Google per cellulari parla coreano

La prima incarnazione mobile del celebre motore di ricerca verrà realizzata in Corea del Sud. Accordo strategico con l'operatore di punta del mercato locale

Seoul – Una versione speciale del motore di ricerca più utilizzato al mondo, Google , sbarcherà sui cellulari degli utenti SK Telecom , l’operatore leader del mercato sudcoreano. Il nuovo search engine sarà progettato specificamente per venire incontro alle esigenze degli utilizzatori di telefonia mobile e sarà accessibile tramite un apposito portale realizzato dall’operatore.

“Il prodotto debutterà a partire dal prossimo mese”, hanno dichiarato i portavoce di SK Telecom, “e potrà essere utilizzato per effettuare ricerche sia sul Web internazionale, che su una rete di contenuti accessibili esclusivamente agli utenti mobili”. È la prima volta che Google sbarca sui cellulari, nonostante l’azienda abbia già sviluppato alcuni applicativi destinati all’uso su piattaforma mobile, come News Mobile . Il motore di ricerca per cellulari utilizzerà una tecnologia per ridimensionare automaticamente immagini e testi provenienti dal Web, così da permetterne la visualizzazione sui piccoli schermi dei telefoni mobili.

Con questa mossa, Google cercherà di conquistare il mercato della ricerca online in Corea del Sud, dove il portale autoctono Daum svetta tra le preferenze degli utenti locali. Attualmente, Google ha soltanto l’1,2% del mercato sudcoreano. L’azienda californiana ha recentemente investito molte risorse in Corea del Sud, con l’apertura di un laboratorio di ricerca che darà lavoro ad oltre 120 scienziati.

Tommaso Lombardi

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    primi passi
    portate pazienza questi sono i primi passi, la strada è il no copyright ma ci vorrà qualche anno intanto segnamo un piccolo punto a favore
  • Anonimo scrive:
    Ma...
    ... l'autore dell'articolo dimentica (o non sa) che, al contrario di altri paesi europei, la Gran Bretagna ha deciso di non recepire la parte dell'art. 5 della Direttiva 2001/29/CE in cui si prevede il compenso per copia privata.In sostanza: gli stati membri possono scegliere se applicare o meno l'eccezione. Se la applicano, devono prevedere la corresponsione dell'equo compenso,La Gran Bretagna ha deciso di non recepire l'eccezione per copia privata, quindi, le copie di audiogrammi e videogrammi per uso personale senza fine di lucro SONO ILLEGALI e punite penalmente...Se la Gran Bretagna cambia la legge, e quindi consente la copia privata, E' OBBLIGATA a subordinarla alla corresponsione dell'equo compenso, in ottemperanza della citata direttiva.Cosa che l'industria discografica inglese vorrebbe... Suggerirei all'autore dell'articolo di studiarsi la differenza tra il diritto dell'autore (che dura in generale fino a 70 anni successivi alla morte dell'autore), dai diritti cd. "connessi", come il diritto del produttore di fonogrammi (la definizione di fonogramma la trova nel WPPT :=) ), questo dura 50 anni dalla prima fissazione del fonogramma. In realtà la discografia vorrebbe aumentare il termine di durata...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma...

      Se la Gran Bretagna cambia la legge, e quindi
      consente la copia privata, E' OBBLIGATA a
      subordinarla alla corresponsione dell'equo
      compenso, in ottemperanza della citata
      direttiva.Cioè per te il fatto che passi il diritto alla copia privata vuol dire non cambiare nulla?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma...
      Se la Gran Bretagna cambia la legge, e quindi consente la copia privata, E' OBBLIGATA a subordinarla alla corresponsione dell'equo compenso, in ottemperanza della citata direttiva.Ben venga questo se mi si consente la copia (visto come siamo messi noi)
  • Anonimo scrive:
    imprecisione
    C'è un'imprecisione. La proposta respinta dal pensatoio ("think thank") riguardava l'estensione del copyright per le REGISTRAZIONI AuDIO oltre il termine attuale, che è di 50 anni dalla registrazione. La morte dell'autore nel caso delle registrazioni è irrilevante.
    • Guybrush scrive:
      Re: imprecisione
      - Scritto da:
      C'è un'imprecisione. La proposta respinta dal
      pensatoio ("think thank") riguardava l'estensione
      del copyright per le REGISTRAZIONI AuDIO oltre il
      termine attuale, che è di 50 anni dalla
      registrazione. La morte dell'autore nel caso
      delle registrazioni è
      irrilevante.E mi pareva.E' stata la prima cosa che sono andato a guardarmi qua:http://www.ippr.org.uk/pressreleases/?id=2404L'articolo in inglese e' preciso, quello di PI un po' meno.
      GT
  • Anonimo scrive:
    Ma non è compito dell'industria decidere
    ...quello è il compito del Governo!Spero che Prodi non legga questa dichiarazione se no siamo fott**i...ci farà pagare la tassa sulle mutande per darci il grande dono della copia privata!
    • Guybrush scrive:
      Re: Ma non è compito dell'industria deci
      - Scritto da:
      ...quello è il compito del Governo!

