India, sorveglianza cellulare al potere

Alcuni dei maggiori produttori di smartphone collaborerebbero con il governo indiano fornendo vere e proprie backdoor per facilitare le intercettazioni. Ora c'è anche il memo segreto, ma gli interessati smentiscono

Roma – I grandi produttori di cellulari ammanicati con il governo indiano per facilitare le intercettazioni sulle comunicazioni? Si tratta di un sospetto che serpeggia da tempo. Ora c’è anche un documento “ufficiale” a conferma, e la faccenda assume contorni da potenziale incidente diplomatico quando coinvolge una commissione di inchiesta del Congresso USA.

Il documento è un “memo” diffuso in rete dal gruppo di hacker “The Lords of Dharmaraja”, lo stesso che ha recentemente distribuito il codice sorgente degli antivirus Symantec dopo aver fatto breccia nei server del governo indiano. Nel memo vengono espressamente citate Apple, RIM e Nokia come firmatarie di un accordo con Nuova Delhi per la fornitura di vere e proprie backdoor atte a facilitare il controllo delle comunicazioni su reti cellulari.

A quanto pare il memorandum segreto proverrebbe proprio dai server su cui gli aggressori hanno fatto incetta del codice Symantec, mentre si apprende che il governo avrebbe fatto attivamente uso delle backdoor per spiare le comunicazioni riservate degli USA – anche nel caso della “US-China Economic and Security Review Commission” istituita per indagare “le implicazioni sulla sicurezza nazionale dello scambio bilaterale e del rapporto economico” sino-americano.

Le aziende chiamate direttamente in causa (Apple e RIM) negano di aver infilato backdoor nei loro prodotti per compiacere le velleità orwelliane di Nuova Delhi. Nel mentre, la commissione del Congresso sui rapporti Cina-USA minaccia l’avvio di un’indagine per far luce sull’accaduto.

Alfonso Maruccia

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  • Claudio Bedino scrive:
    ...intanto in Italia
    Qualcosa di nuovo si muove in Italia!Una nuova iniziativa che promette di cambiare il modo in cui viene affrontato oggi il crowdfunding è Starteed (da Start Seed) . Chi si iscrive e cerca fondi per la propria idea è anche un investitore con la sua piccola quota. I progetti più votati si aggiudicano queste quote oltre ai fondi raccolti tramite la propria campagna di crowdfunding tradizionale. La piattaforma sarà operativa da aprile 2012.
  • Claudio Bedino scrive:
    intanto in Italia...
    Qualcosa di nuovo si muove in Italia!Una nuova iniziativa che promette di cambiare il modo in cui viene affrontato oggi il crowdfunding è Starteed (da Start Seed) . Chi si iscrive e cerca fondi per la propria idea è anche un investitore con la sua piccola quota. I progetti più votati si aggiudicano queste quote oltre ai fondi raccolti tramite la propria campagna di crowdfunding tradizionale. La piattaforma sarà operativa da aprile 2012.
  • uno nessuno scrive:
    numeri, numeri...
    Siete così abituati a ragionare per numeri, che non vi chiedete nemmeno più cosa significano. Anzi, non vi chiedete se hanno un significato.Nella fattispecie, 27.000 significa meno di niente. Uno che scrive quel numero così a casaccio, e uno che lo legge e rimane soddisfatto dell'informazione che ha ricevuto, sono due persone con un cervello atrofizzato.Che tipo di progetti erano? Quanti soldi chiedevano? Quante energie? A chi si rivolgevano? Erano innovativi o sfuttano formule gia' molto collaudate?Senza queste informazioni, sapere che un progetto viene finanziato, o che non viene finanziato, o anche solo che esiste, sono solo parole buttate nel XXXXX, scritte tanto per farsi pagare un articolo.Del resto, il sito lo conosciamo...
  • bubba scrive:
    kickstarter e' un pirata!
    bisogna che le major lo dicano in fretta nei vari parlamenti, prima che la gente ci prenda gusto. Dio, ma ve lo immaginate, un regista/gruppo propone un film al pubblico e chiede se lo vorrebbe vedere/finanziare... se si, quello va avanti. E TUTTO il lavoro delle MAJOR -di marketing,lobbying ,corruzione, avvocati (tanti!) e Ferrari e ville pagate- dove lo mettiamo? un disastro!
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: kickstarter e' un pirata!
      - Scritto da: bubba
      bisogna che le major lo dicano in fretta nei vari
      parlamenti, prima che la gente ci prenda gusto.
      Dio, ma ve lo immaginate, un regista/gruppo
      propone un film al pubblico e chiede se lo
      vorrebbe vedere/finanziare... se si, quello va
      avanti. E TUTTO il lavoro delle MAJOR -di
      marketing,lobbying ,corruzione, avvocati (tanti!)
      e Ferrari e ville pagate- dove lo mettiamo? un
      disastro!Kickstarter va bene per piccoli progetti. Se tu devi fare un film con un budget medio, cioè parlo di un film indie tipo quelli che vanno al Sundance Film Festival, hai bisogno di almeno 3 milioni e mezzo di dollari. Se vai su Kickstarter e chiedi quella cifra non riuscirai mai a raggiungerla. Al massimo si può chiedere soldi per fare qualche documentario o un corto di 5-10 minuti come fa la blender foundation (che comunque non ha la qualità dei corti Pixar).
      • Talking Head scrive:
        Re: kickstarter e' un pirata!

