Gli hacker vanno tutelati?

Lo pensano coloro che hanno messo in piedi un sito con l'esplicita missione di preservare dall'assalto dei media male informati il termine hacker e la cultura dell'hacking. Ecco di che si tratta
Lo pensano coloro che hanno messo in piedi un sito con l'esplicita missione di preservare dall'assalto dei media male informati il termine hacker e la cultura dell'hacking. Ecco di che si tratta


Roma – Quanto spesso le attività di cracking vengono confuse dai media con quelle di hacking? Quante volte efferate azioni di criminalità informatica vengono attribuite ad “hacker” anziché a “cracker”? Per cercare di ribaltare il perverso meccanismo lessicale che a loro parere sta minacciando l’hacking stesso, un gruppo italiano ha messo in piedi un sito dedicato.

Il Progetto HANC (acronimo di Hackers Are Not Crackers, o Hackers Are Not Criminals) si presenta come “una organizzazione non profit che ha come obiettivo la tutela del termine Hacker (e della relativa cultura) dai continui attacchi da parte dei media, che tendono a spacciarli per pirati informatici”.

Sfruttando la rete ed ogni altro mezzo consentito, HANC si propone esplicitamente di difendere quella che ritiene essere la migliore definizione per la figura dell’hacker:
Persona che si diverte ad esplorare i dettagli dei sistemi di programmazione e come espandere le loro capacità, a differenza di molti utenti che preferiscono imparare il minimo indispensabile, e a volte nemmeno quello, affidandosi a terzi al primo, banale, problema. L’Hacker è curioso, ama il sapere e la cultura, ama scoprire e conoscere, sempre cosciente del fatto di non sapere nulla.

Il sito si richiama ad un Manifesto – ispirato al Manifesto Hacker di The Mentor – nel quale si afferma che gli hacker sono “il motore del progresso (…) il loro crimine è la curiosità” e nonostante questo sono stati criminalizzati dai media, dipinti come “terroristi informatici, pirati virtuali”.

“HANC – si legge in una nota – cerca anche l’aiuto dei sostenitori del progetto. È possibile aiutare l’organizzazione semplicemente segnalando nell’apposita sezione del Forum ogni abuso del termine Hacker, diffuso con qualsiasi mezzo di comunicazione”.
Giornalisti avvisati.

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03 11 2003
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