Il VoIP ha troppo successo: tassiamolo

In Colorado, contee e comuni tassano i servizi telefonici dei provider e non possono permettersi di aprire una zona franca per il promettente mercato del VoIP
In Colorado, contee e comuni tassano i servizi telefonici dei provider e non possono permettersi di aprire una zona franca per il promettente mercato del VoIP


Denver – In Colorado, molti si sono accorti della crescita del business legato alla telefonia VoIP. Tra di essi, la Commissione Finanza dello Stato, che la scorsa settimana ha respinto un provvedimento che avrebbe vietato alle amministrazioni comunali di tassare i servizi di telefonia su internet.

La proposta di legge è stata cassata da una risicata maggioranza. La motivazione è presto spiegata: l’eventuale esenzione del VoIP dall’imposizione fiscale avrebbe, come conseguenza, un’accelerazione della trasformazione delle utenze dalle compagnie telefoniche tradizionali verso quelle che forniscono telefonia su internet. E questo avrebbe comportato un drastico calo delle entrate per i comuni, dal momento che i servizi degli operatori telefonici sono soggetti a tassazione da parte di comuni e contee.

“Se diciamo che i servizi degli operatori telefonici fissi e mobili sono tassati ma non includiamo il VoIP – riferisce Ken Fellman, sindaco di Arvada – la quasi totalità degli utenti migrerà (al VoIP)”. I dati pubblicati dalle ultime ricerche evidenziano che il settore è troppo promettente per essere trascurato dall’imposizione fiscale: Jupiter Resarch stima che almeno 12 milioni di famiglie americane migreranno alla tecnologia VoIP entro il 2009, mentre un altro studio, di Osterman Research , segnala che entro due anni i servizi di telefonia su internet saranno scelti dal 45% del mercato non-consumer.

Il principale operatore telefonico del Colorado commenta negativamente la decisione delle autorità dello Stato. John McCormick, dirigente di Qwest , operatore che lo scorso anno ha avviato la commercializzazione di servizi VoIP, afferma che la mancata approvazione del provvedimento costituisce un disincentivo, per una compagnia telefonica, ad operare in Colorado. Quel che è certo è che la mossa dell’amministrazione di quello Stato potrebbe presto far scuola altrove, anche al di fuori degli USA.

Dario Bonacina

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05 02 2006
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