Hotspot, legittimo identificare l'utente via SMS?

di Nicolò Ghibellini - Gli effetti del controverso Decreto Pisanu sono stati molti ma nel tempo i provider WiFi sono riusciti a trovare formule per contenerne l'impatto. Ci vorrebbe una normativa più aperta

Roma – Scorrendo i provvedimenti riferiti, direttamente o indirettamente, alle nuove tecnologie, ciò che traspare è la presenza di un Legislatore a volte ingombrante, non sempre in sintonia con il mondo del web e le sue iperdinamiche frontiere. Una sensazione che diviene certezza nel momento in cui si ripercorre la rassegna stampa successiva all’emanazione, nell’estate de 2005, della normativa antiterrorismo racchiusa in due provvedimenti, la L. n. 155/2005 ed il D.M. 16.08.06, più noto come “Decreto Pisanu” . Ed in effetti addetti ai lavori e riviste specializzate hanno manifestato non poche perplessità in riferimento alle norme che – nell’ambito della suddetta disciplina – riguardano la rete telematica.

Ci si riferisce agli obblighi che impone ai gestori di servizi pubblici di qualsiasi tipo che offrano al pubblico la connessione ad Internet, tramite terminali (anche self service), prese ethernet o WiFi.

Con il presente contributo, in particolare, si vuole prestare particolare attenzione alla lett. b) del art.1 D.M. 16.08.06, in forza della quale tutti i soggetti in precedenza richiamati (analiticamente individuati dagli artt. 1, 3 e 4 del D.M. 16.08.06), nel momento in cui forniscono la connessione ad Internet hanno l’onere di procedere all’identificazione dell’utente del servizio prima di consentirgli l’accesso , chiedendo un documento di identità, trascrivendo su un registro o su un pc i dati anagrafici, indicando il tipo ed il numero di documento, nonché procedendo a fotocopiare il medesimo (art. 1, lett. b, D.M. 16.08.06).

L’introduzione delle predette incombenze – come sopra accennato – è stata ampiamente criticata e ciò in ragione di un duplice ordine di considerazioni.
In primo luogo ed in linea di principio è possibile osservare come obbligare il titolare o il gestore di esercizio pubblico ad identificare l’utente significa investire gli operatori di un ruolo di polizia pubblica di cui con ogni probabilità i medesimi avrebbero fatto volentieri a meno, non apparendo certo corretto che questi siano investiti di poteri di controllo non connaturati alla loro funzione, appartenendo istituzionalmente ad altro soggetti.

Soprattutto però è stato rilevato come il predetto obbligo di identificazione, essendo facilmente eludibile (non è infatti da escludere che l’utente fornisca, senza essere scoperto, un documento contraffatto), si traduca in realtà in un inutile orpello, il cui unico effetto è quello di impedire la rapida diffusione delle nuove tecnologie .

A tal proposito l’indice è puntato, con particolare vigore, nei confronti della macchinosa procedura di identificazione – richiesta, esibizione e fotocopia documento identificativo – la quale se è stata mal digerita dai gestori dei locali dove è possibile usufruire di connessione internet (internet cafè o internet point), appare addirittura un non senso per gli accessi con tecnologia WiFi.

Ed in effetti, ci si domanda, come procedere all’identificazione del cliente – mediante fotocopia della carta d’identità del medesimo! – nei casi in cui, come appunto nelle ipotesi di certi accessi internet WiFi, non ci sia un soggetto fisico preposto all’area di fruibilità della connessione Internet.

Per rispettare la norma bisognerebbe predisporre pur sempre un punto di controllo. In tale ipotesi però, considerato che il vantaggio del WiFi era ravvisato proprio nella possibilità di un accesso snello e senza la predisposizione di aree necessariamente presidiate, imporre un controllo fisico vero e proprio, significherebbe frustare le potenzialità di una simile tecnologia .

Le problematiche appena riassunte sono ancora oggi attuali, poiché gli operatori del mondo Internet, dopo aver protestato nell’immediatezza dell’introduzione del “Decreto Pisanu”, sono passati alle vie di fatto, escogitando dei sistemi per ottemperare all’obbligo di identificazione nel modo più pratico possibile.

In primo luogo alcune aziende presenti nel mercato WiFi, proprio per evitare di procedere all’analitica identificazione di ogni singolo cliente, hanno previsto la distribuzione agli utenti di scratch card numerate in cambio di una fotocopia del documento di identità, in tal modo consentendo un accesso ad Internet rapido, controllato e gratuito.

