Chiunque abbia mai presentato qualcosa su Google Meet conosce bene il problema: la presentazione occupa tutto lo schermo e i partecipanti spariscono. Se si mostra un foglio di calcolo, qualcuno fa una domanda, e per vedere chi ha parlato bisogna fare le acrobazie con le finestre.
Adesso Big G ha risolto il problema, con un aggiornamento piccolo, ma benedetto: la possibilità di staccare il contenuto condiviso in una finestra indipendente. La presentazione vive per conto suo, la riunione continua nell’altra finestra, e finalmente si possono fare entrambe le cose in tutta tranquillità.
Su Google Meet è possibile spostare le presentazioni in una finestra separata, come funziona
Basta passare il mouse sulla presentazione attiva, compare la barra di controllo in basso, e accanto ai pulsanti “Schermo intero” e “Zoom” si troverà una nuova icona: “Apri in una nuova finestra”. Un clic e il contenuto si sgancia dalla scheda del browser.
A quel punto si hanno due finestre separate: una con i volti dei colleghi, l’altra con il documento condiviso. Si possono ridimensionare, spostare su monitor diversi, tenerle fianco a fianco. È possibile guardare le reazioni delle persone mentre si score un foglio di calcolo, un lusso che prima richiedeva due schermi e una buona dose di creatività nella gestione delle finestre.
La funzione è in fase di roll out per gli abbonati Google Workspace nel canale Rapid Release. Chi è nel canale Scheduled Release dovrà aspettare il 23 febbraio.
Google Meet e Microsoft Teams diventano interoperabili
Nel frattempo, Google Meet ha fatto un altro passo interessante: l’interoperabilità con Microsoft Teams per le riunioni. Significa che è si può partecipare alle chiamate Teams da hardware Google Meet e viceversa. Anche sei poi nei fatti, le cose sono più complicate.
Dal lato Google serve un dispositivo hardware basato su Chrome OS, tipo un Chromebox con controller touch, per accedere alla sala d’attesa di Teams. Dall’altro lato, chi vuole collegarsi a Google Meet da Teams deve avere un dispositivo Microsoft Teams Room basato su Windows. Insomma, servono configurazioni specifiche sulle caselle di posta Exchange, verifiche sulle politiche di sicurezza del tenant, URL di Google aggiunti alle liste di eccezioni. L’interoperabilità tra piattaforme di videoconferenza è una di quelle cose che dovrebbero essere semplici e non lo sono mai…