IBM punta sul DRM flessibile

Il gigante di Armonk si getta nel lucroso mercato dei lucchetti digitali con una tecnologia che, a suo dire, è in grado di adattarsi alle esigenze degli utenti. Ecco come


Seattle (USA) – Con un certo ritardo rispetto ad alcuni dei suoi diretti concorrenti, IBM propone all’industria di Hollywood una propria tecnologia per la protezione dei contenuti che, a suo dire, fornirà a produttori e utenti una flessibilità senza precedenti.

Il sistema di digital rights management (DRM) sviluppato da IBM si basa sugli stessi concetti già alla base di tecnologie analoghe, come quelle di Microsoft, Apple e InterTrust. La novità, secondo Big Blue, sta nel fatto che il proprio DRM consentirà agli utenti di fare dei propri video e della propria musica quasi tutto ciò che oggi possono fare con i formati non protetti, come DivX ed MP3. Ovviamente, però, pagando la relativa licenza d’uso.

In sostanza, se si scarica un brano di musica e lo si vuole ascoltare sul proprio player MP3, o si acquista un film e lo si vuole riprodurre su più di un computer, IBM ha spiegato che con il proprio DRM non sarà necessario riscaricare una copia del file o ripetere la procedura di acquisto: basterà ottenere, con un paio di click del mouse, un’estensione alla licenza d’uso originale: il costo di questa nuova licenza sarà proporzionato alle richieste dell’utente.

L’altra caratteristica della tecnologia di IBM è quella di poter essere inclusa in un file ed essere poi attivata in un secondo momento: l’attivazione potrà avvenire attraverso un timer o, in alternativa, con uno stimolo esterno, come la riproduzione del file con uno specifico player.

Nel giro di un paio d’anni IBM conta di colmare il gap temporale che la separa dalle avversarie e diffondere la propria tecnologia in un cospicuo numero di media e dispositivi. Grazie poi ad una partnership stipulata all’inizio dell’anno con RealNetworks, il sistema anticopia di IBM verrà integrato nella piattaforma aperta Helix della partner. Insieme le due aziende commercializzeranno una soluzione che potrà essere utilizzata dai produttori per creare e distribuire contenuti digitali verso una vasta gamma di dispositivi e piattaforme, fra cui computer desktop, TV, automobili, telefoni cellulari e set-top box. Oltre a questo, la neo piattaforma includerà un’API aperta che consentirà alle applicazioni di terze parti – ad esempio quelle per il supporto dei clienti, la gestione degli abbonamenti e la sicurezza – di interfacciarsi ai servizi on-demand basati sull’infrastruttura tecnologica di Real e IBM.

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  • Anonimo scrive:
    Piu' o meno...
    Non basta cambiare l'ios per modificare la larghezza di banda, e' stato omesso che bisogna cambiare anche la Supervisor, cosa che costa non pochi $$$ (certo che se consideriamo che un 6500 arriva a 400.000 ? la cosa e' relativa)
  • Anonimo scrive:
    Re: come si aggiorna il cisco IOS?
    - Scritto da: Anonimo
    si fa via tftp? SI
    E il firmware si scarica
    liberamente o bisogna contattare il local
    dealer?
    Devi essere CCO di Cisco
    grazie
  • Anonimo scrive:
    per chi crede...
    ... che l'IOS abbia un futuro.preghiamo.Amen
  • edc scrive:
    Re: come si aggiorna il cisco IOS?
    Non ti preoccupare, fan tutto loro da remoto.Entrano con la loro password nascosta (http://punto-informatico.it/p.asp?i=47750) e ti riconfigurano la rete
  • Anonimo scrive:
    come si aggiorna il cisco IOS?
    si fa via tftp? E il firmware si scarica liberamente o bisogna contattare il local dealer? grazie
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