Il telefono squilla, dall’altra parte qualcuno dice che la bolletta è troppo alta e che ha un’offerta imperdibile, solo per oggi, ovviamente. E prima di accorgersene, si è già nel mezzo di una trattativa per cambiare fornitore di energia. Con i prezzi del gas e dell’elettricità altalenanti per la guerra in Iran e il conflitto in Ucraina, i call center aggressivi hanno trovato terreno fertile.
ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha deciso di intervenire con una serie di materiali informativi per aiutare i consumatori a difendersi.
I consigli di ARERA per proteggersi da bollette e offerte indesiderate
Il primo video pubblicato da ARERA spiega cosa fare quando un call center fa offerte energetiche non richieste e quali sono i diritti in caso di contratti attivati senza il proprio consenso. L’iniziativa prevede la pubblicazione di ulteriori suggerimenti e materiali sul sito dell’Autorità nelle prossime settimane.
Il punto fondamentale è che se si riceve una comunicazione di variazione contrattuale che non era stata concordata, ARERA invita a presentare una segnalazione allo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente. Non si è obbligati ad accettare nulla al telefono, e un contratto attivato senza il proprio consenso esplicito può essere contestato.
L’Unità di Vigilanza Energetica aiuta a monitorare l’andamento dei prezzi di luce e gas
I dati vengono aggiornati due volte al giorno, a fine mattinata con il Prezzo Unico Nazionale, nel tardo pomeriggio con la chiusura del mercato del gas. È uno degli strumenti dell’Unità di Vigilanza Energetica, nata a inizio marzo per tenere sotto osservazione l’andamento dei prezzi di elettricità e gas, sia all’ingrosso che al dettaglio.
Gli indicatori sono pubblicati quotidianamente sul sito ARERA e condivisi con il governo italiano e le istituzioni comunitarie.
La riduzione della componente CRVI
ARERA ha anche tagliato del 15% la componente tariffaria CRVI sul trasporto del gas, da 0,721 a 0,613 centesimi per metro cubo. La riduzione sarà in vigore dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027. È un intervento contenuto, ma qualcosa in bolletta si sentirà.