GPL, salta il processo negli USA?

La prova del tribunale per la GPL potrebbe saltare: la società accusata di violare la licenza GPL2 ha infatti deciso di adempiere quanto prima a quanto richiesto dalla licenza GNU
La prova del tribunale per la GPL potrebbe saltare: la società accusata di violare la licenza GPL2 ha infatti deciso di adempiere quanto prima a quanto richiesto dalla licenza GNU

San Mateo (USA) – Come la quasi totalità delle dispute relative alla licenza GPL, anche quella tra il progetto BusyBox e la società Monsoon Multimedia sembra destinata a risolversi con un accordo extragiudiziale.

Lunedì Monsoon ha infatti diffuso un breve comunicato in cui ammette la violazione della licenza GPL2 e annuncia l’intenzione di negoziare con gli sviluppatori di BusyBox per risolvere la questione fuori dalle aule del tribunale.

L’azienda ha promesso che entro le prossime settimane rilascerà sul proprio sito myhava.com il codice di BusyBox da lei modificato , adempiendo così agli obblighi della GPL.

“Dal momento che intendiamo e abbiamo sempre inteso rispettare tutti i requisiti delle licenze open source, siamo fiduciosi del fatto che la questione si risolverà in breve tempo”, ha affermato Graham Radstone, chairman e COO di Monsoon.

Come si è riportato lunedì, la scorsa settimana il centro di consulenza legale Software Freedom Law Center , agendo in rappresentanza degli sviluppatori di BusyBox, ha querelato Monsoon accusandola di utilizzare il noto tool GPL all’interno delle sue appliance commerciali senza ridistribuirne il codice. La denuncia ha suscitato molto interesse nel mondo informatico e giuridico, e ciò perché in USA la GPL non ha mai affrontato la prova del tribunale .

BusyBox fornisce un insieme delle più comuni utility Unix all’interno di un singolo file binario, ed è utilizzato da quasi tutti i device embedded basati sul kernel di Linux.

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25 09 2007
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