I Servizi italiani contro hacker e lamer

Nella relazione semestrale dei servizi segreti italiani si punta l'indice contro la diffusione di tecnologie di hacking, l'aumento degli eventi di cracking e persino l'azione dei lamers contro le home page dei siti Web. Tutti colpevoli
Nella relazione semestrale dei servizi segreti italiani si punta l'indice contro la diffusione di tecnologie di hacking, l'aumento degli eventi di cracking e persino l'azione dei lamers contro le home page dei siti Web. Tutti colpevoli


Roma – I servizi segreti italiani si preoccupano per quanto accade in Rete, in particolare per la diffusione dei virus e per le azioni di hacker, cracker e persino lamer (“aspiranti smanettoni”).

Nella relazione semestrale dei Servizi, nella quale si “raccontano” le direttrici di lavoro dell’intelligence italiana, un posto d’onore è occupato dal “crimine informatico”.

“Con lo sviluppo delle reti informatiche su scala mondiale – si legge nella relazione – e la tendenza a trasferire nell’ambiente virtuale le attività creditizie, finanziarie, commerciali e di informazione, va emergendo l’esigenza di prevenire minacce che, incidendo sul livello della sicurezza delle comunicazioni e sulla fiducia nelle nuove tecnologie, si pongono quali concreti fattori di depotenziamento tanto della società digitale quanto delle correlate prospettive di crescita economica”.

E nel concetto di “crimine informatico” ci si infila un po ‘ di tutto: “Sia per le manovre di intrusione in centri protetti attuate con finalità di lucro, di manomissione o di semplice provocazione, sia per la diffusione di virus con lo scopo di danneggiare i sistemi”.

Non solo cracker senza scrupoli a caccia di carte di credito, dunque, ma anche hacker “in missione di studio” e lamer che giocano a fare l’hacker. Non parliamo poi di chi utilizza le proprie conoscenze per realizzare virus e mandarli in giro oppure sfrutta tools per la creazione rapida di anticpatici “codicilli”.


Ad avere una parte fondamentale nello “sviluppo” di queste attività sarebbe l’uso che viene fatto di Internet e, appunto, la disponibilità in “tendenziale incremento” di “strumenti e conoscenze per iniziative di hackeraggio”. Troppo facile, cioè, trovare online tools costruiti da hacker capaci di trasformare un lamer in un finto smanettone…

Secondo gli esperti dei Servizi italiani c’è un rischio effettivo che le “condotte illegali” aumentino esponenzialmente come dimostrerebbero i “segnali di contiguità con ambienti criminali”.

Nella relazione c’è comunque anche posto per attaccare l’informazione online: “Il rischio di disinformazione derivante dalla diffusione, su rete, di notizie dovute esclusivamente all’esigenza di privilegiare la speditezza piuttosto che l’affidabilità del dato”.

Secondo il rapporto questa consuetudine “se trae origine dalla difficoltà di conciliare efficacemente tempestività ed attendibilità delle comunicazioni propalate via Internet, si va affermando sulla scia di produzioni informative per fini economici e finanziari”.

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09 05 2001
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