Il nuovo Tribler decentralizza i torrent

La tecnologia alla base della futura infrastruttura europea di streaming dei contenuti alza il tiro e introduce un sistema di ricerca torrentizia decentralizzato. E funziona

Roma – The Pirate Bay soccomberà, prima o poi, alla guerra mondiale scatenatale contro dall’industria dell’intrattenimento? Poco male, dirà qualcuno: la più grande risorsa pubblica di ricerca e download di contenuti su rete BitTorrent potrebbe aver già trovato il successore ideale nella forma del client BT Tribler , che già si è fatto notare per essere diventato la base del progetto di accelerazione tecnologica europea nel campo dello streaming-P2P, il progetto P2P-Next .

Dopo aver collaborato alla messa a punto di un formato di torrent per le trasmissioni in diretta di filmati e webcam, il gruppo di lavoro di Tribler si è dedicato ad un nuovo strumento potenzialmente rivoluzionario per l’intero file sharing e la rete BitTorrent, vale a dire un network per la ricerca di puntatori ai download (i torrent, appunto) decentralizzata, che non necessiti di alcun server centrale .

È la croce e delizia che ogni utente di BT conosce bene, l’obbligo di farsi un giro sul solito TPB, Mininova o gli altri collettori di file torrent senza i quali su BitTorrent non si scarica nemmeno un bit. Già qualcuno aveva provato a liberare i downloader dal fardello dei server e dei portali costantemente buttati giù dai mastini legali dei detentori del copyright, nella fattispecie gli autori del plug-in per Vuze/Azureus Cubit .

L’approccio di Tribler prende il nome di BuddyCast , e secondo quanto riferito dagli sviluppatori “ha richiesto anni per far funzionare in maniera veloce ed efficiente l’infrastruttura di ricerca zero-server. Noi crediamo che oggi BuddyCast sia l’algoritmo più efficiente, scalabile e resistente in circolazione e che sia inoltre pronto per il tagging e il rating dell’utente in pieno stile 2.0”.

Oltre alla ricerca decentralizzata di torrent, infatti, Tribler è dotato di funzionalità eminentemente “social” quali appunto la possibilità di appioppare delle etichette ai download e, soprattutto, quella di velocizzare i download di utenti “amici”. Ennesima modifica alle modalità di funzionamento egualitarie del BitTorrent originario, Tribler introduce il concetto di “rating” effettivo delle velocità di download dei peer, incentivando e premiando chi ha uno share rate superiore e penalizzando le “sanguisughe senza dignità” che scaricano e non condividono adeguatamente i contenuti.

Come giustamente osserva TorrentFreak , per ora le pur notevoli qualità di Tribler non hanno granché speranza di intaccare la centralità della Baia svedese nell’ambito dei download su rete BitTorrent. Ma dovesse succedere il finimondo e i server di TPB sparpagliati in giro per il mondo venissero costretti davvero al silenzio, il network di ricerca decentralizzata del nuovo client BT avrebbe certamente modo di ricevere un “boost” di nuovi utenti con numeri e percentuali da capogiro .

Alfonso Maruccia

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