Grid computer contro il cancro

In un progetto con pochi precedenti in Europa il governo inglese darà vita con IBM ad un grid computer per la diagnosi precoce del cancro alla mammella


Oxford (Gran Bretagna) – IBM ha collaborato con la Oxford University e il governo britannico per lanciare un grid computer che potrebbe rappresentare un’arma preziosa a favore della lotta contro il cancro, in particolare quello della mammella.

Il grid, chiamato eDiamond, lavora in modo molto simile ai più noti network per il calcolo distribuito, come SETI, e consiste in una serie di computer e di server connessi fra loro attraverso Internet e configurati per condividere risorse di calcolo e di archiviazione.

La “griglia” di IBM connetterà fra loro vari ospedali e cliniche specializzate che operano in Inghilterra e servirà per archiviare, catalogare e analizzare milioni di mammografie digitalizzate.

Il software che svolgerà questo compito è stato sviluppato da una società inglese, la Mirada Solutions, ed aiuterà i radiologi a confrontare e analizzare le mammografie archiviate nel network di eDiamond – questo a prescindere da dove o quando esse siano state create – e ottenere in questo modo diagnosi più veloci e affidabili.

“Stiamo applicando le poderose risorse di calcolo di un grid computer per creare un imponente “photo album” di scansioni di mammografie che verranno messe a disposizione da medici specializzati operanti in tutta la Gran Bretagna”, ha dichiarato Nicholas Donofrio, senior vice president, technology and manufacturing di IBM.

IBM si aspetta che grazie a questo network, e all’immenso database di mammografie in formato digitale che metterà a disposizione dei medici, sarà possibile condurre studi più approfonditi su questo tipo di cancro e sulle relazioni esistenti con lo stile di vita delle persone che ne sono afflitte.

Nel prossimo futuro il grid computer di IBM potrebbe espandersi fino a comprendere tutti i 92 centri di controllo sparsi per la Gran Bretagna.

IBM sostiene che il suo grid computer sarà composto da tecnologie ampiamente disponibili sul commercio: in particolare, i computer saranno dei comuni PC e il software su cui si baserà la griglia sarà basato sul progetto open source Open Grid Services Architecture ( OGSA ) promosso dalla stessa Big Blue.

Proprio pochi giorni fa IBM ha annunciato che tutte le tecnologie e il codice messo a disposizione di OGSA sarà libero da royalty e potrà dunque essere liberamente utilizzato anche nel campo del free software.

Il grid computing, secondo IBM, “consente di condividere enormi risorse di calcolo, dati e applicazioni in tutto il mondo con la stessa facilità con le quali le informazioni vengono scambiate tramite Internet”.

Le applicazioni di grid computing stanno guadagnando sempre più interesse da parte della comunità scientifica, inclusa quella medica, per la loro capacità di ottimizzare lo sfruttamento delle risorse di calcolo e di archiviazione di ogni singolo istituto, laboratorio o centro di ricerca, e consentire nello stesso tempo un maggior grado di collaborazione fra ricercatori.

