Google e Apple giocano con la sicurezza di OS X

Il servizio anti-virale online di Mountain View apre la propria sandbox agli eseguibili per OS X, mentre Apple fornisce una giustificazione ufficiale ai problemi con le app senza certificato verificatisi nei giorni scorsi

Roma – Dopo aver aggiunto OS X ai sistemi operativi supportati per l’analisi on-line dei sample virali, VirusTotal ha ora annunciato un ulteriore miglioramento alla compatibilità con la piattaforma di Apple grazie all’esecuzione del codice (potenzialmente) malevolo nella sandbox del servizio.

L’analisi del comportamento dei file eseguibili è una funzionalità già da tempo disponibile per i programmi Windows (formato PE) e Android, spiegano da VirusTotal , e ora anche i file caricati online nei formati compatibili con il servizio (eseguibili Mach-O, DMG e archivi . zip per le app) verranno inviati alla macchina di esecuzione virtuale della sandbox.

Come esemplificato nei casi indicati sul blog ufficiale, i report per i singoli sample virali per OS X includono ora anche una nuova scheda sulle “informazioni comportamentali”, dove si potranno consultare i file aperti o creati, i processi avviati o anche il traffico di rete gestito dall’eseguibile caricato online.

L’analisi comportamentale dei sample virali per OS X è disponibile su file caricati direttamente sul sito di VirusTotal, tramite l’apposito uploader per il sistema di Cupertino e tramite la API del servizio, spiegano gli ingegneri di Google.

I rischi di sicurezza sono una questione sempre più pressante anche sui gadget e i PC di Apple, e da Cupertino sono sempre più spesso costretti a fornire spiegazioni che in passato raramente sono arrivate.
Ultimo esempio della nuova tendenza, la lettera spedita agli sviluppatori riguardo alle app malfunzionanti a causa di un certificato crittografico scaduto : il nuovo certificato (basato su algoritmo SHA-2) era già stato rilasciato a settembre, dice Apple, ma problemi di cache e sincronizzazione delle app in locale hanno portato ai malfunzionamenti denunciati dagli utenti nei giorni scorsi.

Alfonso Maruccia

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  • aldo scrive:
    ma nooo
    è solo una questione di costi. il formato raw non è uno solo. ce ne sono tanti e bisogna convertire. e convertire costa tempo e soldi. punto.
  • Basilisco di Roko scrive:
    Negativi e diapositive
    Ai tempi della fotografia analogica molti giornali e riviste richiedevano esplicitamente che le foto venissero inviate su pellicola invertibile (diapositiva) e non su negativo, adducendo motivazioni molto simili: sul negativo a colori, per stamparlo occorreva fare in laboratorio il bilanciamento del bianco, ed a farlo era un tecnico che non aveva visto l'immagine originale, e quindi non poteva sapere se aveva ricostruito i colori correttamente (lo stesso identico problema che si ha lavorando con i files in RAW); con la diapositiva il bilanciamento del bianco era "fisso" (dipendeva dalla scelta della pellicola: c'erano quelle per interni, calibrate sulla luce artificiale, e quelle per esterni).Il problema è identico: garantire la fedeltà dei colori.
    • Passante scrive:
      Re: Negativi e diapositive
      - Scritto da: Basilisco di Roko
      Ai tempi della fotografia analogica molti
      giornali e riviste richiedevano esplicitamente
      che le foto venissero inviate su pellicola
      invertibile (diapositiva) e non su negativo,
      adducendo motivazioni molto simili: sul negativo
      a colori, per stamparlo occorreva fare in
      laboratorio il bilanciamento del bianco, ed a
      farlo era un tecnico che non aveva visto
      l'immagine originale, e quindi non poteva sapere
      se aveva ricostruito i colori correttamente (lo
      stesso identico problema che si ha lavorando con
      i files in RAW); con la diapositiva il
      bilanciamento del bianco era "fisso" (dipendeva
      dalla scelta della pellicola: c'erano quelle per
      interni, calibrate sulla luce artificiale, e
      quelle per esterni).

      Il problema è identico: garantire la fedeltà dei
      colori.E non solo dei colori...
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