Giappone, all'assalto del mobile mondiale

Quattro grandi produttori annunciano di aver dato vita a un'alleanza per lo sviluppo di una nuova piattaforma mobile. Che sarà compatibile con i sistemi operativi open e darà modo ai protagonisti di rivolgersi alla clientela internazionale

Roma – Non bastasse la variegata offerta di sistemi operativi e piattaforme disponibili nel mondo mobile, quattro grandi produttori giapponesi hanno da poco annunciato la nascita di un’iniziativa condivisa in collaborazione con il colosso NTT DoCoMo . Assieme, produttori e provider telefonico sperano di conquistare la platea internazionale con un senso spiccato per la multimedialità e la compatibilità con piattaforme diverse.

Oltre a NTT DoCoMo (55 milioni di clienti nel Sol Levante) ci saranno Sharp, Panasonic, Fujitsu e NEC assieme al produttore di microchip Renesas . Il nuovo sistema operativo sarà ottimizzato per le applicazioni audiovisive e sarà compatibile con Linux e Symbian, e verrà implementato in tutti gli smartphone di prossima generazione marcati DoCoMo entro marzo del 2012.

Oltre che a sviluppare l’ignoto sistema operativo, la collaborazione tra i produttori di elettronica made in Japan servirà anche da strumento di ottimizzazione dei costi e dei tempi di sviluppo che scenderanno di circa il 50%.

Un altro, ambizioso obiettivo della collaborazione è l’estensione degli interessi dei partner sul mercato internazionale. Oltre l’asfittico panorama domestico, infatti, le quattro aziende coinvolte non vanno oltre una misera quota di mercato del 2%. Gli analisti sono d’altronde concordi nel prevedere “un incremento della profittabilità” della nuova piattaforma “quando si va a includere il potenziale nel competitivo mercato degli handset oltreoceano”.

Analisi di mercato a parte, oltreoceano il sistema operativo giapponese troverà ad attenderlo le piattaforme mobile già esistenti , non ultime quelle iPhone OS e Android che hanno recentemente aumentato il livello dello scontro commerciale per la conquista di utenti e sviluppatori di applicazioni in palmo di mano.

Alfonso Maruccia

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    La cosa più comica (Pontico, ti è sfuggita questa chicca nell'articolo) è che il procuratore generale Blumenthal che tenta di perseguire nuovamente Craigslist è lo stesso che aveva "invitato" a far cambiare le inserzioni a sfondo sessuale da gratuite al prezzo di 5 $. Quando vide che le inserzioni non diminuivano, il procuratore fece fuoco e fiamme per convincere Craigslist a portare il prezzo a 10 $ a inserzione. Ora che le inserzioni non diminuiscono, ma anzi sono diventate un business enorme (ripeto, prima erano gratuite) il procuratore dice che Craigslist dovrebbe vergognarsi a "trattenere i profitti derivanti dalle inserzioni a sfondo sessuale". Come se Craiglist non fosse un'impresa commerciale che ha come obiettivo legittimo quello di guadagnare.Cos'è, Blumenthal vorrebbe che Craigslist donasse gli incassi per la campagna elettorale, visto che l'idea glie l'ha data lui stesso? :)http://www.techdirt.com/articles/20100426/1609299179.shtml
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