Google e Meta devono pagare gli editori in Australia

Google e Meta devono pagare gli editori in Australia

Google, Meta e TikTok devono sottoscrivere accordi con gli editori australiani per evitare una tassa pari al 2,25% delle entrate locali dal 1 luglio.
Google e Meta devono pagare gli editori in Australia
Google, Meta e TikTok devono sottoscrivere accordi con gli editori australiani per evitare una tassa pari al 2,25% delle entrate locali dal 1 luglio.

Google, Meta e TikTok rischiano pesanti sanzioni in Australia se non sottoscrivono un accordo con gli editori locali per la pubblicazione delle news sulle piattaforme. Lo scopo del cosiddetto News Bargaining Incentive è garantire un giusto compenso per il lavoro dei giornalisti. L’obbligo dovrebbe entrare in vigore il 1 luglio 2026.

Tassa fino al 2,25% delle entrate locali

In base ad una legge del 2021 (News Media Bargaining Code), i social media e i motori di ricerca devono pagare gli editori per le news pubblicate sulle loro piattaforme. Meta aveva quindi bloccato la condivisione delle news su Facebook e Instagram, ma successivamente ha iniziato a sottoscrivere accordi con gli editori australiani (non rinnovati alla scadenza nel 2024).

A metà dicembre 2024, il governo guidato da Anthony Albanese ha presentato una versione aggiornata della legge (News Bargaining Incentive) che offre due alternative alle Big Tech con entrate uguali o superiori a 250 milioni di dollari australiani. Google, Meta e TikTok sono ancora obbligate a sottoscrivere accordi con gli editori. In caso contrario dovranno pagare una tassa pari al 2,25% delle entrate locali.

Il Ministro delle Comunicazioni (Anika Wells) ha dichiarato:

Le persone ricevono sempre più notizie direttamente da Facebook, TikTok e Google, e crediamo sia giusto che le grandi piattaforme digitali contribuiscano al duro lavoro del giornalismo che arricchisce i loro feed e che genera i loro ricavi. Le piattaforme dovrebbero stipulare accordi con le testate giornalistiche. Se decidono di non farlo, finiranno per pagare di più.

In pratica, il governo incasserà la tassa e poi finanzierà gli editori in base al numero dei giornalisti impiegati. Un portavoce di Meta ha dichiarato che si tratta di un sussidio statale e che è praticamente una tassa sui servizi digitali. Anche Google è contraria all’introduzione della nuova legge che dovrebbe essere applicata dal 1 luglio. Nessun commento è arrivato da TikTok.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
28 apr 2026
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