nell'ipotesi che gli uomini non pensanserro al proprio bene a discapito di quello degli altri. E questa cosa, caro mio,oltre a essere empiricamente vera (la storia insegna) va contro una piccolissima cosa che viene definita: LIBERTA'...
          • anony scrive:
            Re: Non capisco...
            - Scritto da: asimov
            Tuttavia, prendendo per buona la definizione in
            cui Anarchia significa assensa di uno stato e
            autogoverno dei singoli...ma quello è solo il significato letterale del termine... non ha niente (o quasi) a che vedere con le varie correnti/filosofie anarchiche.
          • corigan scrive:
            Re: Non capisco...
            - Scritto da: asimov... è una forma di governo
            valida tanto quanto la monarchia assoluta:
            funzionerebbe sono nell'ipotesi che gli uomini
            non pensanserro al proprio bene a discapito di
            quello degli altri. E questa cosa, caro mio,oltre
            a essere empiricamente vera (la storia insegna)
            va contro una piccolissima cosa che viene
            definita:
            LIBERTA'...è interessante, soprattutto il passaggio dove parli dell'insegnamento storico dato che la storia ci racconta di sistemi di governo non anarchici.Ma potresti farmi un esempio che evidenzia come la nostra democrazia ci mette al riparo dall'assenza di liberta rispetto a quanto potrebbe fare l'anarchia?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 agosto 2011 11.58-----------------------------------------------------------
          • corigan scrive:
            Re: Non capisco...
            guarda come i democratici veri intendono la liberta (loro)http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_25/super-dirigenti-statali-pagati-doppio-stipendio-gabbanelli-iovene_13e80f94-cedc-11e0-9639-95c553466c70.shtmltutto democraticamente accettato a norma di LEGGE!
    • Masque scrive:
      Re: Non capisco...
      Meno male che qualcuno l'ha fatto notare. Anarchia è l'organizzazione della società senza l'uso di gerarchie e dominio. Orizzontale... come si dice.Il bello è che nessuno si rende conto che tutto il movimento del software libero, anch'esso si basa su una filosofia libertaria. Questo perché nessuno mai si preoccupa di capire cosa sia l'anarchia, probabilmente perché ritengono erroneamente di saperlo già.Ma basterebbero delle semplici letture, per saperne di più. Proudhon, Bakunin, Malatesta, Bookchin, Colin Ward, fra quelli recenti. Anche lo stesso Ghandi si definiva un anarchico. E fra gli antichi, Antistene, Diogene, Zenone...
      • asimov scrive:
        Re: Non capisco...
        una società di esseri umani non gerarchica è nella pratica impossibile. La storia insegna...
        • anony scrive:
          Re: Non capisco...
          - Scritto da: asimov
          una società di esseri umani non gerarchica è
          nella pratica impossibile. La storia
          insegna...è possibile, basta volerlo. ma, evidentemente, c'è qualcuno che non lo vuole...
      • asimov scrive:
        Re: Non capisco...
        Tra l'altro il riferimendo a Ghandi è parzialmente vero, ma la sua stessa figura di "Leader" smentisce una struttura orrizontale. Prima che uomini siamo animali, animali sociali, e in natura non esistono gruppi sociali totalmente orrizzontali.
      • shevathas scrive:
        Re: Non capisco...
        - Scritto da: Masque
        Meno male che qualcuno l'ha fatto notare.
        Anarchia è l'organizzazione della società senza
        l'uso di gerarchie e dominio. Orizzontale... come
        si
        dice.irrealistico.
        Il bello è che nessuno si rende conto che tutto
        il movimento del software libero, anch'esso si
        basa su una filosofia libertaria. Questo perché
        nessuno mai si preoccupa di capire cosa sia
        l'anarchia, probabilmente perché ritengono
        erroneamente di saperlo
        già.l'anarchia dovrebbe essere il superamento dello stato e della necessità di gerarchie imposte*, purtroppo molti invece la interpretano come: "fare sempre il BIP che voglio".*Una gerarchia talvolta può essere necessaria, ad esempio anche nel software libero c'è un gruppo di coordinamento dello sviluppo del software.
        • asimov scrive:
          Re: Non capisco...
          quoto
        • Masque scrive:
          Re: Non capisco...
          Coordinamento è diverso da governo. In modo simile a come una cooperativa è diversa da una qualunque altra impresa.Consiglio nuovamente di leggere Colin Ward, Murray Bookchin ed Errico Malatesta. Questo per avere un idea di dove stia andando attualmente il movimento libertario (o per lo meno, una delle sue correnti di maggior sucXXXXX). Sarebbe lungo ed off-topic parlarne qua...tant'è che speravo solo di farne un accenno. Ma mi accorgo che, come pensavo, l'idea che va per la maggiore non corrisponde a quella reale ed attuale.
          • Masque scrive:
            Re: Non capisco...

