La Commissione europea ha respinto la richiesta effettuata tramite l’iniziativa Stop Destroying Videogames presentata due anni fa. Non verrà proposta nessuna legge per imporre ai publisher di mantenere funzionanti i giochi online ritirati dal mercato. È tuttavia previsto un codice di condotta volontario.
Si deve rispettare il diritto d’autore
Tanto tempo fa (cit) esistevano solo giochi offline. L’utente acquistava il supporto fisico e poteva giocare per sempre senza nessuna connessione ad Internet. Oggi tutti i giochi (o quasi) prevedono la connessione ai server del publisher per la verifica della licenza o per sfruttare la modalità multiplayer.
Quando l’editore decide di spegnere i server, il gioco diventa inaccessibile. Uno dei casi più recenti riguarda The Crew. Ubisoft ha spento i server a fine marzo 2024 e revocato le licenze il mese successivo. Un’associazione dei consumatori francese ha denunciato Ubisoft, mentre lo YouTuber Ross Scott ha fondato il movimento Stop Killing Games e avviato l’iniziativa Stop Destroying Videogames che ha raggiunto quasi 1,3 milioni di firme.
La Commissione europea ha esaminato la richiesta e purtroppo risposto in maniera negativa. Non è possibile proporre un obbligo di legge per mantenere funzionanti i giochi anche dopo il ritiro dal mercato. La Commissione ricorda che, in base alla legge UE sul copyright, i publisher hanno diritti esclusivi sui loro giochi. In pratica possono decidere quando “staccare la spina”.
L’attuale legislazione UE in materia di tutela dei consumatori prevede solo che i fornitori dei giochi informino gli utenti in merito alla durata e alle condizioni di risoluzione del contratto al momento dell’iscrizione. Possono anche chiedere un rimborso se il contenuto non è conforme al contratto. Non è previsto però l’accesso per sempre.
La Commissione si impegna tuttavia ad avviare discussioni con l’industria dei videogiochi e i rappresentanti dei consumatori per elaborare un codice di condotta sulla gestione del “fine vita” dei giochi. L’adesione al codice sarà volontario, quindi i publisher non avranno nessun obbligo.