Il rammarico di Berners-Lee

Uno dei creatori del Web confessa al NYT che il suo lavoro avrebbe potuto essere migliore. Con due slash in meno

Roma – Come un pittore che anni dopo aver dipinto la sua tela più bella si ritrova a rimirarla, Tim Berners-Lee parla al New York Times del suo Web, spiegando con il senno di poi che avrebbe potuto fare di meglio .

È un particolare minimo quello che uno dei padri della Rete non riesce proprio a perdonarsi: quel doppio slash dopo la sigla del protocollo http , nella barra degli indirizzi. In effetti la combinazione shift+7 non è una delle più comode da digitare, anche se nell’era di Google l’indirizzo alfanumerico ha gradualmente perso d’importanza.

In ogni caso, se potesse tornare indietro, Berners-Lee eviterebbe di introdurre le due stanghette diagonali: uno spreco di energie che all’alba del Web non aveva saputo prevedere.

Ecco perché i browser di oggi completano il prefisso http:// in automatico.

Giorgio Pontico

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  • Wolf01 scrive:
    Parlar male
    Paura eh?!?! (anonimo)In 3 giorni manco un commentoBhe sinceramente almeno qualcuno ha capito che parlar male di un'azienda che usa pratiche assurde per contrastare la pirateria è anche giusto, mica si può parlar bene sempre di tutto.È come non poter parlar male del nazismo.
    • DarkOne scrive:
      Re: Parlar male
      - Scritto da: Wolf01
      Paura eh?!?! (anonimo)
      In 3 giorni manco un commento

      Bhe sinceramente almeno qualcuno ha capito che
      parlar male di un'azienda che usa pratiche
      assurde per contrastare la pirateria è anche
      giusto, mica si può parlar bene sempre di
      tutto.
      È come non poter parlar male del nazismo.Il problema si ha quando quelli di cui parli male sono infiltrati un pò dappertutto e ti mettono a tacere...cosa che in itaGlia succede tutti i giorni.
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