            Consiglio nuovamente di leggere Colin Ward,
            Murray Bookchin ed Errico Malatesta. Questo per
            avere un idea di dove stia andando attualmente il
            movimento libertario (o per lo meno, una delle
            sue correnti di maggior sucXXXXX).Anzi, meglio dire "alcune delle sue correnti", dato che ci sono differenze fra il pensiero di Ward e di Malatesta.
          • asimov scrive:
            Re: Non capisco...
            peccato che anche in una cooperativa per farla funzionare ci sono "soci" che decidono e dipendenti... ahi ahi...
          • Healty scrive:
            Re: Non capisco...
            Si, ma se intendiamo ogni cooperativa come una persona, non ci sono problemi se al nostro interno il cervello decide ed il resto lavora ;)
        • anony scrive:
          Re: Non capisco...
          - Scritto da: shevathas
          l'anarchia dovrebbe essere il superamento dello
          stato e della necessità di gerarchie imposte*,
          purtroppo molti invece la interpretano come:
          "fare sempre il BIP che
          voglio".perché qualcuno gliel'ha raccontata così. nel nostro caso, sono i governi stessi a spacciare l'anarchia (in tutte le sue forme) come cosa assolutamente negativa e distruttiva, da evitare e combattere ad ogni costo.e ci mancherebbe anche che non lo facessero, ne va' di mezzo la loro posizione... ovvio che si accaniscano così tanto contro di essa.
          • shevathas scrive:
            Re: Non capisco...

            e ci mancherebbe anche che non lo facessero, ne
            va' di mezzo la loro posizione... ovvio che si
            accaniscano così tanto contro di
            essa.il problema è che l'anarchia è il sistema più utopistico fra tutti quelli possibili, visto che dovrebbe essere un sistema che si basa principalmente sul buon senso e sulla correttezza delle persone, visto che non c'è nessuna struttura che abbia il potere di imporre chissaché.Secondariamente molti anarchici hanno pensato troppo ad abbattere le strutture statali esistenti e troppo poco a: "cosa fare una volta abbattuto il tiranno", finendo spesso solo per scambiare un tiranno con un altro.
  • Polemik scrive:
    Si, però...
    ...ok internet e il web come promotore dei cambiamenti, poi però i veri cambiamenti si hanno solo con l'AK-47. Libia docet. Come disse Mao: "Il (vero) potere politico passa sempre per la canna del fucile". E non per il doppino telefonico.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Si, però...
      - Scritto da: Polemik
      ...ok internet e il web come promotore dei
      cambiamenti, poi però i veri cambiamenti si hanno
      solo con l'AK-47. Libia docet. Come disse Mao:
      "Il (vero) potere politico passa sempre per la
      canna del fucile". E non per il doppino
      telefonico.Perché ' in Libia c'e qualche cambiamento?
    • jaro scrive:
      Re: Si, però...
      - Scritto da: Polemik
      ...ok internet e il web come promotore dei
      cambiamenti, poi però i veri cambiamenti si hanno
      solo con l'AK-47. Libia docet. Come disse Mao:
      "Il (vero) potere politico passa sempre per la
      canna del fucile". E non per il doppino
      telefonico.Il fucile dev'esserci sempre qualcuno che lo regge, e le idee/informazioni/promesse/minacce che inducono quel qualcuno a reggerlo possono benissimo passare per il doppino telefonico.
  • asimov scrive:
    tempo al tempo
    Il problema è che viviamo in un periodo di passaggio, la tecnologia sta maturando più in fretta della nostra società. Convivono ancora generazioni nate nell'era digitale con genearzioni nate quando il pc era fantascienza.Inoltre esiste comunque un problema di fondo: l'umanità non funziona senza controllo, è la storia che ci dice che l'Anarchia è disastrosa per una comunità, in quanto l'individuo è portato a perseguire il proprio vantaggio anche a discapito del vicino.E' innegabile che Internet possa essere veicolo di Anarchia, come altrettanto sbagliato è cercare di controllarla per i propri interessi politici o economici. Solo la "maturazione" della società porterà (spero) a raggiungere un equilibrio che oggi non c'è...
    • anony scrive:
      Re: tempo al tempo
      - Scritto da: asimov
      E' innegabile che Internet possa essere veicolo
      di Anarchia,beh, se è per questo, qualsiasi mezzo di comunicazione può eventualmente essere "veicolo di Anarchia". anche il normale telefono o la tua stessa bocca...in questo, internet, non ha più colpe di qualsiasi altro mezzo.
      • asimov scrive:
        Re: tempo al tempo
        no qualcosa in piu' lo ha: è facilmente accessibile, anche anonimamente, è ha un bacino di "ascoltatori" pari all'intera umanità o quasi... non sono dettagli irrilevanti. I tuoi esempi non calzano, perchè via telefono o peggio via bocca sei facilmente individuabile.Se paragoni Internet al telefono stai leggermente sottovalutando i cambiamenti nella comunicazione degli ultimi 20 anni...
        • anony scrive:
          Re: tempo al tempo
          - Scritto da: asimov
          Se paragoni Internet al telefono stai leggermente
          sottovalutando i cambiamenti nella comunicazione
          degli ultimi 20 anni...non paragono internet ad un telefono, è chiaro che internet ha "qualcosa in più"...ma dire che Internet "può potenzialmente essere veicolo di Anarchia" equivale a dire che "il cielo è blu". cioè, un'ovvietà.e dire un'ovvietà equivale a non aver detto niente.
          • Picchiatell o scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: anony

