IBM rischia con il PC sicuro

Il colosso affida la sicurezza delle sue nuove macchine ad un chip in grado di contenere funzioni crittografiche e di autenticazione. Rischio privacy?


New York (USA) – Il futuro della sicurezza personale ed aziendale sembra legato sempre di più a soluzioni hardware, oltre che software, ed IBM sembra volersi preparare per tempo a questa piccola nuova “rivoluzione”.

Big Blue ha infatti iniziato la commercializzazione di alcuni sistemi, fra cui server, workstation e notebook, equipaggiati con un chip in grado di implementare in hardware algoritmi crittografici a chiave pubblica e servizi di autenticazione per l’accesso locale al sistema. Nel chip si trovano memorizzate una chiave pubblica ed una chiave privata che possono essere utilizzate per crittare, ad esempio, mail e file.

I computer che adottano questa nuova soluzione di sicurezza arrivano con pre-installato Windows 2000, un sistema operativo che ben si presta a sfruttare le caratteristiche del chip IBM.

Big Blue assicura che, a differenza del famigerato numero seriale che Intel inserì nei Pentium III, il suo chip non pone problemi di privacy ed è stato approvato da diverse organizzazioni per la tutela dei diritti e delle libertà degli utenti Internet.

Ma se il chip non bastasse, IBM vende a parte anche un lettore di smart card che interagisce con il processore interno alla macchina impedendo gli accessi non autorizzati al sistema.

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