Gli utenti cinesi vogliono un Google anti-censura?

Ne parla David Weinberger, che segnala la singolare iniziativa di un blogger cinese, che si appella ai fondatori di BigG perché cambino rotta e smettano di collaborare col regime

Roma – David Weinberger, l’apprezzato autore di World od Ends , ha segnalato sul suo blog una ricetta per far fronte al problema della “questione cinese” su Google. La ricetta è del blogger Isaac Mao , residente a Shanghai e “addentro” alle questioni ICT locali.

Nella sua lettera aperta, indirizzata a Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google, il giovane ricorda il primo blocco di Google.com da parte del Governo, avvenuto nel 2002 . La protesta spontanea online degli utenti alla fine prevalse sulla rigidità governativa. Dopo quattro anni però tutti si interrogano sull’azione di filtro che viene realizzata su Google.cn. Per Mao, si tratta di un’auto-censura piuttosto fastidiosa, che nel tempo sta sfiduciando la comunità cinese. Secondo il blogger, il colosso statunitense è ad un bivio, ed avrebbe tutte le capacità per cambiare la situazione e aiutare la Cina a percorrere una strada ben diversa.

I consigli strategici a lungo termine del giovane blogger sono fondamentalmente tre. Il primo è quello di creare un fondo da un miliardo di dollari da investire sui siti e le aziende cinesi più all’avanguardia. Un venture capital da far gestire a manager qualificati e professionisti riconosciuti che realmente conoscano il valore di Google e le potenzialità del mercato cinese. Di fatto Mao è convinto che questa strategia permetterebbe di mettere ordine nel settore e creare un vero mercato capitalistico.

Il secondo consiglio riguarda lo sviluppo di tool e servizi anti-censura per gli utenti mondiali e il terzo è quello di incentivare il sistema Adsense di Google.cn. Alimentare quindi l’ecosistema finanziario, con migliori servizi localizzati per i clienti – nel rispetto delle esigenze e degli stipendi della comunità.

Isaac, insomma, vuole ricordare a Google che non è solo: ci sono milioni di fan in Cina che aspettano anche un solo segnale di impegno per la causa. Weinberger condivide la teoria del giovane bloggger. “Non ero sicuro allora e non lo sono adesso”, ha dichiarato l’esperto statunitense riferendosi alla connivenza di Google con il Governo cinese sulla censura. “Ma adottare le proposte di Isaac potrebbe aiutare a spiegare perché la presenza di Google in Cina sia dopotutto una buona cosa”.

Dario d’Elia

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  • Wakko Warner scrive:
    Che bella idea!
    La propongo subito a Gentiloni.È per la sicurezza di tutti noi! Pensate ai poveri anziani truffati! Pensate ai bambini! Pensate alla partita di calcio!Ecco, mentre voi pensate a queste cose io cerco di farmi una posizione nel Partito... quando sarà tutto sotto controllo il Führer sarà bene averselo per amico. 8)
    • Anonimo scrive:
      Re: Che bella idea!
      - Scritto da: Wakko Warner
      La propongo subito a Gentiloni.

      È per la sicurezza di tutti noi! Pensate ai
      poveri anziani truffati! Pensate ai bambini!
      Pensate alla partita di
      calcio!

      Ecco, mentre voi pensate a queste cose io cerco
      di farmi una posizione nel Partito... quando
      sarà tutto sotto controllo il Führer sarà bene
      averselo per amico. 8)

      Che ridicolo che sei. Come se lo stato non avesse già tutti i dati della tua carta d'identità. E' lui a rilasciartela, non so se lo capisci.
  • Anonimo scrive:
    considerazioni
    "per compiere molte operazioni e transazioni ai cittadini cinesi è richiesta la presentazione di documenti."mi sembra che anche da noi non ti cambiano gli assegni, ti fanno ritirare le raccomandate, ti danno gli esami clinici senza documento"Questo tipo di accertamento soffre di scarsa efficacia, vista la facilità con cui si possono reperire documenti falsi."ecco questo da noi é un po' più difficile, ma non sia mai che una misura di identificazione presa da un paese dell'asse del male o comunque non allineato all'occidente abbia qualche giustificazione"A meno che lo stato non tenga traccia delle richieste di controllo inviate da aziende ed istituzioni, per raccogliere dettagli sempre più precisi riguardo alla vita dei cittadini."per lo meno non li svendono a stati esteri come i nostri governi, che pure li raccolgono copiosamente, a partire dalle telecamere, dna,rfid, telpass,visa, ecc ma naturalmente solo per la lotta al terrorismo, pedofilia, p2p, unabombere il fatto che non abbiano preso quasi mai nessuno o che gli arresti nella stragrande maggioranza si siano rivelati bufale é solo accidentale"Basta inviare una segnalazione errata per smuovere la sospettosa macchina della sorveglianza e offrire persone sgradite all'indiscreto occhio di bue del governo."eh certo i cinesi che hanno documenti falsi sono "sgraditi al regime" da non offrire alla "sospettosa macchina della sorveglianza" e "indiscreta", mentre gli europei con un documento falso sono tutti terroristi e giustamente detenuti e pestati quando si sottraggono alle legittime misure di sicurezza"la mancata denuncia di un documento che non corrisponde all'identità del detentore si trasforma in un'accusa di favoreggiamento."e questo anzichè essere visto anche come un modo per non allarmare con documenti falsi per scherzo o per molestie, trattandosi della cina diventa un obbligo alla delazioneio naturalmente sono contrario a questo database come l'articolista, ma il tono del post, come se la nostra società non avesse , grazie a dio in forma meno autoritaria PER ORA, gli stessi problemi, mi indispone assai
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