Informatica, corsi online gratuiti

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Roma – Aumentano i siti che mettono a disposizione strumenti e servizi per apprendere materie informatiche e tra questi ha annunciato il compimento del secondo mese di attività Freelabs.it, una realtà che organizza corsi sviluppati via web.

“Noi – si legge in una nota – offriamo a professori e studenti una board user-friendly e completa di tutto quello che possa servire per svolgere/studiare, tutto rigorosamente online, su un server veloce ed affidabile. Inoltre mettiamo a disposizione degli utenti un forum che funge da centro di assistenza e svago; un servizio nopaste e caselle email gratuite con spazio illimitato, accessibili sia da webmail che da pop (quindi con un software apposito per la posta, nel proprio hard disk)”.

“Le stagioni “scolastiche” – continua la nota – si prolungano da novembre al giugno dell’anno dopo e durante questo periodo di tempo si svolgono i corsi, che variano da linguaggi di programmazione a Sistemi operativi; dalla grafica all’hardware”. “I professori – conclude la nota – sono per la maggior parte studenti universitari che vogliono trasmettere e poi condividere quello che hanno imparato, o che stanno imparando, daltronde questa è il nostro modo di pensare: “tu insegni a me e io insegno a te”.

Freelabs è qui

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  • pppaolo scrive:
    Una contromossa, gli Spider
    Mi sembra che tutti gli intervenuti riconoscano lo estrema difficolta' di trovare su Internet qualcosa che non sia stato indicizzato. Ma forse una contromisura e' possibile, il ricorrere (o lo scriversi, se si e' capaci) uno di quei programmini che, magari a terminale spento, vagano nel Web e cercano le informazioni che ci interessano, anche se non sono state indicizzate da nessun MDR.Paolo
  • Anonimo scrive:
    Forse non ci preoccupiamo abbastanza...
    Poco tempo fa pensavo oziosamente una cosa simile:Siamo terribilmente *dipendenti* da google!Oggi, come fare senza google? Praticamente ci fidiamo di una scatola chiusa (chi sa come funziona in dettaglio?) e misteriosa che ci scodella risultati sì corretti, ma se oltre alle pagine elencate ce ne fossero altre, come fare a trovarle?La cosa inquietante, dal mio punto di vista, è che se qualcosa non è negli indici di google, non è raggiungibile dalla gran parte dell'utenza internet.Da questo punto di vista, in principio, google ha diritto di veto su quelli che sono i contenuti a cui io navigatore posso accedere. Che questo diritto di veto sia esercitato o meno non ha importanza. Il semplice fatto che possa esistere rende internet meno democratica.Pensateci: se io scrivo cose "scomode" per il potente di turno, potrebbe essere superfluo chiudere il mio sito web, sarebbe sufficiente cancellare ogni riferimento alle mie pagine dagli indici di google. Chi se ne accorgerebbe, oltre alla stretta cerchia che conosce il mio sito per passa parola?Oltre tutto, la censura potrebbe essere più sottile, e non ci sarebbe bisogno di cancellare dagli indici le pagine indesiderate... visto l'effetto premacy nella consultazione dei testi, basterebbe "affogare" la pagina indesiderata in un mare di risultati, per evitare che la gente trovi quella pagina.Questi sono degli esempi, ma come diceva A. C. Clarcke, "la realtà sarà ancora più strana", per cui visto l'enorme potere in mano a una sola azienda, forse sarebbe il caso di "sollevarla" da questa enorme responsabilità, e costruire qualche motore di ricerca più "democratico".Wikipedia può esserne un modello filosofico.La cosa importante è che questo motore di ricerca libero del futuro sia trasparente, nel senso che chiunque dovrebbe poter vedere come funziona, ed eventualmente avere la possibilità di migliorarlo.Se poi fosse anche decentralizzato sarebbe più al sicuro dai tentativi di "censura".salutigerlos
    • Anonimo scrive:
      Re: Forse non ci preoccupiamo abbastanza
      Al mondo ci sono due categorie di persone: quelli che si preoccupano troppo, e pensano sempre di non preoccuparsi abbastanza; e queli che gl'importa una bella sega di queste cazzate, perché hanno cose più serie da fare.Tra questi ultimi ci sono i "potenti". Far tacere una voce "scomoda" è il miglior modo per dargli implicitamente ragione: per questo lo fanno solo i fessi, i mafiosi di cartapesta dei filmini di hollywood e i satrapucci coloniali da quattro soldi. Meglio lasciar blaterare le sedicenti voci del dissenso, così chi ha senno penserà che sia solo aria fritta, delirio di potenza e chiacchiere senza supporto. Il che è vero nel 99% dei casi. Gli altri, quelli che pensano che l'ultima gallina che canta abbia per forza fatto l'uovo, sono irrilevanti.Il vero problema non sono certo i fessi sulle cassette di sapone dello speaker's corner che si divertono a gridare che il re è sempre nudo. Di quelli ce ne sono sempre abbastanza. Anzi, alla fine qualcuno si rompe i coglioni e inizia a pensare con la propria testa: il dissenso totale coincide con l'assenso totale.Il problema è un'altro: tutto quello che fai online può essere usato contro di te, anche (e soprattutto) le cose perfettamente legali, legittime e "morali". Per questo la privacy non è un optional. Google è solo una scheggia del problema.