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  • Anonimo scrive:
    NUOVO BREVETTO PER TRANSAZIONI SICURE
    bject: Brevetto innovativo per transazioni monetarie tramite cellulareSi ricercano partners per sviluppo, implementazione ed utilizzodi un innovativo brevetto, depositato il 5/11/03 alla camera di commercio Milano, avente per titolo: "Metodo e dispositivi per eseguire controlli di sicurezza in scambi elettronici di messaggi" Il metodo è applicabile in particolare a transazioni monetarie, quali quelle eseguite con carte di credito o di debito e simili, sia in internet sia da POS, che si può concretamente realizzare tramite chip inserito nel telefono cellulare.Il sistema è assai più semplice e sicuro degli attuali (Bankpass compreso).In estrema sintesi il nuovo metodo è costituito da un generatore di numeri di carta di credito del tutto singolari, che hanno la proprietà di essere variabili e monouso.Essi sono tali da poter essere utilizzati senza l?incubo della segretezza della quale il vecchio numero di carta di credito ha invece necessità.Ciò ne rende assai più sicuro l?utilizzo.Le caratteristiche tecniche del metodo aumentano grandemente il livello di sicurezza perché il nuovo numero può essere generato dal solo utente e da nessun altro, nemmeno dall'istituto emittente.L?istituto emittente può solo riconoscere l?autenticità dei numeri, ma non potrà mai generare numeri validi.Ciò libera lo stesso istituto di credito emittente la nuova carta di credito, da responsabilità derivanti dall'uso fraudolento del sistema.Per approfondimenti Vi invitiamo a contattarci via e-mail all?indirizzo info@spiderkey.com od a consultare il sito www.spiderkey.comDistinti SalutiSpiderkeyIl metodo più sicuro e semplice per comprare?e non solo
  • Anonimo scrive:
    D'accordo con alcune critiche ma....
    Ciaoho letto tutto il 3D e lo scetticismo generale...io gestisco un sito che a breve metterà a disposizione dei propri utenti Bankpass e vorrei rispondere su alcuni punti :- La sicurezza per l'utente...molti dicono che è UGUALE perchè basta che rubino username e password anzichè il numero di carta di credito e il gioco è fatto...vero, ma ammetterete che, oltre al fatto che questo vale ad es. per qualsiasi conto bancario online, è decisamente più difficile, se l'utente utilizza un minimo di accortezza ( e qua sarebbe da fare un lungo discorso sulla cultura della sicurezza..ad es. quanti scelgono come password il proprio nome... :-( ) Il numero di carta è recuperabile veramente da chiunque ( basta un qualsiasi commesso di qualsiasi punto vendita che abbia accesso agli scontrini POS ) ....- L'uso del bancomat..mi pare un passo avanti constatando la diffusione di questo sistema di pagamento in Italia rispetto alle carte di credito- Le carte prepagate...fino ad oggi ci sono innumerevoli tentativi, ma mi pare nessun successo...possono avere un senso per i micropagamenti, ma chi mai immobilizza un importo su una carta per farne un uso saltuario lasciando poi un residuo inutilizzato per un sacco di tempo ( le procedure di recupero dei soldi sono spesso costose o macchinose ). Nessuno fa pagamenti su internet con frequenza anche lontanamente paragonabile alla frequenza con la quale fa acquisti off line nè tantomeno alla frequenza con la quale telefona ( unico vero caso di successo delle carte prepagate )- I numeri di carta virtuale ( tipo Moneta on line ) ..questo è un servizio incluso in bankpass. Infatti quando un utente bankpass fa un acquisto su un sito NON CONVENZIONATO, ad es. un sito che usa Banca Sella o un sito estero tramite bankpass può generare un numero di carta virtuale "usa e getta"- La sicurezza degli esercenti... questo è uno dei pochi veri problemi di sicurezza esistente nei pagamenti online attuali...tutti i rischi sono a carico degli esercenti. I titolari di carte rischiano una seccatura, talvolta una "grossa" seccatura, ma alla fine rientrano sempre in possesso del proprio denaro. Le banche non fanno una piega e si riprendono i soldi dagli esercenti...alla fine chi paga ( e tanto ) per i rischi connessi al livello di sicurezza RIDICOLO del sistema delle carte di credito siamo comunque noi...quindi ben venga un sistema che ci tutela in questo senso.Alla fin fine credo che bankpass sia un tentativo , sicuramente perfettibile e con parecchie lacune, di superare alcune grosse limitazioni dei sistemi attuali...vedremo se avrà successo. Concordo sul fatto che la politica commerciale ( un canone annuale per un servizio che si usa qualche volta l'anno attualmente ) è suicida ...piuttosto meglio far pagare un costo di transazione , anche più alto, ma NESSUN canone....ma si sa..sono banche :-)Ciao a tuttiGiorgio BrojanigoBow.it