La vera novità (almeno per l’Italia), di cui si è avuto notizia con i primi mesi del 2007, è rappresentata dalla particolare modalità di identificazione predisposta dai cosiddetti hotspot – punti di accesso alle rete svincolati dagli Internet Service Provider e disponibili a chiunque disponga di dispositivi dotati di tecnologia wireless – i cui utenti ricevono il codice di autenticazione direttamente sul proprio cellulare via SMS , semplicemente registrandosi nella pagina di benvenuto che appare una volta attivata la connessione WiFi del pc oppure collegandosi al sito delle aziende che forniscono il sistema hotspot medesimo.
Tale tecnologia, si è detto, è pienamente conforme al Decreto “Pisanu” in quanto permette l’univoca identificazione dell’utente in modo rapido e senza particolari incombenti per il fornitore del servizio.

A questo punto, è necessario domandarsi se la procedura di identificazione mediante SMS di autenticazione sia effettivamente rispettosa del dettato normativo. Se infatti non pare possano esserci dubbi sull’effetto identificativo, qualche perplessità in ordine alle modalità permane, soprattutto osservando la lapidarietà della norma.

Il D.M. 16.08.06, infatti prevede che l’identificazione del cliente debba avvenire – tra l’altro – proprio mediante la consegna di una copia del documento di identità, pertanto ponendo in essere un’operazione materiale che con il sistema di autenticazione via SMS verrebbe completamente omesso .

Alcuni rilievi fanno propendere per la liceità di tale procedura snella e rapida. In primo luogo – come appena osservato – è innegabile che lo scopo della norma, ovvero l’identificazione dell’utente, avvenga anche – anzi probabilmente con ancora maggiore sicurezza – mediante l’invio di SMS di autenticazione e ciò a prescindere dalla materiale esibizione di documento d’identità; inoltre è bene osservare che le aziende che hanno adottato la procedura in questione, almeno per il momento, non sono state in alcun modo riprese dalle Autorità o, peggio, sanzionate, per la violazione del “Decreto Pisanu”, elemento quest’ultimo che dovrebbe incoraggiare un’interpretazione elastica della medesima normativa.

In buona sostanza allo stato dell’arte e per cercare di trarre una conclusione da questa rapida carrellata, è possibile rilevare come a fronte di una norma il cui scopo è quello di garantire la sicurezza delle comunicazioni elettroniche mediante l’imposizione di rigidi obblighi di controllo dell’utenza, sembra essersi consolidata una prassi che permette di garantire un sufficiente standard di controllo, nel contempo senza frenare l’evoluzione tecnologica e lo spirito imprenditoriale .

Altrettanto evidente però è la necessità di un intervento normativo che interpreti definitivamente le disposizioni del Decreto “Pisanu” non in un ottica di emergenza – spirito che evidentemente aveva ispirato la sua promulgazione – ma nella prospettiva della globale fruibilità delle nuove tecnologie.

