Germania, sotto la pelle il chip

Un cittadino teutonico su quattro ha dichiarato di poterne accettare l'implementazione. A patto che serva per salvarsi più in fretta dagli incidenti o per fare shopping più agevolmente

Roma – Si tratta di propensioni che potrebbero illuminare la strada di un futuro da oscuro film di fantascienza. Un cittadino tedesco su quattro sarebbe disposto a farsi impiantare un piccolo chip sotto la propria pelle. A patto però che da questa implementazione derivi una serie di positivi benefici, un significativo miglioramento della qualità della vita.

Questo il più eclatante risultato di una ricerca effettuata per conto di BITKOM , organizzazione che raccoglie i principali rappresentanti dell’industria IT in Germania. Uno studio che è partito da un campione di circa mille individui, per cercare di far luce sulla futura evoluzione del rapporto tra vita quotidiana e tecnologia.

Una relazione che sembra diventare sempre più stretta e confidenziale. Soprattutto se il 23 per cento dei cittadini tedeschi intervistati ha mostrato una buona propensione ad ospitare sotto pelle un piccolo e pulsante organismo elettronico . Ma per quale motivo? Per quali benefici?

Il 16 per cento del campione ha sottolineato come possa arrivare ad accettare un chip per venire salvato più velocemente in caso di incidenti improvvisi , come uno scontro in auto o un incendio. Meno preoccupato, il 5 per cento degli intervistati in Germania ha dichiarato che accetterebbe l’implementazione per poter fare con maggiore facilità lo shopping . Rimane comunque un 72 per cento di cittadini che non considererebbero in alcuna circostanza l’adozione sotto pelle di una pulce high-tech.