            ma dire che Internet "può potenzialmente essere
            veicolo di Anarchia" equivale a dire che "il
            cielo è blu". cioè,
            un'ovvietà.
            Condividi...
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            "e dire un'ovvietà equivale a non aver detto niente"se una cosa è ovvia è vera...se dire cio' che è vero equivale a dire niente...strana logica utilizzi...
          • anony scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: asimov
            se una cosa è ovvia è vera...se dire cio' che è
            vero equivale a dire niente...strana logica
            utilizzi...rimarcare l'ovvio (cioè ripetere la stessa verità ad libitum) non è certo cosa buona né auspicabile...
          • Creative Common scrive:
            Re: tempo al tempo
            Per fortuna Karl Popper prima e Watzlawich poi hanno confutato sia l'"ovvio" che il "vero". O ci vuoi riportare alla fine del 1800?- Scritto da: asimov
            "e dire un'ovvietà equivale a non aver detto
            niente"

            se una cosa è ovvia è vera...se dire cio' che è
            vero equivale a dire niente...strana logica
            utilizzi...
    • Picchiatell o scrive:
      Re: tempo al tempo
      -
      vicino.
      E' innegabile che Internet possa essere veicolo
      di Anarchia, come altrettanto sbagliato è cercare
      di controllarla per i propri interessi politici o
      economici. Solo la "maturazione" della società
      porterà (spero) a raggiungere un equilibrio che
      oggi non
      c'è...Beh no perche' da che mondo e' mondo n individui resteranno sempre anarchici, forse siamo noi che mettiamo dentro il termine anarchia individui esenti al termine. A questo punto della situazione sarebbero piu' pericolosi i possessori di iPhone per i fatti successi in uk? Quindi a rupPolo in uk preventivamente gli si stacca la linea?
      • asimov scrive:
        Re: tempo al tempo
        sto solo dicendo che Internet è un mezzo enormemente potente, ma come al solito non c'è "male" in uno strumento, ma in chi lo usa.Io sostengo solo che ovviamente ci deve essere una regolamentazione, che le leggi non possono semplicemente "non valere" su Internet perchè "Internet deve essere libero". Per lo stesso motivo ogni paese che ha delle leggi non dovrebbe essere libero...D'altra parte i governi non stanno cercando di regolamentare Internet ma semplicemente di piegarlo ai propri scopi e questo è altrettando sbagliato oltre che impossibile.
        • Sgabbio scrive:
          Re: tempo al tempo
          - Scritto da: asimov
          sto solo dicendo che Internet è un mezzo
          enormemente potente, ma come al solito non c'è
          "male" in uno strumento, ma in chi lo
          usa.
          Io sostengo solo che ovviamente ci deve essere
          una regolamentazione, che le leggi non possono
          semplicemente "non valere" su Internet perchè
          "Internet deve essere libero". Per lo stesso
          motivo ogni paese che ha delle leggi non dovrebbe
          essere
          libero...
          D'altra parte i governi non stanno cercando di
          regolamentare Internet ma semplicemente di
          piegarlo ai propri scopi e questo è altrettando
          sbagliato oltre che
          impossibile.Regolamentare significa appunto piegarlo ai propri scopi. Non servono leggi ad hoc su internet visto che quest'ultime si sono dimostrate disastrose.
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            I tentativi passati sono stati disastrosi perchè erano sbagliati.Regolamentare non significa piegare qualcosa a uno scopo, serve semplicemente a definire dei "limiti", e i "limiti" sono cose fondamentali nell'educazione (che sia un cane o un bambino) e nella vita sociale.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: tempo al tempo
