Gli ebook e i topi da biblioteca

Nonostante il servizio di affitto di ebook negli Stati Uniti sia diffuso, la gran parte dei lettori non lo conosce o non lo utilizza. Ma qualcosa si sta muovendo
Nonostante il servizio di affitto di ebook negli Stati Uniti sia diffuso, la gran parte dei lettori non lo conosce o non lo utilizza. Ma qualcosa si sta muovendo

Una statistica condotta da Pew su un gruppo di 2.986 americani con più di 16 anni ha evidenziato come la possibilità di ottenere in prestito ebook dalle biblioteche pubbliche non sia ancora una possibilità effettivamente presa in considerazione da gran parte dei lettori a stelle e strisce.

Solo il 12 per cento degli intervistati che leggono ebook, infatti, ha preso in prestito un libro digitale, nonostante la maggior parte di essi dia grande importanza alle biblioteche.

In generale, d’altronde, il 62 per cento degli intervistati non è a conoscenza della possibilità di affittare libri in formato digitale, nonostante negli Stati Uniti tre quarti delle biblioteche offrano tale servizio . D’altra parte, nel 46 per cento dei casi gli intervistati si sono detti interessati a e-reader precaricati con il volume cercato e nel 32 per cento a seguire un corso per imparare a scaricare ebook in prestito .

Il numero di coloro che sono all’oscuro dell’esistenza del servizio, d’altronde, scende un poco (al 58 per cento) nel caso in cui si considerano solo coloro in possesso di una scheda della biblioteca e arriva al 48 per cento tra coloro che posseggono un e-reader.

Guardando a coloro che conoscono questa possibilità, d’altronde, si scopre come siano tra i lettori più incalliti di tutti i formati di libri disponibili e come la possibilità di prenderne in prestito contribuisca ad aumentare i ritmi di lettura: in media hanno letto 29 libri nel 2011, contro i 23 dei lettori che non prendono volumi in prestito .

Due terzi, poi, sono soddisfatti dell’offerta di ebook a disposizione, anche se in molti casi hanno testimoniato varie difficoltà nel fruire del servizio , legate alla non disponibilità di un titolo (56 per cento), alla presenza di una lista di attesa (52 per cento) o non compatibilità (18 per cento).

Gli editori, d’altronde, rimangono diffidenti rispetto a tale possibilità e in diverse occasioni hanno posto ostacoli alla circolazione dei formati digitali in prestito: a loro parere può costituire una fonte di pirateria data la natura riproducibile all’infinito degli ebook.

Qualche passo nella direzione opposta, d’altronde, si sta facendo: da ultimi sono stati l’editore Penguin e il distributore di libri elettronici 3M a raggiungere un accordo per portare 15mila ebook su due sistemi bibliotecari newyorkesi , la New York Public Library e la Brooklyn Public Library, che fungeranno da test per valutare la possibilità di estendere il servizio al resto del paese e ai circuiti universitari.

Penguin è uno degli editori che non metteva i propri titoli digitali a disposizione delle biblioteche da quando era uscita a novembre scorso dal circuito di distribuzione ebook OverDrive.
Ora tornerà a farlo, lasciando una finestra di 6 mesi rispetto all’esordio di un titolo in libreria e facendo scadere la copia dell’ebook dopo un anno. Resta , inoltre, il problema della compatibilità con Kindle (per cui 3M è ancora alla ricerca di un accordo specifico) che era stato uno dei problemi che aveva spinto l’editore ad abbandonare OverDrive: l’e-reader di Amazon fa passare l’operazione di prestito attraverso il suo store digitale e quindi attraverso un account da registrare sulla sua piattaforma.

Claudio Tamburrino

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