Google Apps in versione governativa

La suite di produttività telematica di Mountain View approda nelle infrastrutture governative statunitensi grazie a misure di sicurezza rafforzate. Intanto Google pensa ad aggiornare uno dei suoi tool

Roma – Mountain View ha reso nota la disponibilità di Google Apps for Government , pacchetto contenente le sue applicazioni da ufficio web-centriche specificatamente tarate sulle esigenze delle istituzioni statunitensi . Promessa una maggiore sicurezza nei controlli all’accesso degli addetti e l’archiviazione dei dati su server presenti su suolo nordamericano.

Le appliance contenute in Google Apps for Government sono le stesse già disponibili per le organizzazioni corporate private, con in più quelle misure di sicurezza che sono state necessarie a ottenere la certificazione FISMA (Federal Information Security Management Act): con il gagliardetto FISMA in tasca, Google dice di voler estendere anche agli account “non governativi” le stesse misure di sicurezza aggiuntive come il numero superiore di controlli dei permessi di accesso ai documenti online.

Le nuvole del Googleplex possono ora ospitare informazioni sensibili (ma non classificate ) in tutta sicurezza, tipologia di dati che stando al management di Google costituisce l’80-90% di tutti i dati trattati dalle istituzioni governative. Anche l’altra caratteristica imprescindibile richiesta dal governo federale, vale a dire la necessità di archiviare le informazioni solo e soltanto su server USA , verrà con tutta probabilità estesa anche ad altri soggetti commerciali che ne faranno richiesta.

I vantaggi del passaggio alla produttività tra le nuvole? Ovviamente il risparmio dei costi di gestione che Google calcola attualmente in 76 miliardi di dollari di spese federali per l’IT – più altri 50 miliardi investiti dalle autorità locali e statali. E parlando di autorità locali non si può non citare lo switch di Los Angeles verso i server di Mountain View, un passaggio “epocale” che attualmente procede a rilento ma che Google dice stia andando a gonfie vele con oltre 10mila utenti già serviti dai servizi del pacchetto Apps.

La disponibilità dell’offerta Apps for Government piace anche al Berkeley Lab , dove i responsabili riferiscono di risultati positivi per il delopyment di Google Apps presso il Dipartimento dell’Energia e di potenziali risparmi sulla spesa pari a 2 milioni di dollari .

E mentre pensa a soddisfare le esigenze informatiche del governo statunitense al modico prezzo di qualche milione di dollari, Google trova anche il tempo di preparare una nuova versione di un suo applicativo (sempre facente parte del gruppo Apps) sotto le mentite spoglie del nickname Google Punch . L’applicativo da aggiornare è tutt’ora ignoto, mentre le fantasticherie su un eventuale nuovo prodotto made in Mountain View scemano.

Alfonso Maruccia

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  • eymerich scrive:
    Ottimo
    Per tutti i dispositivi portatili destinati a condizioni "difficili" tipo macchine fotografiche waterproof, GPS seri e smartphone per uso sportivo ... ricarica wireless + bluetooth e hai eliminato punti di acXXXXX per acqua e polvere
  • malik scrive:
    mmmm
    bella notizia..speriamo solo che sia più conveniente della ricarica con cavo e che non sia dannoso
    • gionnico scrive:
      Re: mmmm
      E' solo un mezzo trasformatore.Nella base. L'altra metà nel dispositivo.Ma se la distanza non sarà perfetta, la ricarica non sarà ottimale.Inoltre devi attaccare la base alla corrente: dove sta la differenza rispetto a un cordless?Basta pensare a questo per capire che è una tecnologia inutile.Wireless? Basterebbe mettere 2 pin. Ma non è diverso dall'attaccare lo spinotto del trasformatore al dispositivo. ;)
      • Uno scrive:
        Re: mmmm
        Insomma dai..tornare a casa e appoggiare il telefono su una basetta, senza dover stare "attento" a come lo si poggia, rende l'operazione di ricarica più comoda, poi dire che il mondo ne può fare a meno, ok, ma a parita di prezzo è sicuramente una cosa interessante.
        • Guido la vespa scrive:
          Re: mmmm
          Inoltre, non si avrà bisogno di miliardi di tipologie di trasformatori con attacchi meccanici diversi da device a device. Senza contare che la parte base potrebbe essere integrata in un pc/notebook. AMMESSO E NON CONXXXXX che non arrechi danni alla salute, significa che mentre lavori il tuo cellulare, mouse e altri device elettronici si ricaricano.
    • bubu scrive:
      Re: mmmm
      Sicuramente le potenze utilizzate sono maggiori rispetto alla semplice trasmissione dati, e questo aggiungerà un altro piccolo campo elettromagnetico nella propria abitazione. Attenti a non lasciarlo sul comodino di fianco al letto ('così alla mattina mi sveglio e il cellulare è bello carico'), a 30 cm dalla testa.......per me, anche se funzionasse, il gioco non vale la candela
      • Funz scrive:
        Re: mmmm
        - Scritto da: bubu
        Sicuramente le potenze utilizzate sono maggiori
        rispetto alla semplice trasmissione dati, e
        questo aggiungerà un altro piccolo campo
        elettromagnetico nella propria abitazione.
        Attenti a non lasciarlo sul comodino di fianco al
        letto ('così alla mattina mi sveglio e il
        cellulare è bello carico'), a 30 cm dalla
        testa....Dar WIN
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