  • Anonimo scrive:
    E dove sta la sicurezza?
    Ok il sistema è più complicato per chi lo usa, ma forse anche per i truffatori, ma spiegatemi una cosa. Se un hacker, o come li vogliamo chiamare, è in grado di reperire il mio numero di carta di credito da Internet, vuoi con un trojan, vuoi accedendo a determinate banche dati o in chissa quali modi, perchè non dovrebbe essere in grado di recuperare il mio user ID e la password nello stesso modo per poi utilizzarlo a suo piacimento?Parlando di pagamenti elettronici, avevo letto da qualche parte di un sistema che permetteva di effettuare l'acquisto e poi confermarlo da una postazione ATM, impedendo quindi il passaggio di dati sensibili, è mai stato attivato?
    • Anonimo scrive:
      Re: E dove sta la sicurezza?
      ma scusa mica bisogna essere hackers per reperire il numero della tua carta di credito ! quello ce l'hanno tutti i siti dove effettui gli acquisti !
      • Anonimo scrive:
        Re: E dove sta la sicurezza?
        la sicurezza ata nella testa di chi possiede una carta di credito: come ogni mattina si controlla quanti soldi ci sono nel portafoglio... ogni giorno si controlla i conto della carta di credito e si verificano i pagamenti effettuati
    • Anonimo scrive:
      Re: E dove sta la sicurezza?
      Il problema grosso dei pagamenti online è la disinformazione che hanno messo in giro i media.Ormai la stragrande maggioranza delle persone è convinta che :1) Commercio elettronico = carte di credito quindi..se non ho una carta o non mi fido a inserirla in internet allora NON POSSO FARE acquisti online... noi abbiamo il 15% di transazioni regolate con carte di credito..TUTTO il resto con contrassegno, rate, bonifico, vaglia etc etc...la maggior parte dei siti di vendita ha numerosi mezzi di pagamento OLTRE le carte ma questa informazione non passa.2) La carta di credito è pericolosa online perchè gli HACKER mi rubano il numero...ma dove ? ma quando ? ma soprattutto...che bisogno c'è di un hacker ??? vai in qualsiasi supermercato, cerca uno scontrino pagato con carta di credito ed ecco che hai battuto qualsiasi hacker alle prese con trojan, key logger etc etc ...frega l'estratto conto dalla casella del vicino e il gicoo è fatto...il problema non è nella sicurezza in internet...è nella sicurezza delle carte...basta conoscere un numero per fare acquisti e questo numero te lo scrivono dappertutto....Ciao
  • Anonimo scrive:
    sistemi mondiali e non regionali per l'e-commerce
    perché inventarsi sistemi validi solo per l'italia, solo per i titolari di un conto presso una delle banche bankpass, quando a livello mondiale le carte di credito più conosciute hanno appena annunciato sistemi sicuri di pagamento online estremamente facili?i sistemi sicuri di pagamento online che avranno successo in futuro saranno quelli che avranno una diffusione internazionale e una grande facilità d'uso. internet è un fatto mondiale e non locale.trovo quindi inutili simili proposte...
  • Anonimo scrive:
    Quello che vorrei vedere..
    E' *uno* *standard* *aperto* per le tecnologie di firma digitale tramite smart-card. Pagamenti sicuri ed un sacco di altre funzioni senza bisogno di questi accrocchi (con tutto il rispetto per chi oggi e' costretto ad implementarli).
  • Anonimo scrive:
    Già esiste da almeno 1 anno...
    Si chiama Moneta Online di INTESA BCI e la può usare chiunque, anche chi non ha un conto in banca... genera un codice virtuale di carta di credito VISA e i soldi vengono prelevati da un fondo "ricaricabile",come le ricariche dei telefonini!bella novità!
  • Anonimo scrive:
    bankpass non è solo tecnologia brutta o bella
    Credo che il fatto che si siano mossi L'ABI e SSB sia di fondamentale importanza. Leggendo il forum ho notato che spesso si citano servizi e prodotti di singoli attori (Banca Sella, We@Bank, ecc.)che non hanno il peso di ABI. Bankpass è comunque un'ottima opportunità per dare una smossa alle braci dell'e-comm che stanno sotto le ceneri della osannata net economy. Sono d'accordo che il servizio, da un punto di vista della sicurezza informatica, non sia il meglio sul mercato... è comunque un passo avanti. Credo inoltre che tutto il settore info potrebbe beneficiare di un aumento delle transazioni via web.Critici sempre, va bene, ma i benefici sarebbero a più ampio raggio...Ci tengo a precisare che non sono direttamente interessato allo sviluppo di Bankpass ma del web sì.
