I beta tester del digitale terrestre

Il racconto di un lettore alle prese con il nuovo decoder e programmi della pay tv che al momento sono disponibili ancora per pochi. Pagare subito, fruire dopo
Il racconto di un lettore alle prese con il nuovo decoder e programmi della pay tv che al momento sono disponibili ancora per pochi. Pagare subito, fruire dopo


Roma – Qualche settimana fa, attratto dalle offerte promozionali e soprattutto dall’idea di poter vedere qualche partita di Campionato a prezzi stracciati, ho acquistato uno dei famigerati decoder per la tv digitale terrestre. La mia scelta è caduta sul modello di un marchio noto: ho preferito spendere qualche euro in più (parecchi, a dire il vero: tolti i 70 euro dell’incentivo, il costo finale è stato di 129 euro) per un apparecchio che avrebbe dovuto consentirmi di ricevere sia l’interattività che la pay per view.

Sorvoliamo sul fatto che il nostro governo utilizzi soldi pubblici (nostri) che vanno a beneficio di chi vende un servizio pay: qui il problema è un altro. Ovvero che quel servizio, purtroppo, non è neanche accessibile con i decoder sovvenzionati. Dopo aver installato il ricevitore, e dopo aver scoperto che l’antenna (centralizzata) del mio palazzo non mi permetteva di ricevere i canali digitali (mi è toccato comprare un’antenna individuale, che ho sistemato provvisoriamente sul mio balcone: altri 40 euro alla cassa…) mi sono assicurato che l’apparecchio potesse ricevere i famigerati canali Mediaset Premium e ho acquistato la relativa smart card (altri 18 euro di spesa).

L’ho infilata nel decoder, sono andato nel menu dell’apparecchio, seguendo le istruzioni riportate sul sito di Mediaset, e qui ho avuto l’ennesima amara sorpresa: il mio decoder, a quanto pare, non è ancora stato abilitato alla Pay Per View. Quello che manca, mi hanno gentilmente spiegato le operatrici del call center (…a pagamento) di Mediaset, è un aggiornamento del software, che dovrebbe avvenire in automatico per caricare sul decoder le funzioni necessarie alla decodifica del segnale. Peccato che a tutt’oggi, Mediaset non sia in grado di dirmi quando questo avverrà. Inutile anche il mio tentativo di ottenere informazioni dal costruttore, i cui operatori (…a pagamento, anche in questo caso) dopo molte insistenze hanno ipotizzato una data intorno alla metà di febbraio o all’inizio di marzo.

Morale: dopo aver speso in tutto quasi 200 euro tra decoder, antenna, cavi e smart card, più le telefonate ai call center a pagamento, il 22 Gennaio non potrò vedere il calcio in Pay Per View, nonostante Mediaset abbia già incassato i soldi relativi alla tessera prepagata. Unica, magra consolazione: sarò in buona compagnia. Stando a quanto riportato dal sito Mediaset Premium, infatti, sono molti i decoder che ancora non hanno il software adatto a gestire la pay per view. Su 26 ricevitori interattivi oggi disponibili in Italia, solo una decina sono già in grado di accedere al calcio a pagamento con la tessera Mediaset. Gli altri (Nokia, Samsung, Accessmedia ecc.) “non sono ancora abilitati a ricevere l’offerta Mediaset Premium” e non si sa quando lo saranno. Mi piacerebbe sapere se la situazione sarà la stessa anche per le partite trasmesse da La7, ma purtroppo sul sito del canale non ci sono ancora informazioni al riguardo. Nel dubbio, comunque, eviterò di comprarmi anche quella tessera.

La lezione ormai l’ho imparata. E la partita del 22 (e magari anche quelle successive) me la vedrò al bar o dagli amici che hanno il satellite, alla faccia del digitale terrestre.

Stefano M.
(Sacrofano – RM)

Caro Stefano
la tua vicenda è simile a quelle descritte da molti in questi mesi nelle lettere a Punto Informatico, e conferma quello che i più maliziosi hanno sempre affermato, ovvero che i portafogli dei contribuenti siano stati utilizzati fin qui per accelerare la messa in linea di una tecnologia per la quale né il mercato né l’infrastruttura tecnologica sono ancora pronti. Chi acquista un decoder entra a mio avviso nel mare magnum dei beta-tester di questa nuova e per molti versi promettente televisione. Mi chiedo se non sarebbe stato più utile spendere quei soldi pubblici per qualcosa di più costruttivo. Chessò, per portare la banda larga laddove gli italiani, e sono tanti, non possono che sognarla.
Un saluto, Lamberto Assenti

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13 01 2005
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