Gli scanner biometrici annusano il terrore

Saranno attivi entro qualche anno negli USA: sono scanner che analizzano in tempo reale i dati biometrici dei passeggeri. Sapranno chi tra di loro è pronto a compiere attentati o a mettere in atto comportamenti criminosi
Saranno attivi entro qualche anno negli USA: sono scanner che analizzano in tempo reale i dati biometrici dei passeggeri. Sapranno chi tra di loro è pronto a compiere attentati o a mettere in atto comportamenti criminosi

La caccia ai terroristi all’americana si dota di una nuova arma, destinata a spingere la prevenzione ad un nuovo livello. Non bastassero le promesse pseudo-scientifiche delle scienze cognitive e le armi psicotroniche sovietiche , i responsabili della sicurezza nazionale stanno foraggiando lo studio di un complesso sistema di analisi e previsione comportamentale , che basa i suoi giudizi sul riconoscimento delle caratteristiche fisiche dell’individuo, per scovare in una folla il terrorista pronto ad immolarsi per la propria causa.

uno shot di un celebre film a tema Ricercatori della University of Buffalo , esperti nelle scienze comportamentali e nella biometria computerizzata, sono al lavoro per realizzare uno scanner automatizzato in grado, attraverso l’analisi delle espressioni del volto, del tono di voce di e altri segni biometrici univoci di scremare, attraverso il confronto dei dati raccolti in tempo reale con indicatori di comportamento “scientificamente testati” in quanto tipici dei terroristi in procinto di agire, gli individui potenzialmente pericolosi ai check-in di aeroporti e altri luoghi di transito passeggeri.

“L’obiettivo è quello di individuare l’esecutore in un percorso di sicurezza prima che abbia la possibilità di condurre l’attacco”, dice stringato Venu Govindaraju, professore di scienze informatiche e ingegneria presso l’università americana e corresponsabile del progetto. Progetto che ha recentemente ottenuto un finanziamento di 800mila dollari da parte della National Science Foundation , agenzia governativa USA che sostiene finanziariamente le ricerche scientifiche e tecnologiche che ritiene più promettenti.

Capacità di apprendimento e algoritmi intelligenti, attenzione costante a tutti i dettagli di una persona e la possibilità di fornire supporto agli agenti della sicurezza sia nei controlli al volo che durante gli interrogatori : questo offrirà la tecnologia in via di sviluppo nell’ateneo, con i primi risultati pratici in dirittura d’arrivo nel giro di alcuni anni da adesso.

La sicurezza dei voli e del suolo americano verrà dunque messa totalmente nelle mani delle macchine ? “Nessun comportamento è in grado di garantire sempre che qualcuno stia mentendo – avvertono gli stessi ricercatori – ma i comportamenti sono utili per prevedere le emozioni o i pensieri e possono aiutare gli addetti della vigilanza a decidere chi osservare con maggior attenzione e più da vicino”. Gli attuali controlli a campione non sono sufficienti, e basare la propria decisione di osservare una persona più da vicino “sulla scienza” è per il personale della UB preferibile per garantire misure di prevenzione realmente efficaci.

Non tutti ne sono convinti, però. BoingBoing parla in modo sprezzante di approccio pseudo-scientifico sul modello della pratica frenologica . Engadget ci va giù ancora più pesante, scomodando paragoni con il controllo ubiquo, ossessivo e senza via di scampo scampo della distopia orwelliana di 1984 e del Ministero della Verità “.

Alfonso Maruccia

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07 10 2007
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