    • pppaolo scrive:
      Re: Forse non ci preoccupiamo abbastanza
      Vorrei replicare solo su un aspetto, e cioe' che non ci sia piu' censura, o che sia attuata in modo piu' sottile, affogando le tesi scomode in un mare di informazioni. Censure ce ne sono, e non solo in qualche staterello del Terzo Mondo.Tanto per fare un esempio, nella democraticissima e progressista Emilia-Romagna del presidente Errani c'e' una almeno altrettanto democratica provincia, quella di Parma, dove tra le tante benemerite iniziative c'e' un esperimento di e-government, in pratica i cittadini possono esprimere le proprie opinioni nel forum di sociale.parma.it, con alcune piccole limitazioni (una censura che scarta tutto cio' che non sia politically correct, e inoltre ci puo' essere un solo thread, che dura due mesi, in altre parole si possono trattare solo sei problemi all'anno, uno alla volta), in Ottobre e Novembre si trattava della possibilita' di concedere il diritto di voto agli immigrati, sono stati pubblicati solo una prefazione da parte della redazione (tra l'altro con alcune inesattezze, creando confusione sullo stesso concetto di straniero) e cinque messaggi a favore del voto agli immigrati, mentre il mio (e di chiunque altri si fosse dichiarato contrario) no.Tra l'altro sostenevo che invece di dare lavoro agli immigrati (secondo uno studio Unioncamere nel 2005 il 42% delle assunzioni a Parma sara' di immigrati, pur essendoci un mare di disoccupati locali), e magari casa, facilitazioni varie (tra cui la consulenza legale gratuita, che i cittadini italiani non hanno, cosa che ho segnalato all'Ufficio nazionale contro le discriminazioni del Ministero delle pari opportunita') e forse il diritto di voto, la Provincia farebbe meglio, tramite il suo ufficio di collocamento o come si chiama adesso, a dare lavoro a chi come me (e non sono l'unico) lo aspetta da anni, invece sono un tre anni che infischiandosene del DLgs 297/2002 e dell'art. 18 della Bossi-Fini (precedenza ai disoccupati italiani e UE) non mi hanno mai convocato. Poi a pagare le tasse e a votare ci possiamo pensare noi, non c'e' bisogno di immigrati.Questo tanto per far vedere come una censura rozza, all'antica, esista ancora.Paolo
  • Anonimo scrive:
    meglio google che l'ordne dei giornalsti
    meglio google che l'ordine dei giornalisti.meglio un sistema globale con algoritmi matematici e forse dei filtri, piuttosto che un sistema ingessato dell'informazione come quello che passa per gli altri media.in ogni caso, google e' nato dopo microsoft, yahoo, altavista, e di questi e' riuscito a prenderne il posto.due ragazzi che escono da stanford possono ancora cambiare il mondo come lo conosciamo, e questa e' la vera forza di internet, non di google.
  • Anonimo scrive:
    Siamo d'accordo...
    Quando si ha la pappa scodellata si mangia quello che decide qualcun altro... Qual'è la novità?
  • Cavallo GolOso scrive:
    ci pensavo con le Pagine Gialle :)
    si, ci pensavo con le pagine gialle :)ovviamente non funzionano come nella pubblicità del simpatico Bisio...Basta provare, chiami con il cellulare DAVANTI al fruttivendolo, dici dove sei e chiedi di un fruttivendolo :)Se non sta su paginegialle, col cavolo che lo trovi.Eppure esiste, eppure è su altri elenchi, eppure una ricerca ONESTA ti direbbe che è LUI quello vicino e non il suo concorrente che sta a 1KM da me, ma che ha contattato paginegialle ...PagineGialle è solo un esempio, vale per qualsiasi servizio di questo tipo.Per ora, però (chiedo scusa) , Google ha dimostrato di comportarsi nel modo che l'utente apprezza, fornendo i risultati corretti.La coscienza di quel che dice l'autore dell'articolo, però, dovrebbe accompagnare ogni navigante, sono d'accordo :-)Buona Para a tutti!!! ;-)Marco... io ho la para da prima che tu iniziassi a scrivere qui, non ti sto prendendo per il culo ;-)
  • Anonimo scrive:
    PageRank



    Ma il page ranking, ovvero l'algoritmo (supposto "oggettivo") che decide in che ordine presentare i risultati, non è una modalità percettiva?Mi dispiace ma non funziona così, anzi il pagerank conta molto poco nell'ordine in cui vengono mostrati i risultati.
    • Anonimo scrive:
      Re: PageRank
      - Scritto da: Anonimo



      Ma il page ranking, ovvero l'algoritmo
      (supposto "oggettivo") che decide in che ordine
      presentare i risultati, non è una modalità
      percettiva?

