Il sogno proibito di Big G è trasformare il suo motore di ricerca in un’app tutto-in-uno. Un unico punto di accesso per cercare, comprare, pagare, guardare video, scrivere email, chattare, lavorare. Tutto dentro Google. Solo Google. Sempre Google.
Google vuole copiare WeChat, i rischi e le conseguenze
L’idea non è nuova. Quindici anni fa, in Cina nasceva Weixin, meglio conosciuta come WeChat. Un’app che è tutto: messaggi, social network, pagamenti, prenotazioni, giochi, videochiamate. In Occidente non esiste nulla del genere. L’unico gigante con muscoli abbastanza grossi e radici abbastanza profonde per riuscirci davvero è Google.
Ha già il motore di ricerca che usiamo per tutto, Gmail gestisce le nostre vite professionali, Maps che ci dice dove andare, Google Pay per pagare, e l’elenco è di servizi è lungo. Big G ha costruito negli ultimi 20 anni un impero digitale che copre ogni aspetto della vita online. E ora sta iniziando a saldare i pezzi insieme.
I segnali ci sono già. Le AI Overview di Google Search non mandano più sui siti web, danno la risposta direttamente, trattenendo l’utente dentro Google. La centralizzazione degli acquisti permette di comprare prodotti senza mai lasciare la pagina di ricerca. Gemini è sempre più integrato su Gmail, Documenti, Drive, ovunque.
Immaginiamo un’app unica dove si cerca, si lavora sui documenti, i guardano i video, si paga, si chatta, si prenota il ristorante, tutto senza mai uscire. Un portale unico da cui passare per qualsiasi cosa. Bellissimo per Google, certo, ma per noi utenti?
Un monopolio che diventa ancora più monopolio
Google è già ovunque. È difficile passare una giornata senza usare un suo servizio. Niente ricerche. Niente Gmail. Niente YouTube. Niente Maps. Niente Chrome. Niente Android se si ha uno smartphone che non è un iPhone. È praticamente impossibile.
E questo è il punto. Se Google riuscisse a creare la prima vera app tutto-in-uno occidentale, fondendo Gemini, Workspace, Search, Chrome, YouTube e Pay in un’unica applicazione polivalente, il suo controllo su Internet passerebbe da molto forte a quasi assoluto.
Non ci sarebbero più alternative. Uscire dall’ecosistema Google richiederebbe uno sforzo titanico, rinunciare a comodità accumulate negli anni, ricostruire tutto da zero altrove. Quanti sarebbero disposti a farlo? In Cina, WeChat funziona perché il governo ha il controllo finale. In Occidente, affidare tutto a Google significa dare a un’azienda privata un potere senza precedenti su informazioni, comunicazioni, denaro, abitudini, relazioni.
Qualunque siano i progetti di Mountain View serve la massima vigilanza. Perché un monopolio che diventa ancora più monopolio non è progresso. E la storia ci insegna che concentrare il potere nelle mani di pochi non è mai una scelta saggia.