Il WiMax viaggia verso il Gigabit

Con lo sviluppo del nuovo protocollo 802.16m, IEEE conta di arrivare ad 1 Gbps prima della fine del decennio. E punta ad abbracciare il 4

Roma – In Italia, per questioni di licenze , non se ne può ancora parlare. Ma nonostante intoppi locali – regolatori o burocratici – il WiMax è una tecnologia in continua evoluzione. IEEE sta infatti lavorando ad una nuova versione dello standard, la 802.16m, che promette trasferimenti dati all’astronomica velocità massima di 1 Gbps.

Velocità – e retro-compatibilità con gli apparati 802.16 già esistenti – saranno le caratteristiche del nuovo standard che, come assicurato dallo IEEE, sarà più mobile che mai in quanto compatibile con i requisiti fissati dall’ ITU per la tecnologia 4G.

Non è difficile capire i possibili impieghi di banda così tanto larga: il target è la sempre più inseguita convergenza tra la comunicazione IP (leggibile anche come VoIP ) e le sempre più numerose applicazioni multimediali audio/video e via discorrendo. Molti analisti esprimono un cauto scetticismo, dovuto alle difficoltà connesse al dichiarato obiettivo di retro-compatibilità. L’IEEE ritiene comunque di essere in grado di ultimare lo sviluppo del nuovo standard entro la fine del 2009.

D.B.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Sarebbe anche ora di darsi una mossa
    ...o più facile che uno dei 5 sbagli totalmente la diagnosi... oppure che trascriva male qualcosa della cartella dell'altro e così via... solo che se sbagliano i medici, non dico sempre, ma la gente muore.
  • Anonimo scrive:
    Sicurezza e Privatezza
    Il punto debole di questi sistemi sta nella sicurezza della conservazione e trasmissione dei dati e nella conseguente privatezza di questi.E' fin troppo facile immaginare uno scenario in cui la configurazione delle connessioni wireless sia a dir poco trascurata, consentendo accessi non autorizzati ai dati sensibili.Punto secondo, la possibilita' di sabotaggi.Come ben sanno quelli che si occupano di sicurezza dei dati, un eccessivo accentramento dei dati indebolisce l'affidabilita' del sistema: un unico guasto e via, blocco globaletotale.Certo, saranno previsti sistemi di backup, affidabilita' e continuita', ma questi mettono al riparo giusto dal guasto accidentale, un attacco mirato e' un'altra cosa.Anche senza pensare alla catastrofe, e' prospettabile un attacco al singolo aziente, e' sifficiente introdursi nel sistema e cambiare le dosi di un farmaco o addirittura il farmaco stesso.Insomma, da una parte i nostri dati sanitari sono a rischio di divulgazione, dall'altra l'intero sistema sanitario puo' essere messo sottosopra in una notte.k1
  • Anonimo scrive:
    ci pensavo
    ci pensavo qualche settimana fà quando ero ricoverato all'ospedale,credo che dovrebbe essere una tecnologia da applicare anche da noi. Non mi dite che è un problema di soldi perchè ne servono uno massimo due per reparto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Sarebbe anche ora di darsi una mossa
    No, basta un medico solo. Purchè si chiami House.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sarebbe anche ora di darsi una mossa
      - Scritto da:
      No, basta un medico solo. Purchè si chiami House.Si vede che non hai visto ancora l'episodio 3x09 :)
  • Anonimo scrive:
    "associati" al chip rfid...
    gira e rigira un chip te lo vogliono ficcare dentro a tutti i costi! @^ @^ @^
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