IBM, un buon 2011

Sfondato il tetto dei 100 miliardi di dollari di fatturato. Nell'ultima trimestrale ci sono 5,5 miliardi solo di profitti. Grandi risposte dalla divisione software e dai servizi. Male l'hardware

Roma – Espansione nei mercati emergenti, capitalizzando al massimo tendenze globali come quella dei servizi cloud. La ricetta per un felice capodanno, festeggiato da IBM con i suoi ultimi risultati trimestrali . Alla fine dello scorso dicembre, il colosso di Armonk ha così registrato un flusso in entrata pari a 29,5 miliardi di dollari . Più 2 per cento rispetto allo stesso periodo nel 2010.

“E dunque il 2011 è stato un altro grande anno per noi”, come sottolineato dal Chief Financial Officer (CFO) Mark Loughridge. Al netto dei costi, IBM ha rilevato un più 4 per cento dal quarto trimestre del 2010 per un totale di 5,5 miliardi di dollari. Considerato l’intero anno fiscale, il fatturato di Big Blue ha sfiorato i 107 miliardi di dollari .

Più che positivi i ritmi di crescita del valore azionario dell’azienda statunitense. Sempre secondo i dati del quarto e ultimo trimestre, l’aumento si è assestato sui 4,71 dollari ad azione. In relazione all’intero anno fiscale, IBM ha osservato una crescita di 13 punti percentuali per un totale di 13,6 dollari ad azione. C’è ora grande ottimismo sulla reale possibilità di raggiungere il traguardo dei 20 dollari entro l’anno 2015 .

Merito delle cosiddette economie emergenti di paesi come Brasile, Russia, India e Cina. L’ultima trimestrale di IBM ha parlato di un vistoso 10 per cento in più nei ricavi provenienti dal Sud America e dall’Asia . Risultati particolarmente brillanti sono stati registrati dalla divisione software: più 9 per cento con un fatturato pari a 7,6 miliardi di dollari.

Ma sono giunte notizie positive anche dalle divisioni Global Technology Services e Global Business Services , cresciute entrambe del 3 per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2010. Come sottolineato da più di un osservatore, alcune delle ultime strategie di IBM hanno iniziato a dare i primi, clamorosi frutti. Come ad esempio la linea di servizi software legati al commercio elettronico – Smarter Commerce – che ha permesso al gigante di Armonk di registrare ricavi lievitati del 25 per cento . Mentre il settore del cloud computing ha osservato una crescita tripla rispetto alla fine del 2010.

L’ultima trimestrale di IBM ha comunque disatteso per difetto le previsioni degli analisti, che avevano ipotizzato ricavi totali pari a 29,71 miliardi di dollari e profitti netti per un totale di 5,6 miliardi. Male anche il settore hardware – meno 8 per cento – in particolare quello dei mainframe che ha praticamente pagato la domanda insolitamente alta dopo il rilascio del modello zEnterprise 196 nel corso del 2010.

Mauro Vecchio

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