            contenuto non disponibile
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            Non si tratta di creare nuove leggi, ma di far funzionare quelle che ci sono nella realtà di Internet. Ed essendo una realtà "nuova" e "diversa" le leggi andranno adattate. E' una cosa abbastanza normale adattare le leggi ai mutamenti della vita sociale.Prendo spunto dai fatti in UK: se io scendo in piazza e sobillo una rivolta atta a devastare una città, vengo arrestato e condannato. in teoria la stessa cosa succederebbe se lo faccio su Internet, ma è indubbio che su Internet, a differenza della "realà" ho mille modi per farlo senza essere identificato.Io non ho la soluzione, ma non si possono negare alcune problematiche legate alla facilità dell'anonimato su Internet. Magari tu sei più intelligente di me e avrai la soluzione.
          • Sgabbio scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: asimov
            Non si tratta di creare nuove leggi, ma di far
            funzionare quelle che ci sono nella realtà di
            Internet. Ed essendo una realtà "nuova" e
            "diversa" le leggi andranno adattate. E' una cosa
            abbastanza normale adattare le leggi ai mutamenti
            della vita
            sociale.Vallo a dire ai feudatari del copyright.
            Prendo spunto dai fatti in UK: se io scendo in
            piazza e sobillo una rivolta atta a devastare una
            città, vengo arrestato e condannato. in teoria la
            stessa cosa succederebbe se lo faccio su
            Internet, ma è indubbio che su Internet, a
            differenza della "realà" ho mille modi per farlo
            senza essere
            identificato.e quindi ?
            Io non ho la soluzione, ma non si possono negare
            alcune problematiche legate alla facilità
            dell'anonimato su Internet. Magari tu sei più
            intelligente di me e avrai la
            soluzione.Una soluzione non c'è a priopri, anche perchè ogni tentativo si è dimostrato dannoso. Vogliamo vietare l'anonimato ? E' una cosa al quanto stupida, visto l'ultilità di quest'ultima in molti ambiti. Chiedere oscuramenti e censura non aiutano a risolvere il problema.Semmai ci vorrebbe solo del buon senso.
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            se bastasse il buonsenso non servirebbero le leggi. L'anonimato nella vita reale è già vietato... prova ad andare in giro con un passamontagna.
          • Sgabbio scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: asimov
            se bastasse il buonsenso non servirebbero le
            leggi. L'anonimato nella vita reale è già
            vietato... prova ad andare in giro con un
            passamontagna.Non hai capito il punto. C'è una legge che vieta i coltelli o le forchette ? No, eppure ci sono vari modi diversi per far del male con tali oggetti eppure sono liberamente in vendità.Stessa cosa con l'anonmimato. L'anonimato di per se non è vietato, anche perchè in certe situazioni salvano la vita, come ho già detto.Comunque mica vietano i passamontagna e i caschi!
          • anony scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: asimov
            L'anonimato nella vita reale è già
            vietato... prova ad andare in giro con un
            passamontagna.se ti trovi in montagna e fa freddo, ti conviene usarlo. e nessuno può vietartelo...
          • shevathas scrive:
            Re: tempo al tempo

