IBM presenta il Corporate Responsibility Report 2019

IBM ha pubblicato il proprio Corporate Responsibiltity Report, una fotografia delle azioni di responsabilità sociale messe in atto dal gruppo.
IBM ha pubblicato il proprio Corporate Responsibiltity Report, una fotografia delle azioni di responsabilità sociale messe in atto dal gruppo.

IBM ha presentato il proprio Corporate Responsibility Report, un ampio documento che illustra le azioni di responsabilità sociale che il gruppo ha messo in opera nel 2019 e in questa fatidica prima metà del 2020. Mai come in questo periodo si tratta di report di importanza capitale, poiché fotografano non soltanto il modello di business di una azienda, ma la sua identità e il valore che è in grado di esprimere a più vasto raggio. La fortuna di essere italiani ci consente di leggere documenti di questo tipo con la visione che Adriano Olivetti ci ha lasciato a suo tempo in eredità:

Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?

Ripartire da Olivetti per leggere il report IBM è un po’ come chiudere un cerchio lungo mezzo secolo, portando a congiungersi i due nomi che dettarono gli inizi di un percorso del quale oggi stiamo vivendo le nuove tappe. Al termine di un trimestre all’insegna di uno shock senza pari, la lettura di report di questo tipo non è soltanto una fotografia del passato, quindi, ma anche una sorta di visione per il futuro: la responsabilità sociale delle aziende è e sarà sempre più centrale per definire il ruolo dell’azienda stessa nella società e sul mercato. Ed è questo che il report IBM intende tracciare.

IBM Corporate Responsibility Report

Il principio espresso nel report è quello del “Good Tech”, l’innovazione in grado di distribuire democraticamente benefici alle comunità di tutto il mondo. Sono quattro gli ambiti principali enucleati da IBM:

  • Formazione e Capitale Umano: “P-TECH, il nuovo modello formativo creato da IBM che propone un percorso educativo dal liceo fino alla laurea in “Esperto Digitale”, è cresciuto fino a raggiungere più di 220 scuole e 150.000 studenti in 24 paesi, con un network di più di 600 partner industriali. Nel 2019, IBM ha donato servizi e software per l’istruzione per un valore di 800 milioni di dollari. In Italia, questo percorso è iniziato a Taranto, ove si è appena concluso il primo anno dei sei previsti con la partecipazione di 170 studenti. A settembre il nuovo esordio, sempre a Taranto, per altri 130 ragazzi“;
  • Sostenibilità ambientale: “nel 2019 il consumo totale di energia di IBM, inclusi i data center di co-location, è stato ridotto del 4,5% rispetto al 2018 facendo così risparmiare all’azienda 9,1 milioni di dollari. Inoltre, IBM ha pianificato di ottenere entro il 2025 il 55% dell’energia da fonti rinnovabili“;
  • Etica e diversità: “nel 2019 l’Ethisphere Institute ha nominato IBM una tra le aziende più etiche al mondo per il secondo anno consecutivo. Anche altre organizzazioni hanno elogiato la cultura della diversità e dell’inclusione di IBM, con il riconoscimento della Campagna per i Diritti Umani come miglior posto di lavoro per l’uguaglianza LGBTQ. IBM è apparsa sulla lista delle Best Companies for Multicultural Women. Non solo, l’impegno etico viene sottolineato anche dalla partecipazione di IBM alla Call for AI Ethics voluta dalla Pontificia Accademia per la Vita e sostenuta anche da Papa Francesco“;
  • Istruzione a distanza: “un’iniziativa partita dall’Italia, e poi adottata in gran parte d’Europa e in America Latina, ha visto IBM collaborare con Cisco per mettere a disposizione di studenti e insegnanti la piattaforma di videoconferenza Webex durante la pandemia COVID-19. I dipendenti IBM si sono poi organizzati su base volontaria in team per aiutare i docenti a utilizzare la tecnologia in modo efficace“.

Tutto ciò è declinato all’interno del report (disponibile qui) in una serie di iniziative, ivi comprese quelle poste in essere per contribuire alla reazione allo shock della pandemia da Covid-19. Inevitabilmente è questo uno snodo che non si può ignorare e sul quale il gruppo ha operato mettendo in campo l’IA di Watson, la forza bruta dei supercomputer, una “Call for Code” in cerca di nuove soluzioni, l’accesso libero a migliaia di brevetti e altro ancora.

Tra le indicazioni fornite sono presenti anche alcuni riferimenti particolarmente interessanti circa le posizioni del gruppo su alcuni temi all’ordine del giorno: dalla regolamentazione sul 5G alle normative sulla privacy, passando per nuovi standard normativi per l’IA e lo scambio di dati oltre i confini nazionali. Per molti versi trattasi di un report che è anche manifesto: Arvind Krishna, nuovo CEO del gruppo insediatosi nel mese di gennaio, ha immediatamente dovuto affrontare una crisi senza precedenti ed in questo report non può che averci inserito significative dichiarazioni di intenti. Una firma che, prima ancora di essere strategia, si fa visione.

Arvind Krishna, CEO IBM

Arvind Krishna, CEO IBM

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01 07 2020
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