Il Giappone mette l'antifurto ai file MIDI

Un'associazione industriale intende proteggere dalla copia i file MIDI con la tecnica del watermarking, una filigrana digitale a prova di crack


Tokyo (Giappone) – L’Association of Musical Electronics Industry (AMEI) giapponese ha lanciato, a partire dal primo dicembre, un servizio per la protezione dei diritti intellettuali dei file musicali in formato MIDI.

Attraverso uno speciale software, l’AMEI è infatti in grado di contrassegnare ogni file MIDI con un ” watermark “, una sorta di filigrana digitale, composto da un numero unico identificativo. Attraverso questo codice, chiamato “MIDI Sign”, AMEI potrà risalire al proprietario dei diritti intellettuali di un brano.

AIMEI ha spiegato che se un suo membro si imbatte in un file MIDI sospettato di essere una copia od una riproduzione, tutto quello che deve fare è inviarlo all’associazione, la quale si occuperà innanzitutto di verificare se è presente il watermark e, successivamente, di controllare il brano con quelli archiviati nella propria banca dati.

AIMEI sostiene che il watermark non inficia in alcun modo la qualità dell’audio ed è praticamente impossibile da cancellare per chi non disponga del software che lo ha creato: il numero identificativo, a detta degli esperti, si mantiene integro anche nel caso il file MIDI venga modificato e poi salvato con un software di editing.

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