Gizmodo cade nella trappola del trojan

Per un tempo imprecisato un banner infettivo avrebbe impestato diversi computer di utenti del popolare blog. Ma i cavalli di Troia imperversano anche su Facebook

Roma – Con più tre milioni di visitatori quotidiani, Gizmodo è probabilmente il più seguito blog del web. Tuttavia per qualche giorno ha inconsapevolmente distribuito malware a chi si stava informando sulle ultime novità in fatto di tecnologia.

Nel post di scuse scritto da Brian Lam, chief editor del sito, si legge che una ristretta quantità di utenti potrebbe aver contratto il malware di cui Gizmodo è stato temporaneamente l’untore. Ciò che ha fatto alzare qualche sopracciglio sarebbe stata la mancanza di prontezza da parte dello staff nell’individuare e rimuovere il codice malevolo, contenuto in un finto banner della casa automobilistica Suzuki.

Lam ha spiegato questo ritardo dichiarando che nessun componente dello staff editoriale utilizza Windows: pertanto non essendo stati colpiti dal malware non sono potuti correre immediatamente ai ripari.

Se Gizmodo ha comunque risolto il suo problema non si può dire lo stesso di Facebook: da qualche giorno un trojan conosciuto con il nome di Bredolab starebbe spedendo agli utenti del social network delle mail di “conferma reset password”. In allegato si troverebbe un file nel quale, invece della nuova password, alberga un cavallo di Troia pronto ad intaccare i processi svchost.exe e explorer.exe .

Ad ogni modo Bredolab non dovrebbe preoccupare gli utenti più esperti : se non si richiede il reset della password, Facebook non spedisce email relative a questo genere di operazione.

Giorgio Pontico

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  • localhost scrive:
    colpiti con la loro stessa arma
    Per una volta han provato il gusto della loro stessa pazzia, la censura. Ben gli sta.
    • Polemik scrive:
      Re: colpiti con la loro stessa arma
      Perché, in Italia le cose sono diverse? Non esiste la censura? :D
      • Guybrush scrive:
        Re: colpiti con la loro stessa arma
        - Scritto da: Polemik
        Perché, in Italia le cose sono diverse? Non
        esiste la censura?
        :DNon c'e' abbastanza cultura da richiedere l'intervento della censura: tutto quello che si riesce a fare e' un gruppo di discussione intitolato "uccidiamo tizio", con al posto di "tizio" un nome qualsiasi della politica italiana.Suvvia.
  • pippuz scrive:
    paradosso
    un paradosso: un quotidiano di stato cinese che accusa Google di censura. Come il bue che da del cornuto all'asino, ma, a forza di ripeterle su tv e quotidiani, anche le cose più false diventano vere.Detto questo, Google ha evidentemente qualcosa da farsi perdonare; dubito che questi attacchi siano frutto del caso.
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