Hardware, cosa ci attende

di D. Galimberti - Si evolve il modo in cui gli utenti interagiscono con le macchine. Ma si evolvono pure le macchine. E gli sviluppatori non possono stare a guardare

Roma – Qualche tempo fa abbiamo parlato dei possibili sviluppi nella gestione dei documenti in un ipotetico futuro dei sistemi operativi, un’organizzazione affidata all’indicizzazione dei documenti stessi piuttosto che non alla loro posizione fisica sul disco rigido (o su dischi di rete). Abbiamo poi continuato a fare ipotesi sul futuro dell’informatica prendendo in considerazione i possibili sviluppi del mercato , in particolare le prospettive di crescita di GNU/Linux .

Dietro tutto questo ci sarà comunque del nuovo hardware (per il quale occorreranno nuove tecnologie software per sfruttarlo al meglio), e nuove metodologie di interazione con esso. Cominciamo subito col dire che gli sviluppi maggiori si avranno nel campo dei dispositivi portatili: la tendenza degli ultimi anni è stata molto chiara, è stata rimarcata ancora di più con il successo di netbook e smartphone, e diventerà ancora più preponderante col progressivo diffondersi di altri dispositivi polifunzionali (iPod Touch, Zune HD, lettori multimediali ed eBook reader in genere, tablet ecc).

Oltre all’ iPhone OS e ad una sua possibile “estensione” legata al lancio di un tablet designed by Apple (di cui si parla da tempo), ultimamente possiamo registrare la nascita di Google Android e WebOS di Palm, l’evoluzione di Windows Mobile in Windows Phone , e il prossimo avvento di Chrome OS , sistema operativo pensato specificatamente per l’utilizzo su netbook (quantomeno nei progetti iniziali).

È evidente quindi che il mercato dei dispositivi portatili e ultraportatili interessa un po’ a tutti, e il motivo è presto detto: le esigenze di mobilità sono sempre maggiori, così come la necessità di avere sempre in tasca (o in borsa) qualcosa che consenta la connettività verso Internet, fosse anche per la semplice gestione delle mail. In passato c’erano dei grossi limiti in termini di durata della batteria, qualità del display, prestazioni dell’hardware “compatto”, costi elevati, connettività ridotta ecc.

Oggi la maggior parte di questi limiti è stato aggirato, o fortemente ridotto: le batterie dei notebook durano anche 8-10 ore, le prestazioni, pur non essendo paragonabili a quelli dei desktop, sono comunque più che sufficienti per la maggior parte dei compiti (tant’è che molti si accontentano dei netbook), i costi sono scesi (complice anche l’ampliamento del mercato), ed è diventato estremamente semplice connettersi ad internet da ogni dove, soprattutto se parliamo di smartphone.

Questo non significa che i computer desktop siano destinati a sparire, anzi, in mancanza di specifiche esigenze di mobilità (o di spazio) i desktop resteranno sempre la scelta migliore, sia a livello economico che a livello di prestazioni; nonostante ciò è innegabile che il futuro vedrà espandersi maggiormente l’offerta di dispositivi portatili in molte varianti, anche perché di tratta di un mercato che in parte è ancora da esplorare.

Apple, pur senza inventarsi nulla di nuovo a livello di hardware, è stata in grado di tracciare la strada per una nuova concezione nelle modalità di interazione con questi device: l’iPhone OS ha un’interfaccia espressamente studiata per un utilizzo touch e multitouch, da realizzare utilizzando le dita con gestures particolari; inoltre ha realizzato un nuovo modello di business con un negozio virtuale per il download diretto delle applicazioni sui propri device portatili.

Lo stesso approccio (sia in termini di interfacia, che a livello di negozi virtuali) è stato seguito anche da molti concorrenti, e potrebbe rivelare vincente anche per una tipologia di dispositivi dalle dimensioni maggiori. Se il futuro è destinato a sfruttare sempre di più la tecnologia dei touchscreen (anche allo scopo di realizzare dispositivi più compatti) assisteremo ad un espansione del mercato dei tablet, dai quali (in virtù delle dimensioni) ci si aspetta una maggiore flessibilità di utilizzo rispetto agli smartphone.

In un contesto di questo tipo viene difficile pensare al ruolo che potranno avere gli eBook reader: la convergenza di più funzioni in un unico device, e l’evoluzione delle tecnologie di realizzazione dei display, potrebbero portare alla fusione dei due apparecchi in qualcosa di nuovo, magari simile all’ EeeBook che Asus si appresta a lanciare entro l’anno.

In ogni caso, anche pensando a touch screen con evoluti con feedback tattile, con tutta probabilità ci sarà sempre chi avrà bisogno di una tastiera “fisica”, ma possiamo anche pensare che non sia indispensabile che questa sia un tutt’uno con lo schermo: un tablet dotato di connettività wireless, porte USB e uscita video, può essere collegato ad una qualsiasi tastiera (eventualmente Bluetooth) e monitor, ottenendo un dispositivo utilizzabile in ogni circostanza.