      Mi dispiace ma non funziona così, anzi il
      pagerank conta molto poco nell'ordine in cui
      vengono mostrati i risultati.e allora che cosa conta? il page rank è la somma fatta numero di tutta una serie di combinazioni per decidere l'ordine di apparizione sulle ricerche. o no?
  • Anonimo scrive:
    a me piace.
    a me piace viaggiare etc, ma preferisco fare shopping su internet, non per tutto, ma quasi, preferisco confrontare i prezzi e farmi spedire i prodotti pagando possibilmente con la mia carta ricaricabile piuttosto che girare per i negozi dellla mia citta'. Se i negozianti non vogliono la parte di clientela attenta ai prezzi e alla qualita' dei prodotti, quella parte che ha accesso alle informazioni ed ha possibilita' di scelta, possono benissimo non affiliarsi a nessun sito web, per me, la maggior parte di loro, non esisteranno. Se google permettera' un servizio migliore di trovaprezzi.it o di kelkoo, puoi star certo che diventera' il mio preferito. Google mi piace, finche' rimarra' un servizio intelligente continuera' a dimostrare al mondo la pochezza intellettiva della concorrenza che si concentra sul farti credere per vendere invece che sulla qualita' per il successo duraturo.E' vero, puoi credere a google, a un prete, a un politico etc, la capacita' critica e' una conquista dolorosa e mai finita, ma, sinceramente, i soldi preferirei darli al primo dei tre sopra scritti, in ogni modo sarebbero spesi meglio."I nuovi servizi georeferenziati di Google aprono ulteriori possibilità di ricerca, e quindi anche di manipolazione della ricerca; quando sarà pienamente funzionante il servizio di ricerca di prodotti con georeferenziazione dei negozi che li vendono, Google impatterà anche sulla percezione della realtà al di fuori della Rete. Non vedremo più il fruttivendolo sotto casa, e quello che si è registrato su Google ci sembrerà più vicino."
  • matro scrive:
    qual'è l'occhio imparziale?
    sono d'accordo sul fatto che google, come qualunque altro motore di ricerca, ha negli algoritmi che costruiscono i suoi indici dei punti di vista che noi sposiamo, ma il fatto è che non vedo alternative.non ci sono sul web altre strade da percorrere, se non i link presenti su altre pagine, ma anche quelle sono punti di vista, ed anche molto limitati.c'è il passaparola in qualche modo... ma non vedo un modo oggettivo di vedere internet.
    • Anonimo scrive:
      Re: qual'è l'occhio imparziale?
      - Scritto da: matro
      sono d'accordo sul fatto che google, come
      qualunque altro motore di ricerca, ha negli
      algoritmi che costruiscono i suoi indici dei
      punti di vista che noi sposiamo, ma il fatto è
      che non vedo alternative.

      non ci sono sul web altre strade da percorrere,
      se non i link presenti su altre pagine, ma anche
      quelle sono punti di vista, ed anche molto
      limitati.

      c'è il passaparola in qualche modo... ma non vedo
      un modo oggettivo di vedere internet.Completamente oggettivo é difficile immaginarselo.Peró non é totalmente peregrino immaginare un sistema di indicizzazione che segua la filosofia di Wikipedia. Avremmo dunque un ranking non commercialmente orientato bensì fondato sull'autorevolezza.
      • Anonimo scrive:
        Re: qual'è l'occhio imparziale?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: matro

        sono d'accordo sul fatto che google, come

        qualunque altro motore di ricerca, ha negli

        algoritmi che costruiscono i suoi indici dei

        punti di vista che noi sposiamo, ma il fatto è

        che non vedo alternative.



        non ci sono sul web altre strade da percorrere,

        se non i link presenti su altre pagine, ma anche

        quelle sono punti di vista, ed anche molto

        limitati.



        c'è il passaparola in qualche modo... ma non
        vedo

        un modo oggettivo di vedere internet.