      Spero che Prodi non legga questa dichiarazione se
      no siamo fott**i...ci farà pagare la tassa sulle
      mutande per darci il grande dono della copia
      privata!Suvvia non e' che con Urbani c'e' andata meglio eh?
      GT
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non è compito dell'industria deci
      - Scritto da:
      Spero che Prodi non legga questa dichiarazione se
      no siamo fott**i...ci farà pagare la tassa sulle
      mutande per darci il grande dono della copia
      privata!Perché, il sovrapprezzo che si paga sui CD vergini (anche se ci metto le mie foto) cos'è allora?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non è compito dell'industria deci
      - Scritto da:
      ...quello è il compito del Governo!

      Spero che Prodi non legga questa dichiarazione se
      no siamo fott**i...ci farà pagare la tassa sulle
      mutande per darci il grande dono della copia
      privata!Urbani allora la aveva addirittura prevista! (veggente come il divino otelma) dato che paghiamo LA TASSA sui supporti vergini (anche se ci metti dei dati) e dato che la ineffabile paperella yeye (carlucci) voleva pure la TASSA su internet....
  • Cobra Reale scrive:
    Molto bene
    Un bell'esempio dalla cara vecchia Inghilterra, spero che anche l'Italia faccia qualcosa. Penso che molti nostri politici - indipendentemente dallo schieramento - siano come le meduse: si muovono poco, vanno lontano solo se spinti dalle correnti. Se un altro Paese Europeo - specie se moderno ed autorevole come l'UK - fa qualcosa, ci sono delle discrete (o quantomeno minime) possibilità che gli altri lo seguano, anche il nostro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Molto bene
      - Scritto da: Cobra Reale
      Un bell'esempio dalla cara vecchia Inghilterra,
      spero che anche l'Italia faccia qualcosa. Penso
      che molti nostri politici - indipendentemente
      dallo schieramento - siano come le meduse: si
      muovono poco, vanno lontano solo se spinti dalle
      correnti. Se un altro Paese Europeo - specie se
      moderno ed autorevole come l'UK - fa qualcosa, ci
      sono delle discrete (o quantomeno minime)
      possibilità che gli altri lo seguano, anche il
      nostro.(quote)Risponde il vicedirettore di IPPR, Ian Kearns (nella foto), secondo cui "per quanto riguarda la protezione degli interessi dei detentori dei diritti, l'enfasi dell'industria della musica è stata posta sempre sulla necessità di colpire la distribuzione illegale e non tanto di perseguire la copia personale, il che è giusto. Ma non è compito dell'industria decidere i diritti dei consumatori, quello è il compito del Governo".La proposta di IPPR non arriva a caso proprio adesso. Uno studio appena effettuato dai consumatori del National Consumer Council e ripreso anche dalla BBC sostiene che più di metà dei consumatori inglesi è oggi fuorilegge in quanto copia i CD sui propri computer e sui lettori portatili. Secondo gli autori del rapporto "l'idea di tutti i diritti riservati non ha senso nell'era digitale, e non ha senso avere una legge che chiunque viola. Per dare alla proprietà intellettuale una legittimità dobbiamo partire dal rispetto del pubblico".(/quote)Cioè... ho letto bene io o sto sognando?
Chiudi i commenti