  • Anonimo scrive:
    E se bankpass fosse...
    E se il servizio Bankpass fosse offerto:1. gratuitamente. Sappiamo che sono molti i metodi per rendere accettabile la soglia di redditività di un conto corrente (interessi applicati, spese per scrittura contabile, o, cosa auspicabile, canone fisso annuo onnicomprensivo ipotesi 100 euro)2. insieme ad una carta di credito pre pagata. il possessore del conto corrente utilizzerebbe tale carta come un vero e proprio portafoglio: la carta di credito prepagata verrebbe caricata prima di "uscire a fare la spesa" sul web. Sarebbe auspicabile che i costi di tale carta di credito fossero compresi nell'una tantum di cui sopra (es. 100 euro)3. Bancomat. Forse la vera novità del servizio è data dalla possibilità di utilizzare il bancomat su Internet: sono molti coloro che non vogliono o non possono avere una carta di credito, così come è ormai diffuso il bancomat per i pagamenti presso gli esercenti, penso al PagoBancomat.In sintesi: un servizio "gratuito" con carta di credito creata appositamente per il web "gratuita" e in più la possibilità di usare il Bancomat... che ne dite?
  • Anonimo scrive:
    www.paypal.com
    www.paypal.com
  • Anonimo scrive:
    forse mi sfugge qualcosa..
    ma scusate.. se ho capito bene in questo modo una persona non dovrà piu' inserire il proprio numero di carta di credito, ma, nei siti convenzionati, solamente username e password.. e allora? che cosa cambia? se usernname e/o password vengono rubati/scoperti, un truffatore puo' sostituirsi in tutto e per tutto al legittimo proprietario della carta e fare quel che vuole a nome suo..
  • Anonimo scrive:
    Qualcuno ha provato mobilmat?
    Mobilmat (www.mobilmat.it) offre un marchingegno in base al quale l'autenticazione del pagamento viene fatta senza password o numeri di carta di credito ma tramite una chiamata del cellulare a un numero verde.Mi sono registrato e ho visto che la login al sito funziona, (invece che inserire username e password bisogna telefonare a un numero verde e mettere il PIN) ma non ho mai provato a pagare.... qualcuno lo ha fatto? Funziona?
  • Anonimo scrive:
    bankpass vs paypal
    ..ora capisco come mai in tutta Europa, Italia a parte, è possibile "interfacciarsi" dalla propria banca con paypal. Forse era meglio se sceglievano di copiare il sistema di paypal, una specie di uovo di colombo che consente il pagamento attraverso l'e-mail.E-bay aveva messo in piedi un sistema simile, e vistoche poi paypal stava surclassando tutti, in puro stile "winners take all", ha deciso di comprarselo qualche mese fa'.
  • Anonimo scrive:
    Consiglio...
    http://punto-informatico.it/p.asp?i=39732
  • Anonimo scrive:
    In effetti è una cazzata... ma...
    Pretendere di affidare la sicurezza di quello che si vorrebbe come lo standard dei pagamenti online ad una semplice e banalissima password è una cazzata.Le password possono essere ricavate da malintenzionati in svariati modi, chi ne sa un po' di informatica lo sa bene. Il problema ruota intorno al riconoscimento CERTO dell'identità di una persona online: secondo me una possibile soluzione sta nei sistemi di identificazione biometrici, come i rilevatori di impronte digitali che si connettono al pc, certificando in questo modo l'identità univoca della persona. Certo non è un sistema sicuro al 100%, ma sempre meglio della banale password digitata a tastiera è... anzi molto meglio, tanto che ha un'affidabilità superiore al 99% mi pare.Solo la rilevazione della superficie della retina è più sicuro. Se si implementasse un sistema di autenticazione basato sui sistemi biometrici si risolverebbero del tutto il problema delle frodi secondo me: sulla base di un'impronta digitale si potrebbe generare una chiave di 1024 o 2048 bit, che sono sicurissime. I costi dei dispositivi biometrici non so se siano ancora a portata dell'utente domestico, però nei negozi potrebbero essere tranquillamente installati secondo me, non penso che costino più dei dispositivi per fare il pagamento con carte di credito o bancomat. L'unico problema che vedo è quello della privacy, ma penso che ormai non ce ne sia più molta in giro per cui...
  • Anonimo scrive:
    Salutiamo il SET all'Italiana
