Google verso la Babele mobile?

L'area servizi di traduzione di BigG si dichiara ottimista. Entro pochi anni potrebbe essere realtà un primo cellulare capace di funzionare da interprete universale. Con qualche dubbio degli accademici
L'area servizi di traduzione di BigG si dichiara ottimista. Entro pochi anni potrebbe essere realtà un primo cellulare capace di funzionare da interprete universale. Con qualche dubbio degli accademici

In molti hanno ricordato il fantastico BabelFish , il piccolo pesce che – nel libro Guida galattica per autostoppisti (vedi nota in fondo) – permette a chiunque di comprendere i segreti di qualsiasi lingua dell’universo. Google ha annunciato che entro i prossimi due anni potrebbe svelare al mondo il primo telefono cellulare in grado di tradurre istantaneamente le conversazioni avviate in migliaia di lingue .

Una sfida che BigG ha tutta l’intenzione di vincere sul campo, partendo da quelle che sono le sue attuali tecnologie nella traduzione simultanea. Come Google Translate, sistema automatico capace di scansionare milioni di documenti online, restituendoli in quelle che a oggi sono 52 lingue del mondo .

“Crediamo che il tipo di traduzione speech-to-speech sia realizzabile, che funzionerà bene in pochi anni”. A parlare è stato Franz Och, a capo della divisione dei servizi di traduzione di Mountain View. Google si era già messa all’opera per la realizzazione di un sistema di riconoscimento vocale capace di prendere ordini di ricerca da parte delle labbra dell’utente e non dalle sue dita, disponibile sui terminali Android e su iPhone.

Il sistema pensato da BigG dovrebbe invece lavorare come un vero e proprio interprete, analizzando pacchetti di comunicazione , mettendo insieme singole parole, espressioni, prima di capire l’intero significato del discorso. Il tutto, ovviamente, in tempo reale. “È chiaro – ha continuato Och – affinché funzioni in maniera scorrevole c’è bisogno di una combinazione di un meccanismo di traduzione affidabile e di un sistema di riconoscimento vocale accurato”.

E proprio a questo starebbero lavorando quelli di Google, che si sono mostrati particolarmente convinti nelle loro potenzialità grazie ai progressi emersi sul campo. Och ha sottolineato come la questione dei dialetti o delle cadenze verrà superata nel momento in cui il sistema sarà capace di allenarsi ad ascoltare l’utente , prendendo confidenza con inflessioni e vocabolari personali.

L’idea di Och sta nell’inserire nel futuro sistema una quantità enorme di dati, permettendogli di godere di una qualità migliore. Ma qualcuno non ha esitato a mostrare un certo scetticismo. David Crystal, professore di linguistica alla Bangor University in Galles, ha sottolineato come attualmente non ci sia un dispositivo capace di garantire un riconoscimento vocale al passo con i vari, veloci accenti. Stando a Crystal, Google avrà un solo ostacolo: capire lo stretto slang di Glasgow.

Mauro Vecchio

Nota: Cos’è un Babelfish? “Il Babelfish è piccolo, giallo, ricorda una sanguisuga ed è forse la cosa più strana dell’universo. Si ciba dell’energia delle onde cerebrali, assorbendo frequenze inconscie ed espellendo una matrice di frequenze conscie verso i centri cerebrali del linguaggio. La conseguenza pratica è che se ve ne ficcate uno nell’orecchio, comprenderete istantaneamente qualunque cosa, in qualunque lingua”

Douglas Adams, Guida galattica per autostoppisti (1979)

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09 02 2010
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