Avv. Nicolò Ghibellini
Consulentelegaleinformatico.it

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  • FIRETORNADO scrive:
    amico...
    non so se lo sai ma si viene regolarmente retribuiti anche per produrre mine antiuomo,bombe nucleari,fare i killer di stato,ecc ecc...il p2p e' un fruncolo nol culo dele major, e' logico pensare che in un dato momento qualcuno una grattatina fra le chiappe sa le dava...il p2p e' morto ormai, mai ha avuto la possibilita di nascere come cultura di massa anziche come mero passatenmpo per pochi in un determinata e limitata epoca (che parolone)invece e' stato abortito dalla societa dei CONSUMI....dato che chi scarica e condivide non aquista,consuma e infine getta nella spazzatura.....si vuole che il mondo cambi?non saranno una manciata di bit gettati sulle strade digitali che lo permettera'....
  • Enrico Bosco scrive:
    pesi e misure
    Fico...se shari film o musica sei un terrorista e devi essere perseguito e perseguitato LEGALMENTE e se le leggi non ci sono si fanno in breve,dove ci sono i soldi c'e' anche la pronta reazione di chi dovrebbe legiferare per noi e non contro di noi.Ma nel mentre,miliaia di persone in tutto il mondo FUMANO e si stroncano la vita.E con loro chi gli sta' accanto.Ma questo non solo e' LEGALE,ci si puo' guadagnare parecchio.Leggi in merito NULLE o INUTILI e la gente muore.MA c'e' anche chi si attacc aalla bottiglia...ne muoiono assai di piu' cosi'.MA questo e' tutto giusto,girano soldi, la gente muore, tutto ok.comperi un cd contraffatto dal marocchino che preferisce vendere quelli piuttosto che droga o bambine minorenni sulla strada e ti LEGANO!Mi pare giusto...stremamente COMMISURATO..
    • borg_troll scrive:
      Re: pesi e misure
      Esatto. L'Economia è tutto, grazie ai mercati sovrannazionali ora un cittadino è una parte troppo piccola del numero totale di consumatore per contare. Con più di 600 milioni di consumatori possiamo buttarne via uno, due, dieci milioni. Non fa niente.Siamo numeri, ingranaggi di una macchina, cose. E d'ora in avanti sarà SEMPRE così.Rassegnazione! Rassegnazione o suicidio!
    • Non_autenticato scrive:
      Re: pesi e misure
      @borg_troll:Ma sei un troll vero o sei uno di quei ragazzi emo che ogni sera tenta di suicidarsi tagliandosi le vene con una fetta biscottata?
  • Msdead scrive:
    Tutte ste cose ma alla fine...
    Stanno facendo un sacco di storie le organizzazioni per proteggere i diritti d'autore, assalti ai circuiti P2P, ma le major ormai ci stanno arrivando tutte: hanno capito che il DRM non è cosa buona e caso strano, da quando è partita la mitica EMI Music, piano piano è arrivata la Warner che vende (notizia di recente) musica libera da DRM su lala, un nuovo streamer se ho capito bene e l'unico prezzo che si paga è l'album ma ascoltare musica è gratuito.Se davvero hanno capito che il DRM è male, vedrete che presto liberano le musiche tutti quanti e a seguire arriveranno anche le case cinematografiche e le softwarehouse.L'unica cosa è che devono trovare modo di pubblicizzarsi per ricavarne introiti perchè ci sarà sempre quel bastardo che veicola la musica nel mondo illegale.EMI ha dato il "la", ora le altre gli vanno dietro e fanno benissimo, così non ci sono restrizioni ma ovviamente devono assicurarsi di ricavare soldi.In questa ottica sono disposto anche a collaborare con le major per impedire che le musiche libere e film vadano su circuiti P2P, uguale anche per i software, a patto che non ci controllino sempre di più nella nostra vita web e privata.Mi chiedo che fine farà IPRED2 con quelle misure che vanno contro alle volontà delle major ora...ora esiste un motivo valido per modificare la direttiva.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 giugno 2007 15.01-----------------------------------------------------------
  • DarkDantesh scrive:
    Per Marco82
    ma che dici? cosa hanno vinto le major? ah, napster dici? ma quella è roba vecchia e superata!e poi abbattendo napster non hanno fatto altro che spingere il filesharing ad evolversi sotto altre forme, fino ad arrivare a quelle attuali, e cioè il mulo, DC, bittorrent, ecc.ammesso e non concesso che le majors riescano ad abbattere anche i sopraccitati sistemi di scambio - cosa non facile perchè non si sta parlando di napster che tra tutte le sue numerose debolezze e limitazioni aveva quella gravissima di essere centralizzato - cosa ti fa pensare che poi il filesharing non si evolva nuovamente in altre nuove forme ancora più evolute? (vedasi a riguardo Mute e Ants, due sistemi molto promettenti per il futuro).a dirla tutta il p2p è già pronto all'evoluzione e a fare il passo verso la criptazione e l'anonimato totale, si sta solo aspettando per vedere quanto si riesce a far camminare ancora il mulo e gli altri sistemi "canonici". quando ciò non sarà più possibile, si andrà giù di criptazione forte e anonimato totale.chiudendo napster le majors hanno solo vinto una battaglia, ma la guerra l'ha vinta il filesharing! è sempre stato così! fattene una ragione.
    • Sgabbio scrive:
      Re: Per Marco82
      difficilmente segheranno il BIttorrent considerando che da come è stato concepito, gli scopi di tale tecnologia sono ben altri :D
    • Marco82 scrive:
      Re: Per Marco82
      Come ho già scritto l'evoluzione del file sharing è solo un modo per temporeggiare e deviare l'attenzione. I dati in qualche modo vanno instradati in rete e anche se sono criptati si risale sempre a chi li crea/riceve soprattutto quando la polizia vuole monitorare. Monitora, disperde e attacca, come nella realtà dei G8