Mauro Vecchio

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  • ufo1 scrive:
    ... la Spagna
    Il fatto che gli spagnoli siano un popolo leggermente ritardato sull'attualitá é un dato inconfutabile che si può riscontrare in molte vicende quotidiane. Arrivano nel mondo moderno reduci di una guerra civile con una dittatura terminata quasi da 40 anni. Troppo pochi per sciogliere legami campanilistici creatisi giá al tempo di anteguerra. È un paese fra pochi in Europa, se non l'unico, che ha ben 3 lingue ufficiali; catalano, galiziano, castigliano, ma ogni provincia spinge per titolare la sua. Sono divisi quasi su tutto ad iniziare dall'acqua che cercano di accaparrarsi con travasi da fiume a fiume, con beneplacito delle solite multinazionali che eseguono le opere tecniche le quali oltretutto sono le prime a fomentare discordie per continuare nei loro affari. Tutti sono tecnici super qualificati e guai a fargli vedere la loro arretratezza. Ogni straniero è per loro, extracomunitario e trattato se possibile, di pari conto.Detto questo, so per certo che il loro sistema di diritti d'autore non ha nulla a che invidiare al carrozzone SIAE. Anni fa con un gruppo decidemmo di ascoltare/vedere un'opera di Wagner (non chiedetemi il titolo perchè non lo ricordo), la cosa doveva essere svolta in una sala privata dell'albergo che ci ospitava e solo per il nostro gruppo. Chiedemmo quindi ai titolari dei diritti, che prassi eseguire dato che volevamo essere tranquilli. In Germania, dove risiedeva la casa distributrice, ci risposero che potevamo tranquillamente visionare l'opera dato che i diritti erano superati e si rallegrarono per la nostra iniziativa. Non del tutto sicuri e per maggior scrupolo, chiedemmo allora anche il nulla osta alla societá dei diritti spagnola che invece, ci fece purgar sangue con licenze e tutto il resto con gabelle maggiori di quanto ci saremmo potuto aspettare nel suolo italiano. E visto un tanto, sapevamo che quei denari se li mangiavano loro, perché i diritti erano scaduti e i distributori, avevano giá dato il loro consenso.Per quanto riguarda la musica, c'è da dire che gli spagnoli ascoltano specialmente solo, cose nella loro lingua. Anche le hit-parade sono cover tradotte allo spagnolo, cantate dal gruppo di turno. Ci sono anche ovviamente, le compilation originali, ma sembra che a questo popolo chi non parli il loro idioma, sia leggermente fuori standard. I giovani seguono la solita moda degli auricolari e mp3 a tutto sbando con volumi che sinceramente, non capisco come non li renda sordi, ma sono quasi sempre cose nostrane e spesso quel lamento che a loro piace tanto; il flamenco.Vero che non si fanno scrupolo di usare Internet per trovare quanto di loro gusto. Vero però, anche che il cellulare si può avere a contratto e non a ricarica senza tasse di lusso come in Italia per cui gli mp3 vengono forniti e scaricati sui cellulari con le prolunghe all'orecchio, direttamente dalla Vodafone o dai loro operatori (cambiano i nomi ma le multi sono le stesse), da cui risulta strano che eventuali diritti non siano pagati all'origine.Ci sono ovviamente anche i "pirati" spagnoli, ma il loro numero é decisamente inferiore rispetto alla norma e dubito che i numeri dell'articolo, siano da attribuirsi a questi. Solitamente i pirati spagnoli si adoperano per violare in qualche modo, il segnale della Digital+ e ritrasmetterlo piratato, verso reti WiFi di loro ingenio fornendolo a persone che sono solitamente, appassionati del calcio.In giro si vedono molti "vu' cumprá" che cercano di fornirti CD/DVD con le ultime novità. Come da noi negli anni 80 e sono asfissianti; ma è noto che questi individui sono forniti da pirati solitamente dei paese dell'est e che non risiedono in EU.Magari tutto questo studio, sarà il risultato di un'indagine conoscitiva da parte delle Major sul suolo spagnolo, in merito ai venditori ambulanti. Bisogna dire che il governo spagnolo, come da noi, non ha la più pallida idea delle tecnologie, e si lasciano tranquillamente pilotare dai consulenti di quella o di quell'altra società. Col risultato di leggi a favore molto risibili e mirate ad interessi personali. Tutto il mondo é paese.Il risultato di un paese diviso, tenuto nell'ignoranza e spinto al campanilismo. Dividi et impera, cosa che le multinazionali applicano molto bene, ungendo dove serve, le ruote di questo ingranaggio.Di questo tema statene certi, in Spagna non verrà dato spessore e si ritroveranno con una legge nuova che i più ignoreranno. Sembra però che questo deve essere amplificato in Italia, dove argomenti del genere, ben portano a nuove leggi e leggine per mungere il popolo a proprio piacere.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 marzo 2010 08.18-----------------------------------------------------------
  • Alessio scrive:
    Ai confini della realtà
    Cioè, fatemi capire, un privato fa causa ad un governo perchè questo non emana una o più leggi a tutela dei suoi interessi? Almeno in Italia un altro privato è riuscito a farsi eleggere democraticamente prima di farsi le leggi a suo uso e consumo, ne hanno di strada da fare in Spagna.
    • L arcangelo di nicola scrive:
      Re: Ai confini della realtà
      - Scritto da: Alessio
      Cioè, fatemi capire, un privato fa causa ad un
      governo perchè questo non emana una o più leggi a
      tutela dei suoi interessi? Almeno in Italia un
      altro privato è riuscito a farsi eleggere
      democraticamente prima di farsi le leggi a suo
      uso e consumo, ne hanno di strada da fare in
      Spagna.AHAH, grande!
    • ruppolo scrive:
      Re: Ai confini della realtà
      - Scritto da: Alessio
      Almeno in Italia un
      altro privato è riuscito a farsi eleggere
      democraticamente prima di farsi le leggi a suo
      uso e consumo,Beh si, ma grazie agli italiani, un popolo che si crede furbo.
  • Valeren scrive:
    Due miliardi di download illeciti?
    Facciamo due conti.In Spagna (fonte wikipedia) ci sono 46 milioni di abitanti.Compresi vecchi, neonati, gente senza PC e via discorrendo ma li tengo tutti.Una semplice media del pollo dice che ogni cittadino ha scaricato 43 files.Ora:1) è una stima realistica? Direi di si, ma...2) di che files parliamo? MP3? Perché non me lo vedo l'ospizio a scaricarsi 43 ISO di Spore.
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