I cookie di Google saranno più buoni

Lo promette l'azienda che si barcamena tra Europa e USA per far fronte alle richieste sulla tutela della privacy degli utenti

Roma – Alcuni media italiani hanno parlato di “svolta”, in realtà ciò che sta accadendo è che Google sta difendendo la propria posizione , limitandosi a rivedere su richiesta della Commissione Europea alcune delle proprie politiche sulla privacy e la data retention, spingendosi sin là dove le concessioni non influiscano sulla qualità dei servizi offerti.

Questo il senso della conferma dell’azienda: i dati ottenuti dalle navigazioni degli utenti verranno anonimizzati dopo 18 mesi anziché dopo 24. In Europa, perché era la UE a richiederlo. Negli USA, dove sono tollerati 24 mesi, questa sarà la scadenza di quei dati.

Google ha anche messo le mani avanti e in una lettera ai Garanti europei della privacy ha spiegato che scendere sotto i 18 mesi di conservazione dei dati significherebbe minacciare la qualità dei propri servizi. E non lo ha detto per caso: vi sono paesi europei in cui la data retention sopra i 6 mesi non è ammessa, come altri che la estendono a 24 mesi, come l’Italia.

Uno degli elementi chiave di questa nuova “strategia” è rappresentato dai celebri Google cookies , i file archiviati sui computer degli utenti dai servizi di Google. L’azienda ha confermato che intende ridisegnarli, perché abbiano una scadenza temporale definita e non pressoché infinita come quelli utilizzati oggi.

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  • Mic scrive:
    Contagio dei PC cinesi
    Ma non è che sono iper-contagiati di botnet solo perchè stanno ripercorrendo i primi passi di chi il PC qui da noi ce l'ha avuto in casa 10/15 anni fa, con esperienza zero di malware?In altre parole, qui da noi il calo degli utonti che scaricano e installano qualsiasi cosa, ha richiesto del tempo e molta cultura sul malware. Non per niente la criminalità telematica ha cominciato ad usare tecniche di social networking perchè la gente era diventata più sveglia nei confronti delle tecniche tradizionali.Quindi non credo proprio che i cinesi siano nati con la camicia e nemmeno tutti con il ciber-mitra in mano come vuol far credere l'articolo.
    • fulmine scrive:
      Re: Contagio dei PC cinesi
      La Cina produce meno di un quarto dello SPAM degli USA:http://www.spamhaus.org/statistics/countries.lasso
    • pabloski scrive:
      Re: Contagio dei PC cinesi
      esattamente così, la cosa che mi preoccupa, però, è che si vuole a tutti i costi dire che è il Governo cinese a manovrare questi attacchi, così come si disse che Mosca era dietro gli attacchi all'Estoniaa questa gente non interessa battere la cybermafia, come del resto non è mai interessato battere la mafia offline, usano questi avvenimenti per fare politica contro i Paesi non allineati alla loro volontà
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