Parallelamente, CPU e GPU continueranno ad evolversi aumentando a dismisura la potenza di elaborazione, il che consentirà di avere a disposizione maggiori risorse per i sistemi operativi e nuovi software sempre più ricchi di funzioni. Anche senza spingersi troppo in là immaginando processori quantici o altre tecnologie che al momento vivono solo nei laboratori, nel giro di pochi anni il numero di core aumenterà a dismisura: sarà normale avere computer a 16 o 32 core, e si sorriderà pensando a quando si lavorava con un singolo processore, un po’ come oggi (anche senza andare troppo indietro nel tempo) fa sorridere pensare alle macchine che giravano a 100MHz con 32MB di RAM.

A conclusione di tutto ciò occorre precisare che, per sfruttare al meglio questa potenza, occorre che sistema operativo e software riescano a suddividere le proprie richieste tra le varie risorse disponibili, un po’ come ha fatto Apple con Open CL (standard aperto promosso dalla stessa Apple per sfruttare le GPU quando non utilizzate in compiti grafici), e Grand Central Dispatch , altra tecnologia messa a punto da Apple per Snow Leopard, e distribuita poi con licenza open source. La via da seguire è questa, grandi cambiamenti ci aspettano.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • Alo scrive:
    Che vergogna..................
    Altro che GRATIS la PA dovrebbe sostenere l'Open Source che può davvero liberare gli studenti da un digital divide !Insegnare che c'è già un mondo vasto completamente gratuito che funziona senza dover spendere nulla !!Saluti
  • Paolo scrive:
    Finalmente Surface è piazzato
    Alla faccia del gratis. Le scuole, che non hanno soldi per comprare il sapone contro l'Influenza A, ora devono spendere per le lavagne multimediali di Microsoft. Che verranno rotte dagli studenti, dalle bidelle che le puliranno con l'alcol, dagli nsegnanti che ci scriveranno sopra con i pennarelli.
  • ninjaverde scrive:
    Droga
    Quando gli spacciatori capiscono che un loro cliente stà smettendo di farsi, gli regalano le dosi gratis...così sanno che ritornerà ad acquistare.Naturalmente in altri casi, legalmente commerciali, servono anche le bustarelle.(ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale)
  • ruppolo scrive:
    Corruzione legalizzata
    Dopo i ladri legalizzati (banche e assicurazioni) ora abbiamo anche la corruzione legalizzata.
  • Riccardo scrive:
    Hanno ammazzato un mercato
    Non mi piace per niente.Stanno creando un circolo vizioso in cui faranno dipendere le future generazioni solo dai prodotti Microsoft e contemporaneamente, se non ho capito male, distruggeranno tutto il mercato italiano fatto di quelle aziende pronte a sviluppare soluzioni verticalizzate sul mondo scuola.Ho paura che i vari registri elettronici, sistemi di content filtering per le scuole e quant'altro finiscano per essere rimpiazzati dalla MS annullando la concorrenza...Almeno poi assumessero qualcuno qui in italia per lavorarci...
  • littlegauss scrive:
    La baggianata
    "Microsoft si impegna tra l'altro a fornire a titolo gratuito software (sistemi operativi e applicativi) sia alle scuole che al MIUR, a sostenere iniziative di ricondizionamento dei personal computer"Pensano forse di installare vista su un pentium tre? Pagliacci...Inoltre legare l'istruzione a microsoft significa legare i percorsi professionali delle nuove generazioni a microsoft, furbi ed infami insomma.
    • lol scrive:
      Re: La baggianata
      insegnare a un bambino a usare windows è come insegnargli a fumare
    • shevathas scrive:
      Re: La baggianata

      Inoltre legare l'istruzione a microsoft significa
      legare i percorsi professionali delle nuove
      generazioni a microsoft, furbi ed infami
      insomma.perché ? forse perché con questo regalo impediscono ai fan boy di recitare il mantra: "windows costa $cifrone e bisogna piratarlo mentre linux è gratis" ? che viene tirato fuori ogniqualvolta vengano evidenziati i limiti di linux lato desktop.
      • angros scrive:
        Re: La baggianata
        Con un DOS ed uno scarso 286 con 4 mega puoi far funzionare BreadBox, ad esempio (una versione a 16 bit del GEOS), e con quella hai multitasking, browser, e suite da ufficio (con funzioni copia-incolla/ possibilità di mischiare testo, immagini, tabelle e grafici, foglio elettronico....)L' uso non è diverso da linux o windows (ma Linux, per le stesse cose, ha requisiti 10 volte superiori, e Vista 100 volte superiori)
    • Alo scrive:
      Re: La baggianata
      Concordo !!!Come gli altri paesi CIVILI si dovrebbero adottare solo software che non abbiamo tecnologia proprietaria !
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