        Completamente oggettivo é difficile immaginarselo.
        Peró non é totalmente peregrino immaginare un
        sistema di indicizzazione che segua la filosofia
        di Wikipedia. Avremmo dunque un ranking non
        commercialmente orientato bensì fondato
        sull'autorevolezza.io non cerco mai informazioni commerciali e Google mi da sempre risultati utili ... e sempre attinenti
        • AnyFile scrive:
          Re: qual'è l'occhio imparziale?
          - Scritto da: Anonimo
          io non cerco mai informazioni commerciali e
          Google mi da sempre risultati utili ... e sempre
          attinentiovviamente il problema vi e' quando una societa' ci guadagna se un utente va sul suo sito al posto di quello di un suo concorrente.Chi pagherebbe per una pubblicita' o per essere messo prima nella lista di google se da questo non gli tornerebbe nulla indietro?Come in tutte le cose (non solo su internet) ogi volta che c'entrano i soldi o interessi economici serve utilizzare maggiore attenzione e tenere presente che ci puo' sempre essere qualche furbone (non e' pessimismo, ma solo prudenza)
          • Anonimo scrive:
            Re: qual'è l'occhio imparziale?
            - Scritto da: AnyFile
            Chi pagherebbe per una pubblicita' o per essere
            messo prima nella lista di google se da questo
            non gli tornerebbe nulla indietro?AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!La Zia.
  • Anonimo scrive:
    Ma Lei cosa suggerisce, signor Calamari?
    Premetto che non mi fido troppo dei servizi 'in rete': personalmente uso Google solo per le ricerce in web e usenet, mai per altro. E l'aumentare della quantità di servizi resi disponibili da quest'azienda mi porta all'inquietante idea di un pericolosissimo monopolio della Rete nella sua interezza: Google riuscirebbe in tre-cinque anni dove Microsoft non è riuscita in oltre dieci, con una frazioncina delle risorse economiche e un'infrastruttura MOLTO più leggera. Niente male!Ma Lei, signor Calamari, cosa suggerisce? Di rinunciare a usare google? di rivolgerci ad altri motori? di rinunciare completamente ai motori di ricerca e tornare a strumenti di 10-15 anni fa?In concreto, se vogliamo che Internet resti Internet e non diventi GoogleNet, o Microsoft Network, cosa ci consiglia di fare?
    • CamperOfDuty scrive:
      Re: Ma Lei cosa suggerisce, signor Calam
      - Scritto da: Anonimo
      Premetto che non mi fido troppo dei servizi 'in
      rete': personalmente uso Google solo per le
      ricerce in web e usenet, mai per altro. E
      l'aumentare della quantità di servizi resi
      disponibili da quest'azienda mi porta
      all'inquietante idea di un pericolosissimo
      monopolio della Rete nella sua interezza: Google
      riuscirebbe in tre-cinque anni dove Microsoft non
      è riuscita in oltre dieci, con una frazioncina
      delle risorse economiche e un'infrastruttura
      MOLTO più leggera. Niente male!

      Ma Lei, signor Calamari, cosa suggerisce? Di
      rinunciare a usare google? di rivolgerci ad altri
      motori? di rinunciare completamente ai motori di
      ricerca e tornare a strumenti di 10-15 anni fa?
      In concreto, se vogliamo che Internet resti
      Internet e non diventi GoogleNet, o Microsoft
      Network, cosa ci consiglia di fare?A priori dico subito che sono un heavy google user ;)uso la parte search, gmail, news e directory.Però odio essere indexato, classificato, loggato. Finchè c'è il mio ip ad esser loggato, vabbé, basta andare ogni tanto con tor e si risolve.Ma quello che ultimamentemi da più fastidio in google è che navigando con firefox e aprendo in un tab gmail (loggato) e navigando con gli altri tab, facendo ricerche ecc, ogni pagina di google fà automaticamente parte della sessione di gmail.Per alcuni può andare anche bene, magari sono interessati alla home modificata (es. quella roba di google con i menu e notizie modificabili tipo ms live insomma) ma io, che fra l'altro non uso queste feature, purtroppo mi ritrovo "schedato"In quanto per ogni ricerca, a differenza di qualche mese fà in cui google sapeva solo il mio ip e i miei cookie (che da firefox vengono cancellati quando chiudo il browser) ora conosce sia il mio ip che il mio profilo, oltre a conoscere le mail mie e di chi me le invia.Spero solo che l'evoluzione del web non passi tramite l'autenticazione forzata per ogni cosa, altrimenti davvero, evviva i metodi di ricerca di 15 anni fà :)p.s.: se qualcuno sa dirmi come evitare di ritrovare le ricerche di google dentro la sessione di gmail, dica pure, in cambio vi regalerò un cookie ;)))UH,ma msn search esiste ancora?? non è ancora fallita?
      :o)
      • riddler scrive:
        Re: Ma Lei cosa suggerisce, signor Calam
        Apri gmail dentro a un altro browser (non un'altra finestra)...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma Lei cosa suggerisce, signor Calam
          - Scritto da: riddler
          Apri gmail dentro a un altro browser (non
          un'altra finestra)...oppure in firefox lanciato come altro utente
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma Lei cosa suggerisce, signor Calam
        Basta che ti sloggi da gmail e cerchi quello che vuoi in pace
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