        Kickstarter va bene per piccoli progetti. Se tu
        devi fare un film con un budget medio, cioè parlo
        di un film indie tipo quelli che vanno al
        Sundance Film Festival hai bisogno di almeno 3
        milioni e mezzo di dollari. Se vai su Kickstarter
        e chiedi quella cifra non riuscirai mai a
        raggiungerla.Vero. Ma non è necessario. Se chiedi soldi su Kickstarter non vuol dire che non puoi guadagnare in altro modo. Non vuol dire che non puoi chiedere soldi ai cinema per proiettare il tuo film. O alle Televisioni. Non vuol dire che non puoi chiedere fondi allo stato o organizzazioni.Il punto di Kickstarter non è finanziare un progetto interamente, ma dare ad un regista in erba la possibilità di fare un film senza rimetterci troppi soldi. Il problema non è il denaro in media (almeno per progetti commerciali), ma il rischio d'impresa: mentre possono dividerselo regista, attori e direttori della fotografia, promettendosi una divisione delle entrate come pagamento nel caso il film vada bene come in un progetto comune, non si possono tipicamente pagare con promesse tecnici, attrezzature e locations. I Kickstarter permettono di pagare le spese fisse e produrre un film. Siamo ancora lontani da poter produrre un blockbuster pieno d'effetti speciali? Sì, ma siamo ancora alla partenza della rivoluzione, non si può partire ed essere già vicini all'obbiettivo, non sarebbe una rivoluzione.Btw, giusto per informazione, al Sundance (in cui dici che un film prodotto su Kickstarter non potrebbe andare) quest'anno andranno ben 14 film prodotti da progetti finanziati (in tutto o in parte) da Kickstarter.
        • Dottor Stranamore scrive:
          Re: kickstarter e' un pirata!
          - Scritto da: Talking Head
          Btw, giusto per informazione, al Sundance (in cui
          dici che un film prodotto su Kickstarter non
          potrebbe andare) quest'anno andranno ben 14 film
          prodotti da progetti finanziati (in tutto o in
          parte) da
          Kickstarter.Grazie sono corti e documentari. Sopra cosa ho detto? Che puoi finanziarci corti o documentari.Il discorso che parzialmente può finanziare un lungometraggio non è altro che la prova di come le case di produzione (e le banche che glieli prestano) siano ancora fondamentali. È inutile poi parlare di effetti speciali. I film di Woody Allen non hanno effetti speciali, riescono ad avere grosse star che lavorano al minimo sindacale (una cosa tipo 2000 euro al mese, comunque non le cifre da capogiro che prendono di solito) e lo stesso costano milioni di dollari.
          • Talking Head scrive:
            Re: kickstarter e' un pirata!
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            Grazie sono corti e documentari. In realtà no, c'è anche un film che corre nella categoria principale, Keep the Lights on, finanziato ovviamente non SOLO con Kickstarter ma anche con investimenti e prestiti, ma senza una casa di produzione alle spalle.Il punto è che mostri miopia:- non noti come quello che era impossibile ieri è possibile già oggi (vedi commento sul Sundance e reshift del target della discussione), essendo un mercato che triplica in un anno;- continui a pensare ai flussi di denaro attuali, pensando semplicemente a quelli che aumentano e diminuiscono, senza pensare che in dieci anni, come è stato per la musica, potrebbero essere completamente diversi, verso e da persone che prima non avevano rapporti economici in quel settore;- continui a pensare ad una struttura produttiva uguale, in termini di rapporti professionali e doveri del consumatore;- non vedi infine i cambiamenti tecnologici che permettono già ora di ridurre moltissimo il costo di fare un video e le figure professionali richieste.Le osservazioni che fai sono sempre ragionevoli, a patto che il mercato rimanga uguale. Sono simili alla famosa frase del CEO di IBM (o Hartree, non si è mai capito) "La domanda mondiale totale dovrebbe essere di circa 5 computer". Assolutamente ragionevole, se i computer fossero continuati a costare come il PIL di una piccola nazione e a richiedere una competenza per l'uso che solo grandi nazioni avevano. Ma poi la tecnologia fa un balzo inatteso, il mercato se ne accorge e avanza, il pubblico si adatta, il prezzo scende, la tecnologia lo segue, e le previsioni in 5 anni non hanno già più molto senso e in 10 ci fanno sembrare ridicoli.
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