Il caos scatenato da Stati Uniti e Israele, che sta ora scuotendo l’intero Medio Oriente, ci viene raccontato attraverso una serie di azioni e reazioni, attacchi e contrattacchi incrociati tra più stati. C’è un dettaglio non di poco conto che rischia di passare inosservato nella narrazione della guerra ed è quello che interessa una tipologia di bersaglio che potrebbe essere sempre più presa di mira nel contesto bellico odierno, per la sua importanza e criticità. Sono i data center.
Colpito il data center AWS negli Emirati
Sta già accadendo. Amazon ha reso noto domenica 1 marzo che l’alimentazione di una delle sue infrastrutture AWS negli Emirati Arabi Uniti (ME-CENTRAL-1 Region) è stata interrotta dopo che alcuni oggetti l’hanno colpita, scatenando un incendio. Al momento è ancora offline. Sappiamo che il paese è stato messo nel mirino con attacchi missilistici e con droni provenienti dall’Iran. Alcuni hanno colpito porti, aeroporti e zone residenziali.
Al di là del caso isolato (l’azienda non ha confermato se si è trattato di un bombardamento), possiamo immaginare che nel contesto di una guerra contemporanea i data center possano diventare obiettivi sensibili. Anche e soprattutto quelli che hanno un qualche legame con organi istituzionali o militari. Proprio in questi giorni, negli USA, si discute dei legami tra il Pentagono e i colossi del settore AI.
Nuovi obiettivi per la guerra di oggi
Mettere fuori uso l’infrastruttura informatica di un paese significa infliggere un duro colpo alla sua intelligence, alla capacità di coordinarsi. Sono aspetti di importanza fondamentale, come di recente ha insegnato l’impiego di Starlink e dei suoi satelliti in Ucraina.
Fermare i data center significherebbe mettere in ginocchio l’economia che oggi passa sempre più da questi enormi edifici pieni di server. Anche il solo malfunzionamento di un sistema su cui poggia il mondo online è in grado di bloccare parte del traffico globale. Lo ha dimostrato di recente il down prolungato di Cloudflare. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se qualcuno decidesse di attaccare i centri di storage ed elaborazione dati senza i quali tutti noi oggi ci ritroveremmo improvvisamente offline, impossibilitati a comunicare e lavorare. O forse, nemmeno vogliamo immaginarlo.