Guinzaglio hi-tech per i bimbi giapponesi

I genitori più ansiosi potranno smettere di preoccuparsi: in qualsiasi momento potranno cercare online la prole, sapere dove sono i propri bambini ed eventualmente far loro sapere che lo sanno. E non solo
I genitori più ansiosi potranno smettere di preoccuparsi: in qualsiasi momento potranno cercare online la prole, sapere dove sono i propri bambini ed eventualmente far loro sapere che lo sanno. E non solo


Tokyo – Lo chiamano telefonino per bambini ma è in realtà un dispositivo di telefonia mobile pensato per i genitori. In mano ad un minore, o infilato nel suo zainetto scolastico o in tasca, il nuovo cellulare lanciato dalla giapponese NTT DoCoMo consentirà ai familiari di sapere in qualsiasi momento dove si trova il proprio pargolo.

Il cellulare, più piccolo del normale e dotato di software semplificato per l’uso fin dalla più tenera infanzia, è studiato per trasmettere ad intervalli regolari , impostabili tra 15 e 60 minuti, la localizzazione del cellulare ai server di DoCoMo.

Spendendo una somma ridottissima, nell’ordine dei pochi yen al mese , i genitori possono collegarsi in modo riservato a quei server e conoscere le ultime segnalazioni oppure possono richiedere di sapere in quel preciso momento dove si trova il cellulare.

La funzionalità di rintracciamento e monitoraggio, che qualche lingua malevola chiama “guinzaglio”, non può essere disattivata dal bambino, in quanto richiede un’apposita password fornita evidentemente ai soli genitori. Spegnere il cellulare non risolve: continua a trasmettere anche da spento. E neppure togliere la batteria: soltanto con una “funzionalità speciale”, che conoscono solo i genitori, è possibile rimuoverla. Rimane ovviamente la possibilità di lasciare il cellulare a scuola, dimenticarlo sull’autobus o farlo casualmente cadere nelle acque di un fiume, di un lago o di una fontana.

Il nuovo dispositivo, il SA800i, che consente ai genitori di non recidere il collegamento continuo con la prole, dispone anche di un allarme da 100 decibel : il bambino che si trovasse in difficoltà o che fosse assalito per strada potrebbe in questo modo “richiamare l’attenzione”.

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24 11 2005
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