Google e la tassa di Orange

Il capo della telco francese conferma l'esistenza di un accordo. BigG paga per il proprio traffico sul network francese. Una mossa strategica o la capitolazione della net neutrality?
Il capo della telco francese conferma l'esistenza di un accordo. BigG paga per il proprio traffico sul network francese. Una mossa strategica o la capitolazione della net neutrality?

Google paga per far passare il traffico sulla rete dati di Orange, anche se la somma esatta di tale “pedaggio” telematico non è al momento nota: è il CEO della telco francese Stephane Richard a confermare tutto, anche perché il business di Google è una fetta decisamente importante di tutto il traffico veicolato dal network della società. E che pone una questione non da poco per il futuro di quella che comunemente viene definità “neutralità” delle reti di trasporto rispetto ai dati che vi transitano.

Parlando con una televisione francese, Richard ha definito l’accordo tra Orange e Google un “bilanciamento di forze” tanto più necessario se si considera che il 50 per cento del traffico del provider è generato proprio dalle varie e multiformi “proprietà” telematiche di Mountain View.

Google non fa dunque altro che “compensare” Orange per volumi di traffico sostenuti, dice Richard, in un mercato caratterizzato da una forte interdipendenza tra aziende telematiche (come appunto Google) e provider di connettività che non ha davvero bisogno di scontri frontali tra le due parti. In realtà, dice Forbes , dietro la scelta di Google di pagare ci potrebbe essere una motivazione strategica: Orange è una presenza importante in Africa , e con questo accordo BigG potrebbe stare ritagliandosi una posizione di vantaggio in previsione della sempre più rapida espansione di un mercato fin qui poco presente nello scenario mondiale.

Le critiche di Richard per quanto attiene la “concertazione” nel mercato digitale sono invece rivolte a Free e alla decisione di bloccare tutta la pubblicità online veicolata attraverso la rete francese, un’iniziativa che ha spinto il governo d’oltralpe a intervenire sulla questione.

Alfonso Maruccia

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21 01 2013
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