Gruppo Mia Moglie su Facebook: sanzione per Meta da AGCOM

Gruppo Mia Moglie su Facebook: sanzione per Meta da AGCOM

AGCOM ha inflitto una sanzione di 103.291 euro a Meta per non aver fornito informazioni sul gruppo Facebook "Mia Moglie" (chiuso a fine agosto 2025).
Gruppo Mia Moglie su Facebook: sanzione per Meta da AGCOM
AGCOM ha inflitto una sanzione di 103.291 euro a Meta per non aver fornito informazioni sul gruppo Facebook "Mia Moglie" (chiuso a fine agosto 2025).

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha inflitto una sanzione di circa 103.000 euro a Meta per non aver fornito le informazioni richieste sul gruppo Facebook “Mia Moglie”. L’azienda di Menlo Park ha quindi violato l’art. 10 del Digital Services Act (DSA). L’ordinanza-ingiunzione è stata emessa il 7 ottobre e pubblicata il 3 novembre sul sito dell’autorità.

Meta ha presentato ricorso al TAR del Lazio

Il gruppo “Mia Moglie” aveva oltre 30.000 iscritti. Come ricorda AGCOM, gli utenti pubblicavano immagini di persone di sesso femminile, rese pubbliche senza il loro consenso e accompagnate da commenti sessisti, umilianti e degradanti. In seguito alle numerose segnalazioni, Meta ha chiuso il gruppo a fine agosto 2025. Circa due mesi dopo, l’autorità ha inviato a Meta una richiesta di informazioni sulla base dell’art. 10 del DSA.

Considerando anche la necessità di tutelare i minori, come previsto dall’art. 13-bis del Decreto Caivano e dalla delibera 96/25/CONS (verifica dell’età), AGCOM ha chiesto a Meta “ogni utile informazione afferente alla predetta pagina e, in particolare, il relativo contenuto, ove disponibile (anche in forma di screenshot), con specifico riferimento ad immagini, video e collegamenti ipertestuali“.

L’azienda di Menlo Park ha risposto il 18 dicembre 2025, evidenziando che il gruppo era stato rimosso da Facebook il 20 agosto e che era in contatto con la Polizia Postale (a gennaio sono state eseguite perquisizioni e indagate due persone). Meta ha inoltre aggiunto che la richiesta di AGCOM non aveva una valida base giuridica (il Decreto Caivano non sarebbe applicabile) e che l’autorità non aveva il potere di avviare un procedimento sulla base del DSA.

L’azienda non ha fornito i dati richiesti per rispettare il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e presentato ricorso al TAR del Lazio (ancora pendente), senza però chiedere un’istanza cautelare per la sospensione del procedimento. AGCOM ha quindi comunicato la violazione dell’art. 1, comma 30 della legge n. 249 del 31 luglio 1997.

Considerando la gravità della violazione e il fatturato in Italia, l’autorità ha inflitto a Meta una sanzione di 103.291 euro, la massima prevista dalla suddetta legge (200 milioni di lire). Si tratta di una somma irrisoria, ma l’azienda californiana può presentare ricorso al TAR.

Fonte: AGCOM
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Pubblicato il
5 nov 2026
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