            Internet, ma è indubbio che su Internet, a
            differenza della "realà" ho mille modi per farlo
            senza essere
            identificato.in realtà gli arrestati non sobillavano, ma usavano internet per organizzarsi e vedere dove andare a colpire. E l'organizzare assalti a negozi sia che venga fatto via faccialibro, sia che venga fatto in una bettola è sempre un reato.
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            ma sì il mio era un esempio, non volevo spiegare cosa accaduto in UK.In questo caso era "idioti" a farlo su facebook, ma innegabile che l'anomimato su internet non sia difficile da ottenere.Io sto solo illustrando alcune problematiche che secondo me e molti altri esistono, con difficili soluzioni.
          • Sgabbio scrive:
            Re: tempo al tempo
            ma cosa c'entra facebook con l'anonimato ?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: tempo al tempo
            contenuto non disponibile
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            e io dove avrei detto che la connessione si puo' usare per identificare una persona? 0_0 ... ma li leggete i post prima di commentarli?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: tempo al tempo
            contenuto non disponibile
          • anony scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: asimov
            ma innegabile che l'anomimato su internet non sia
            difficile da ottenere.guarda che, a meno di non prendere accorgimenti particolari (cosa che comunque la maggioranza della gente non fa), il tuo provider sa sempre chi sei e cosa fai. così come le autorità.sei meno anonimo di quanto pensi su Internet.
          • anony scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: asimov
            Prendo spunto dai fatti in UK: se io scendo in
            piazza e sobillo una rivolta atta a devastare una
            città, vengo arrestato e condannato.è necessario chiarire cosa s'intende per "sobillare".perché se una misera frasetta (senza punti d'interpunzione e/o emoticons) scritta su FB equivale a "sobillare"... allora stiamo freschi.
            Io non ho la soluzione, ma non si possono negare
            alcune problematiche legate alla facilità
            dell'anonimato su Internet.così come non si possono negare le problematiche legate all'identificazione tramite nome/cognome e indirizzo reale su Internet.Corea docet.
          • Sgabbio scrive:
            Re: tempo al tempo
            delle leggi solo per internet, non vanno bene, perchè oltre a risultare dannose, sono pure inutili.Ci sono leggi che si applicano tranquillamente anche su internet, non è che se ne devono fare di nuove solo per quel mezzo.
          • asimov scrive:
            Re: tempo al tempo
            come ho risposto sopra non dico che ci vogliono NUOVE leggi, ma che vanno adattate quelle che ci sono. Che se non si pongono dei limiti ad una realtà (Internet) senza limiti quelle stessi leggi saranno inapplicabili.Ma ripeto, nemmeno io ho la soluzione, ma credo che il problema non si possa liquidare tanto facilmente...
          • Sgabbio scrive:
            Re: tempo al tempo
            Già le leggi vengono applicate su internet da ben prima della smania delle leggi "per internet".
          • shevathas scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: Sgabbio
            delle leggi solo per internet, non vanno bene,
            perchè oltre a risultare dannose, sono pure
            inutili.
            no sgabbio, servono leggi e interpretazioni che tengano conto anche del media che stai usando e delle sue caratteristiche specifiche.
            Ci sono leggi che si applicano tranquillamente
            anche su internet, non è che se ne devono fare di
            nuove solo per quel
            mezzo.avrebbe senso una legge contro lo spam mediante la posta cartacea ?
          • Sgabbio scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: shevathas
            no sgabbio, servono leggi e interpretazioni che
            tengano conto anche del media che stai usando e
            delle sue caratteristiche specifiche.Ci sono già a dire il vero! Il problema è l'ecXXXXX d'interpretazioni/tutto nebuloso.

            avrebbe senso una legge contro lo spam mediante
            la posta cartacea
            ?La pubblicità indesiderata ci sta anche nella posta cartacea a dire il vero, da decenni.Ma non è quello il punto.
          • gerry scrive:
            Re: tempo al tempo
            - Scritto da: Sgabbio
            La pubblicità indesiderata ci sta anche nella
            posta cartacea a dire il vero, da
            decenni.

            Ma non è quello il punto.Certo che è quello il punto, il codice della strada esiste perché esistono le strade e le automobili.Quando non c'erano il codice non esisteva (o se esisteva per le carrozze a cavalli, era diverso)
    • jaro scrive:
      Re: tempo al tempo
      - Scritto da: asimov
      l'umanità non funziona senza controllo, è la
      storia che ci dice che l'Anarchia è disastrosa
      per una comunità, in quanto l'individuo è portato
      a perseguire il proprio vantaggio anche a
      discapito del
      vicino.Appunto, il problema dell'anarchia è che fa presto a diventare il proprio contrario. Per me, se ci dev'essere una regolamentazione di Internet, essa dovrebbe servire proprio a evitare questa cosa. Non tappando la bocca a questo o quello, ma facendo in modo che ognuno abbia una voce, che nessuno abbia più voce degli altri e che ognuno possa esprimere liberamente le proprie idee qualunque esse siano e senza timore di ritorsioni.
      • shevathas scrive:
        Re: tempo al tempo
        - Scritto da: jaro
        - Scritto da: asimov


        l'umanità non funziona senza controllo, è la

        storia che ci dice che l'Anarchia è
        disastrosa

        per una comunità, in quanto l'individuo è
        portato

        a perseguire il proprio vantaggio anche a

        discapito del

        vicino.

