Gmail va offline, Gdrive s'impenna

Uno dei servizi di webmail più usati procede verso l'integrazione con il desktop degli utenti offrendo la disponibilità di una modalità offline. Intanto i rumor su Gdrive ripartono, per chi ci crede
Uno dei servizi di webmail più usati procede verso l'integrazione con il desktop degli utenti offrendo la disponibilità di una modalità offline. Intanto i rumor su Gdrive ripartono, per chi ci crede

Notizie serie, e altre molto meno, arrivano dal sempre iperattivo Googleplex, dove per una novità concreta (e soprattutto utile) se ne ipotizza senza molto sale in zucca un’altra, presunta. Che libera per l’ennesima volta gli spiriti animali di chi è convinto che il web, nella sua incarnazione “3.0”, sostituirà i super-processori Intel e i tera-HD di Seagate .

Cominciamo dalle notizie serie: Gmail , la webmail Google che non ha più bisogno di presentazioni nonostante rimanga perennemente in stato di “beta”, sta per integrare la possibilità di lavorare anche offline , in mancanza di una connessione alla rete ma con il pieno controllo sui messaggi, le e-mail e tutti i dati normalmente gestiti online via web.

Come l’ingegnere Andy Palay conferma sul blog aziendale , selezionando l’apposita opzione nel pannello di controllo di Gmail, l’appliance viene istruita per sfruttare le API di “accelerazione” Gears (da installare come componente aggiuntivo del browser in uso) e scaricare in una cache locale tutti i dati presenti in remoto , sincronizzando le due istanze (client e server) fintanto che si rimane connessi e loggati al servizio.

Se la connessione va giù, oppure non è stabile, il browser Gears-powered continuerà a lavorare con le mail, a registrare i messaggi scritti, a smistare e spedire la posta, ma rimanderà tutte le operazioni esecutive (la spedizione effettiva delle mail suddette) alla prima occasione utile di connettività pienamente fruibile.

Il servizio, utile soprattutto a chi è tanto folle da abituato a fare a meno di un buon client off-line per la gestione delle proprie comunicazioni telematiche, oppure a chi è costretto a utilizzare canali di connessione instabili come hot-spot Wi-Fi pubblici, accesso in UMTS/HSDPA e quant’altro, non è stato al momento reso disponibile a tutti gli utenti di Gmail, ma le previsioni parlano della piena estensione della funzionalità all’intera audience della webmail entro pochi giorni.

Dopo aver parlato di cose serie, rimane un po’ di spazio per il gossip sempreverde , e in particolare per una supposta “rivoluzione” che puntualmente affiora di anno in anno quando si parla di Google, cloud computing e PC ridotti a terminali mignon interconnessi a un grasso e grosso “cervellone” di rete come ai “bei” tempi dei mainframe e degli stanzoni di Arpanet. Gdrive , l’hard disk online con cui BigG intenderebbe spazzare via l’hardware, gli OS Windows e tutto quanto riaffiora nelle ennesime illazioni scaturite da una singola parola, carpita per caso in un pezzo di codice CSS all’interno delle Google Apps.

Le illazioni di cui sopra parlano ora di una integrazione tra questo fantomatico Gdrive, spazio di storage eterno che eccita gli animi giusto il tempo di fare andare down la connessione per l’incapacità del provider che offre abbonamenti scontati e connessioni asincrone filtrate, e gli applicativi Google per la produttività personale Documenti & Fogli di Lavoro .

In sostanza si tratta di poca, pochissima cosa , ma sufficiente a far strillare testate giornalistiche storiche al “PC divenuto storia” ( The Guardian e gli esperti del sensazionalismo , il Wall Street Journal e ogni weblog “web 2.0” comunitario-sociale twitterato da New York a Timbuctu. Poco male che i tempi siano infelici e Google, più che investire in tutto e il suo contrario, pensi soprattutto a tagliare via i rami secchi .

Alfonso Maruccia

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28 01 2009
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