I discografici: chiudete lo streaming condiviso

Il popolare servizio Project Playlist è finito nelle mire della RIAA. Che porta in tribunale la società che lo ha ideato, per presunta infrazione del copyright su brani che, peraltro, non detiene

Roma – RIAA all’assalto dei jukebox multimediali sul web : nove etichette discografiche, rappresentate dall’associazione di categoria celebre per aver portato in tribunale un numero di persone equivalente a un piccolo paese di periferia, hanno fatto chiamare alla sbarra Project Playlist , community di scambio e condivisione di playlist musicali online . L’accusa? Sempre la stessa, ovvero infrazione del copyright degli aventi diritto o presunti tali .

Project Playlist è un progetto sviluppato dalla omonima società di Beverly Hills, California, nato con lo scopo di facilitare la ricerca e l’ascolto di “personal playlist” per gli utenti della community. Un portale che è cresciuto in popolarità al punto da arrivare a totalizzare una media di 600mila contatti al giorno e 9,5 milioni di pagine aperte al mese, sostengono le major.

E come ben esemplificano i casi di imeem , Last.fm , Pandora e Qtrax , quando questo genere di servizi diventa troppo popolare scatta prevedibilmente la reazione dei potentati dell’industria che, nonostante la montante consapevolezza della necessità di cambiare mercato , business e atteggiamento nei confronti della “pirateria” online, non perdono comunque occasione di riaffermare la loro draconiana visione delle cose per quanto riguarda il copyright e condivisione dei contenuti multimediali in rete.

“Al semplice click di un mouse – si legge nella causa legale intentata da RIAA – Project Playlist trasferisce istantaneamente in streaming una performance digitale di una registrazione scelta dall’utente, il quale può ascoltarla sul proprio computer o su un dispositivo mobile”. Oltre al semplice ascolto e alla compatibilità con player portatili quali iPod e iPhone, PP da la possibilità di embeddare le playlist sui siti di social networking più celebri quali MySpace, Facebook e la piattaforma di blogging Blogger.

Un circolo virtuoso di condivisione “social” che all’industria proprio non piace, perché a suo dire “l’intero business ammonta a nient’altro che a una massiccia infrazione” del diritto d’autore posseduto dalle major coinvolte nella causa. Major che ora chiedono la fine della suddetta, plateale infrazione assieme al pagamento di una cifra non specificata in riparazione dei presunti danni subiti.

A poco vale, a quanto pare, il fatto che Project Playlist affermi la propria estraneità all’infrazione dei diritti, funzionando in sostanza come motore di ricerca per contenuti ospitati altrove sul web . E in risposta alla possibile difesa della società basata sul suo essere semplice “ambasciatore” di registrazioni disponibili su server non di sua proprietà, RIAA sostiene che per rendere disponibili i brani ai propri utenti è necessario che PP indicizzi i contenuti in modo da poterli poi girare ai sistemi client.

Alfonso Maruccia

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  • Banana joe scrive:
    Qual e' piu' credibile?
    La favoletta allegra con il governo del paese più avanzato tecnologicamente al mondo cerca i terroristi con un database di nome e cognome, o la favoletta seria che vuole tutta l'operazione un semplice addestramento a uno stato di polizia, ed in questo caso maggiore è il numero di falsi positivi che vengono presi e rilasciati e maggiore l'effetto.A favore della seconda direi che c'è anche la rilevazione "d'intento criminale": http://arstechnica.com/news.ars/post/20070812-homeland-security-tests-automated-hostile-intent-detector.htmlBecchera' pure i piccoli trafficanti etc.... Ma come pensano di tararla per un terrorista suicida, eh?
  • Bic Indolor scrive:
    Hanno scoperto la data di nascita!!!
    Incredibile! Otto anni di meticoloso controllo bushista alle frontiere e FINALMENTE hanno scoperto che un caso di omonimia può essere facilmente risolto controllando la data di nascita!Codice fiscale, anyone?
    • pippo scrive:
      Re: Hanno scoperto la data di nascita!!!

      Incredibile! Otto anni di meticoloso controllo
      bushista alle frontiere e FINALMENTE hanno
      scoperto che un caso di omonimia può essere
      facilmente risolto controllando la data di
      nascita!
      Codice fiscale, anyone?Mi chiamo osama, ma la data di nascita è diversa :D
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Hanno scoperto la data di nascita!!!
      contenuto non disponibile
      • Travis Touchdown scrive:
        Re: Hanno scoperto la data di nascita!!!
        infatti, io ho un omonimo totale (io non la scrivo quella bestemmia, screanzato ;) ) ed a quanot mi dicono al comune ce ne sono molti.sta di fatto che usare solo nome e cognome per identificare le persone si sà da deceni che non è sufficiente...bestemmia o non bestemmia
        • Joliet Jake scrive:
          Re: Hanno scoperto la data di nascita!!!
          A me sembra solo la palese dimostrazione che lo scopo NON è combattere il "terrorismo" ma solo il controllo totale.Solo perchè parecchia gente ha protestato, hanno "leggermente" corretto la rotta.
          • CCC scrive:
            Re: Hanno scoperto la data di nascita!!!
            - Scritto da: Joliet Jake
            A me sembra solo la palese dimostrazione che lo
            scopo NON è combattere il "terrorismo" ma solo il
            controllo
            totale.
            Solo perchè parecchia gente ha protestato, hanno
            "leggermente" corretto la
            rotta.concordoper fortuna c'è ancora qualcuno che ragionaciao
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