        Appunto, il problema dell'anarchia è che fa
        presto a diventare il proprio contrario. Per me,
        se ci dev'essere una regolamentazione di
        Internet, essa dovrebbe servire proprio a evitare
        questa cosa. Non tappando la bocca a questo o
        quello, ma facendo in modo che ognuno abbia una
        voce, che nessuno abbia più voce degli altri e
        che ognuno possa esprimere liberamente le proprie
        idee qualunque esse siano e senza timore di
        ritorsioni.la mia idea è di andare a spaccare la faccia a chiunque non la pensi come me... :D
        • jaro scrive:
          Re: tempo al tempo
          - Scritto da: shevathas
          - Scritto da: jaro

          Appunto, il problema dell'anarchia è che fa

          presto a diventare il proprio contrario. Per
          me,

          se ci dev'essere una regolamentazione di

          Internet, essa dovrebbe servire proprio a
          evitare

          questa cosa. Non tappando la bocca a questo o

          quello, ma facendo in modo che ognuno abbia
          una

          voce, che nessuno abbia più voce degli altri
          e

          che ognuno possa esprimere liberamente le
          proprie

          idee qualunque esse siano e senza timore di

          ritorsioni.

          la mia idea è di andare a spaccare la faccia a
          chiunque non la pensi come me...
          :DDavvero? Benissimo! Scrivilo. Pubblicalo. Fai in modo che sia visibile! Perché se hai intenzione di farlo lo farai lo stesso, vero? E se non hai intenzione di farlo non lo farai ugualmente ... Ma intanto ti si potrà tenere d'occhio.Mai sentito parlare di questo tizio? http://en.wikipedia.org/wiki/George_SodiniSe solo qualcuno si fosse accorto in tempo di ciò che aveva scritto sul suo blog si sarebbe potuto tenerlo d'occhio e magari prevenire una tragedia.Un altro discorso sarebbe se per esempio, io andassi in giro per i forum, blog, su Facebook, ecc. a raccontare, che tu (mettiamo che io sia uno che ti conosce personalmente) sei un molestatore di bambini. Poi un bel giorno, mentre cammini per strada, vieni circondato da un'allegra brigata di energumeni, trascinato in un angolo buio e massacrato di legnate.Ma questo è un discorso più complesso. Il vero problema qui non sono né io che semino calunnie su di te, né le calunnie stesse, ma piuttosto la gente senza senso critico che se le beve ... O i delinquenti che amano menare le mani ma atteggiandosi a giustizieri. Per questi ultimi la censura non é una soluzione, perché comunque in un modo o nell'altro qualcuno con cui prendersela lo troveranno. Per i primi, una soluzione migliore della censura sarebbe quella di insegnare alla gente il senso critico ... Raddrizzare le gambe ai cani, dirai, ma devi ammettere che l'approccio repressivo (reato di diffamazione, hate speech, ecc) è quello che è stato sempre usato, e non ha risolto il problema. Mi chiedo se non sarebbe più efficace se la gente venisse *inondata* di messaggi calunniosi, anziché protetta da essi. A un certo punto potrebbero cominciare a pensare che è il caso di prenderli con le pinze.Comunque, io credo che i mezzi per insegnare alla gente il senso critico, esistono. La psicologia ha scoperto un bel po' riguardo ai meccanismi della persuasione. Solo che a chi comanda non conviene farlo, e sì, quelli sono gli stessi che dovrebbero censurarmi per proteggerti dalle mie calunnie.
      • asimov scrive:
        Re: tempo al tempo
        e sono d'accordo, io sto solo dicendo che l'anonimato (che inteso come "strumento" non è ne male ne bene) puo' ed è usato amche per fare del male e come società civile dovremmo porci il problema di fissarci delle regole... tutto qua non mi pare niente di "rivoluzionario"...
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