Hacker alla guerra delle suonerie

Riparte la sfida tra smanettoni ed Apple. In palio ci sono i 99 cent per ciascuna suoneria dell'iPhone. In mezzo, invece, l'interpretazione del concetto di fair use

Roma – È una sorta di balletto quello a cui stanno assistendo i lettori dei più celebri siti di informazione tecnologica: un continuo rincorrersi di sistemi per aggirare le protezioni, e l’annuncio conseguente di una nuova versione di iTunes che vanifica tali sforzi. A poche ore dall’uscita della versione 7.4 del più celebre jukebox musicale per Windows e Mac, sulle pagine di MacRumors era comparsa una semplice guida per aggirare le protezioni del programma ed utilizzare i propri MP3 per generare una suoneria per il proprio iPhone.

In poche ore , tuttavia, una nuova versione di iTunes, la 7.4.1, cancellava il trucchetto ed obbligava chiunque volesse ascoltare l’ultimo successo del suo idolo ogni volta che il suo cellulare squilla, ad acquistare regolarmente la suoneria su iTunes Store. Anche questa volta, però, sono bastate poche ore a scoprire un nuovo stratagemma per aggirare il blocco.

In rete sono peraltro già disponibili guide molto complete alla creazione delle proprie suonerie , con alcuni metodi, per stessa ammissione degli autori , “meno legali” di altri. La questione, ampiamente dibattuta, è se Apple abbia o meno il diritto di imporre di pagare una seconda volta per ottenere un piccolo pezzo di un brano se questo si possiede già sotto altra forma.

In teoria, secondo il principio del fair use , chiunque compri un CD dovrebbe poterci fare quello che gli pare: estrarne trenta secondi e creare una suoneria per il cellulare sembrerebbe cosa del tutto normale . “Se ti limiti ad usare la suoneria per conto tuo, molti concorderebbero che si tratta di fair use” spiega Daniel Venglarik, avvocato di Dallas, a The Register : “Molti concordano che rippare un CD in file MP3 e ascoltarlo su un lettore è lecito, e la faccenda delle suonerie sembra abbastanza simile, pronta per finire nella stessa zona grigia”.

Il problema è appunto il grigio, in questo caso la licenza accettata al momento dell’installazione di iTunes: nel testo, l’unico modo indicato per ottenere lecitamente una suoneria è l’acquisto a 99 centesimi sull’iTunes Store. “Una corte darebbe ragione ad Apple” continua Daniel, che conclude spiegando che Apple grazie a quella licenza è libera di fare “qualunque cosa desideri” , compreso far pagare due volte per lo stesso brano.

La faccenda non piace neppure a Wired , e neanche alla Electronic Frontier Foundation , mentre iniziano già a circolare applicazioni in grado di generare suonerie funzionanti in modo del tutto automatico. La battaglia delle suonerie è appena iniziata.

Luca Annunziata

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  • the_speck scrive:
    Costi
    Un wafer di SiC, a parita' di diametro costa circa 100 volte piu' di uno di silicio, non 10. Per non parliare dei lingotti, vedere anche qui http://it.wikipedia.org/wiki/Moissanite -- Ciao,Speck
    • ano nimo scrive:
      Re: Costi
      non credo che la nasa lo abbia pensato per usi casalinghi, per quanto le estati diventino sempre piu calde non penso avremo mai bisogno di un simile chip
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