    Qualche considerazione in merito:- BankPass funziona con lo schema del protocollo SET, standard studiato da Visa, MasterCard che NON ha avuto successo (non solo in Italia ma nel mondo) a causa della "cripticità" dellinserimento delle chiavi di crittografia (special modo quelle lato gateway do pagamento). Quindi BankPass mi sembra un pò come la scoperta dell'acqua calda: bene , ottimo lavoro ma NON spacciamola come "cosa nostra".- Per il momento si vedono pochi (e scettici) attori (forse perchè al corrente dello schema SET) alias "Principal Members"- L'autenticazione basata su user-password al posto di PAN è un passo avanti dal punto di vista di pagamenti on-line, ma dal punto di vista della sicurezza lo considero un passo indietro (non mi rubano il PAN ma cercano di fare lo stesso con il mio user e pw). Ben lungi quindi da considerarlo una vera "killer appl". A livello di wallet Microsoft l'aveva già inserito in Win98....- Non la menate con "impossibile rubare", i tre strati di "crittografia" ecc.. conosco il sistema piuttosto da vicino.- Spero almeno nella compatibilità browser...- Vedremo se l'orchestra marketing riuscirà a fare del BankPass un nuovo "miracolo italiano". Ma in Italia, si sà, si è molto bravi a vendere "aria fritta".- Bravi comunque a tutti i tecnici coinvolti.
  • Anonimo scrive:
    Bank ... pass e se ne và ...
    Siamo sicuri che il problema dell'e-comm sia la sicurezza dei pagamenti?? Quante sono le truffe on-line sulle carte di credito?Come soluzione si propone un sistema machiavellico basato su modello ASP (o PSP o CSP che dir si voglia ...) di cui peraltro si hanno già parecchi cadaveri ereditati dal "boom della new economy"Inoltre rendere disponibile un pagamento on-line basato su Banconmat mi sembra alquanto folle, si abbassa il livello di sicurezza su un sistema collaudato e sicuro ... vabbèBeh.. auguri, vediamo se fra sei mesi Bankpass esisterà ancora
  • Anonimo scrive:
    Insicurezza
    Questi sistemi sembrano pensati apposta per classificare i negozi online in "buoni e cattivi". Chi si affilia è buono, gli altri sono "insicuri".Chi ci rimette è il compratore on line, che si ritrova sempre più confuso e spaventato.
  • Anonimo scrive:
    Pagliacciata...
    Solite cavolate per convincere gli italiani a spendere online... senza comprendere che il grosso dell'e-comm lo si fa con aziende estere...I costi poi... fan paura
  • Anonimo scrive:
    saranno siti accessibili?
    Ho aderito a servizi internet della mia banca ed all'inizio tutto ok.Poi il servizio ha funzionato solo se ci si collegava da sistemi windows!Poi solo se si usava il solo browser microsoft!!Siccome uso normalmente altri sistemi e programmi, lascerò il servizio internet della mia banca.....Prima quindi di aderire ad un altro servizio su internet, anche se utile come quello prospettato, vorrò la garanzia scritta che i siti web a cui collegarsi SIANO VERAMENTE ACCESSIBILI.Altrimenti sono siti che non servono!
    • Anonimo scrive:
      Re: saranno siti accessibili?
      pienamente d'accordo.quindi gli altri browser (e S/O) dovranno garantire un adeguato livello di sicurezza.
    • Anonimo scrive:
      Re: saranno siti accessibili?
      Be' se trovi qualcuno che ti da una garanzia scritta fammelo sapere che mi rivolgo a lui anche io.Amico, sei il contraente debole, o accetti le loro condizioni oppure cippa, salti dalla finestra. Rassegnati, è così dagli albori della civiltà. - Scritto da: deluso e infuriato
      Prima quindi di aderire ad un altro servizio
      su internet, anche se utile come quello
      prospettato, vorrò la garanzia scritta che i
      siti web a cui collegarsi SIANO VERAMENTE
      ACCESSIBILI.
      Altrimenti sono siti che non servono!
  • Anonimo scrive:
    Peccato non funzioni la registrazione
    L'idea non è del tutto malvagia, ma le società emittenti dovrebbero curare meglio il funzionamento dei propri siti di registrazione.Ho tentato per tre giorni di effettuare la registrazione on-line sul sito di una nota società italiana ottenendo timeout in varie fasi e svariate sessioni scadute.
  • Anonimo scrive:
    usi la carta online? arrangiati...
    Sembra che stiano costruendo un fortino a parte.Ma l'ingresso quanto costerà a me che già pago il costo della carta di credito?Non dovrebbero impegnarsi di più sulla sicurezza delle carte di credito tout court?A me non piace.Sa tanto di artificiale.In effetti da un lato, per chi ha paura, ci sono le carte prepagate (cartafacile dopo anni di preparazione per esempio ora è attiva)Dall'altro, dovrebbero garantire di più le transazioni, senza costi addizionali.
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