Giappone, il robot fa anche il prof

Non ha ancora un nome, ma ha già le idee chiare: insegnare programmazione software e ingegneria hardware agli studenti del Sol Levante. Così Tokyo pensa anche ai suoi giovani virgulti

Roma – Le aule scolastiche del Sol Levante potrebbero presto assistere all’apparizione di un nuovo, particolare insegnante. È alto 1 metro e 26 centimetri, ha una voce maschile leggermente metallica e sembra uscito direttamente dalla serie televisiva dei Power Rangers . Trattasi di un nuovo robot umanoide partorito dalle menti del Nippon Institute of Technology , per arricchire il corpo docenti delle scuole del Giappone.

Il robot non ha attualmente un nome, anche se vorrebbe averlo, possibilmente un nome “cool” come spiegato da lui stesso in un video ufficiale di presentazione. In attesa del suo battesimo, il Nippon Institute of Technology ha rivelato una serie di dettagli a spiegarne caratteristiche fisiche e intime finalità. L’umanoide verrà utilizzato per insegnare programmazione software e principi di ingegneria hardware agli studenti.

Il robot pesa all’incirca 15 chilogrammi, è animato da una batteria al litio ed è dotato di 21 giunture meccaniche , distribuite tra testa, gambe e braccia. Nelle sue fredde interiora ci sono inoltre una videocamera, un sensore giroscopico e un proiettore video. La macchina umanoide è stata sviluppata a partire dal software di Microsoft Robotics Developer Studio e potrà essere controllata in remoto via WiFi.

Insieme al Nippon Institute of Technology , hanno lavorato al progetto anche alcune aziende giapponesi legate alla produzione di automi come ZMP. Aziende che, nel loro insieme, tentano da tempo di favorire la coesistenza tra l’uomo e la macchina, all’interno del più ampio piano governativo di facilitare l’invasione dei robot, in particolare specializzati in assistenza domestica per anziani e disabili.

Un pionerismo robotico che è dovuto certamente al fatto che in Giappone si è alzata di molto la durata media della vita, contrapposta ad un basso tasso di natalità. Il nuovo automa-docente potrebbe però invertire la tendenza dell’ingegneria nipponica a sostenere con le macchine le sole persone bisognose d’assistenza. Anche i giovani virgulti del Sol Levante ne beneficeranno, anche se non si è ancora capito come il maestro meccanico li punirà se scoperti a copiare i compiti in classe.

Mauro Vecchio

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  • qNmoWwPJKwB j scrive:
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  • TDXezHZQaxQ G scrive:
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  • Zodiac scrive:
    Più facile di quel che sembra...
    Pìù facile di una rapina in banca......il phishing è una tecnica adottata su ignari utenti con conoscenze sulla sicurezza informatica pari allo 0;...le banche sono incapaci di rendere inattaccabili i loro network finanziari;...gli hacker godono...le banche si domandano...gli utenti ci rimettono...e tutti vissero felici e contenti...
    • Thors76 scrive:
      Re: Più facile di quel che sembra...
      Quello che mi chiedo è se alle banche non faccia comodo tutto ciò, se tutte le banche dotassero tutti i loro clienti con la key che cambia la password dispositiva ogni 60 secondi tutto ciò non accadrebbe. Ma non mi spiego perchè questo non avviene.Saluti ed auguri di buon anno
      • Zodiac scrive:
        Re: Più facile di quel che sembra...
        ciò non avviene perchè i clienti non avranno mai l' accortezza di cambiare la password ogni 60 secondi, poi comunque anche se lo facessero bisognerebbe vedere che tipo di psw sceglierebbero...la colpa non è dei clienti che usufruiscono dei conti, ma delle banche che incentivano gli utenti ad aprire conti online "pompando" l' idea che sono semplici, sicuri, affidabili e comodi...quando invece non lo sono affatto e i primi a saperlo sono proprio le banche.Poi tra l' altro i stessi consulenti informatici interni ai network finanziari di mezzo mondo sono quelli che conoscono le falle dei loro stessi sistemi e che sfrutteranno per organizzare furti telematici su commissione.
        • Ciano scrive:
          Re: Più facile di quel che sembra...
          - Scritto da: Zodiac
          ciò non avviene perchè i clienti non avranno mai
          l' accortezza di cambiare la password ogni 60
          secondi, poi comunque anche se lo facessero
          bisognerebbe vedere che tipo di psw sceglierebbero...Thors76 parlava dei Token (Key) che generano un nuovo codice ogni 60 sec.http://en.wikipedia.org/wiki/One-time_password
      • Polemik scrive:
        Re: Più facile di quel che sembra...
        Alcune banche lo fanno, altre no. Perché? Perchè la chiavetta... costa! :D
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