  • Nilok scrive:
    per Marco82
    Ciao Marco82,in parte concordo con te.Spero solo che non si arrivi da uno "Stato di Polizia". :|
  • Nilok scrive:
    per Dude
    Ciao Dude,mi sbaglio o David Bowie ha messo gratuitamente in Internet un suo recente CD? ;)
    • DuDe scrive:
      Re: per Dude
      Come ho detto, io non ho visto/sentito e comunque ci vuole poco a fare il filantropo dopo che per decenni hai utilizzato questo sistema per diventare ricco, magari dico giustamente ricco per carita'! pero' e' sempre Uno , magari molto conosciuto ma sempre uno rimane.Il mio pensiero e rimane invariato, per fare certe cose devi avere le spalle coperte, se no non ne hai il tempo
    • Sgabbio scrive:
      Re: per Dude
      i Gamboy sono diventati famosi grazie al p2p.
  • Andrea Rimondi scrive:
    errata corridge?
    turky -
    turku?forse c'è un errore di battitura.ciao
  • Ganja scrive:
    Fuori dal controllo
    Non possono kontrollare tutti e io usando i proxy non sono rintracciabile. Questi magistrati legati alle destre vogliono kreare uno stato di polizia anche sulla rete. Ma non ci riusciranno. Fatevi più furbi.
    • ... scrive:
      Re: Fuori dal controllo
      Io non me la riderei tanto per un proxy (si può risalire fidati) ma neanche se passassi tra 10 proxy (troppo lento faccio prima a portare il dvd a piedi)
    • Marco82 scrive:
      Re: Fuori dal controllo
      Ciao,se usi un proxy non è dettoche tu non sia rintracciabile. Basta richiedere il log a chi gestisce il proxy, o monitorare il traffico generato da tuo Modem/router che a seconda della legge potrebbe essere fornito o meno direttamente dal tuo provider.Per quanto ne so l'identificazione è la cosa meno difficile in questo caso
    • Marco82 scrive:
      Re: Fuori dal controllo
      Quello che sostieni è vero. Non tutti, ma fanno controlli a campione, proprio come fanno adesso. Secondo me il povero finlandse che verrà denunciato ha fatto la tua stessa affarmazione: "tanto non mi beccano...uè"Basta che diventi legale farlo e lo fanno.
    • borg_troll scrive:
      Re: Fuori dal controllo
      Ci riusciranno, oh se ci riusciranno... Sia la destra che la sinistra vogliono mettere la mordacchia alla Rete e lo faranno. Hanno la volontà e i mezzi, contro i quali noi non possiamo fare nulla.
  • Nilok scrive:
    Repressione inutile.
    Ave.Anche in questo caso si cerca di REPRIMERE la libertà di comunicazione tra gli individui: COSA IMPOSSIBILE!Il P2P, l'Instant Messaging, le emails, i Telefonini; anche il semplice CD/DVD.Intendono davvero FERMARE tutto questo?Intendono DAVVERO mettere "sotto controllo restrittivo" questi mezzi di comunicazione?ILLUSI!Ciò che DEVE essere fermato e messo "sotto controllo restrittivo" è il BUSINESS che si è fatto fino ad oggi a scapito della vera Arte.Gli "sfruttatori" degli Artisti e dei "Creativi" (in genere), sono già "morti che camminano" e nemmeno lo sanno.E' una "guerra" inutile la loro.Per farli smettere c'è un UNICO MODO: promulgare, a livello planetario, una Legge Unica e Nuova sul "diritto d'autore".Ogni altra iniziativa, da parte di coloro che vogliono tutelare la propria libertà di comunicazione NON porterà a risultati apprezzabili.A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/
    • DuDe scrive:
      Re: Repressione inutile.
      Belle, parole, arte, creativi etc, etc, ma gli "artisti"? non ho mai ripeto mai letto o visto commenti di alcun artista a favore dello scambio libero, o contro la siae in italia e le major nel mondo, ho letto invece la petizione degli pseudocantanti che dicevano di non rubare.E' inutile che ci giriamo attorno, tutto ruota intorno al denaro, chi piu' ne ha comanda, stop, solo sei sei ricco puoi fare arte o peggio politica, se devi lavorare 8 ore per tirare avanti, non puoi permetterti il lusso di "giocare" a fare l'artista o il politico.
    • Marco82 scrive:
      Re: Repressione inutile.
      Ciao,concordo con quanto dici ma come successe per napster la battaglia la vinsero quelli che controllano. Stessa cosa per altre tecnologie.Quando cominceranno ad arrivare piogge di denunce la gente si spaventerà, poi i media penseranno ad amplificare l'effetto.L'unica via d'uscita per il file sharing è l'evoluzione di se stesso sotto altre forme. E' il gatto che si morde la coda.Vorrei sapere una cosa: se il materiale protetto da copiright fosse criptato/protetto da password in modo che il file non possa essere verificato senza di essa, sarebbe possibile tenere in piedi i sistemi DC che adesso sono illegali? Ovviamente lo scambio delle password dovrebbe essere effettuato nel modo più fantasioso che vi viene in mente
    • Emilio scrive:
      Re: Repressione inutile.
      Assolutamente d'accordo, va rivista ogni cosa.
    • Den Lord Troll scrive:
      Re: Repressione inutile.
      inutile non direi, anzi alimentano solo il p2p visto che segato DC++ tutta quella gente migrerà su altri client ... e considerando che per me DC++ era il più lento tra tutti ... lol
    • Sgabbio scrive:
      Re: Repressione inutile.
      Dude...cerca bene
  • Gazzelloni vien dal mar scrive:
    Nome e cosa?
    La crociata anti P2P ha influenzato anche voi?!
  • ... scrive:
    Sono stati quelli del CIAP
    Mai sigla fu più azzeccata...
  • Andrea scrive:
    redazione : turky
    credo sia un typo, e' turku che intendavate, no ?
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