INPS 730 precompilato 2020: come funziona e le ultime novità

Il modello 730 precompilato quest'anno presenta delle novità, vediamo quali sono, cosa contiene il modulo e come accedere per compilarlo correttamente.
Il modello 730 precompilato quest'anno presenta delle novità, vediamo quali sono, cosa contiene il modulo e come accedere per compilarlo correttamente.

Sei alla ricerca di una guida che ti spieghi nel dettaglio cos’è e come funziona l’INPS 730 precompilato? Molto bene, l’hai appena trovata! In questo approfondimento andiamo ad indicarti tutto ciò che devi sapere su questo importante documento, così da avere una panoramica completa ed esaustiva.

Siamo sicuri che, terminata la lettura, avrai un quadro più chiaro: prenditi perciò qualche minuto di tempo libero e dai un’occhiata alle prossime righe. Buona lettura!

Cos’è il modello INPS 730 precompilato

Il modello INPS 730 precompilato serve per dichiarare i propri redditi e spese, già compilato dall’Agenzia delle Entrate. Si tratta della dichiarazione dei redditi che può essere presentata dai lavoratori dipendenti, pensionati e tutti quei contribuenti che, anche se non hanno un sostituto d’imposta, possiedono redditi da lavoro dipendente o assimilato.

Per verificare i dati inseriti e accettare la propria dichiarazione basta semplicemente accedervi online. Qui è possibile anche modificare e correggere eventuali errori o mancanze presenti all’interno del documento.

Attraverso pochi click sarà inoltre possibile inviare le proprie informazioni all’Agenzia stessa. Utilizzare il modello suddetto non è un obbligo: ogni contribuente può decidere di presentare il 730 tramite le modalità tradizionali.

A cosa serve il 730 precompilato

In sostanza, se ti stai chiedendo a cosa serve il modello INPS 730 precompilato, la risposta la abbiamo accennata già nel paragrafo precedente: è utile per far si che non siano sottoposti a controlli i documenti che attestano le spese indicate, i cui dati sono stati forniti all’Agenzia delle entrate da medici, strutture che erogano servizi sanitari, farmacie/parafarmacie, ottici, psicologi, banche, assicurazioni ecc.

Facendo presentare il 730 precompilato da un intermediario, il controllo formale sui documenti relativi agli oneri deducibili e detraibili sarà effettuato nei confronti del Caf o del professionista che ha prodotto la dichiarazione.

Utilizzare il modello 730 presenta vantaggi non di poco conto, in quanto i rimborsi e/o gli addebiti vengono effettuati direttamente in busta paga, rata di pensione o tramite accredito sul conto corrente in assenza di Sostituto d’imposta.

Cosa contiene il modello 730

Modulo INPS 730 precompilato

Altra domanda che ti starai ponendo è la seguente: cosa contiene il 730? Questo modello al suo interno ha già tutta una serie di dati sui redditi e sulle spese detraibili e deducibili. L’Agenzia delle entrate, come abbiamo visto sopra, raccoglie i dati da diverse fonti.

In particolare, contiene:

  • Informazioni contribuente
  • Familiari a carico
  • Dati del sostituto d’imposta
  • Quadri redditi
  • Quadri oneri e spese, crediti…

Vediamo tutti questi aspetti più nel dettaglio.

Informazioni contribuente

La prima casella da barrare è quella denominata “Dichiarante“, barrata dal contribuente che presenta la propria dicharazione dei redditi. Ce ne sono però molte altre, dedicate ad esempio a chi presenta la dichiarazione congiunta o agli eredi, ma anche al contribuente che compila la dichiarazione per conto di persone incapaci (compreso il minore).

All’interno della casella “Codice fiscale” deve essere indicato il codice fiscale del contribuente, mentre quella denominata “Soggetto fiscalmente a carico di altri” deve essere compilata con il codice “1” dal contribuente con reddito complessivo uguale o inferiore a 2840,51 euro.

La casella “730 integrativo” va compilata solo se il contribuente presenta una dicharazione integrativa. Negli appositi spazi, vanno riportati inoltre nome, cognome, sesso, data di nascita, comune di nascita e sigla della relativa provincia. I nati all’estero devono indicare lo Stato di nascita, senza compilare lo spazio relativo alla provincia.

La residenza anagrafica deve essere indicata solo se il contribuente ha variato la propria residenza nel periodo dal 1 gennaio 2019 alla data in cui presenta la dichiarazione. Il domicilio fiscale, tendenzialmente, corrisponde alla residenza stessa, ma va sempre indicato come quello con riferimento alla data del 1/1/2019. Il rigo “Domicilio fiscale al 1/1/2020” va compilato solo se il comune è diverso da quello al 1 gennaio 2019.

Familiari a carico

Per quanto riguarda i familiari a carico nel 730 precompilato, in questa sezione sono elencati i dati indicati nel prospetto dei familiari a carico trasmesso dal Sostituto nella Certificazione Unica.

Per inserire, eventualmente, i dati in dichiarazione (dopo averli verificati), occorre entrare, a partire dal 14 maggio, nella funzionalità di “Modifica” all’interno del sito dell’INPS.

Dati del sostituto d’imposta

Nella sezione relativa al sostituto d’imposta 730 precompilato bisogna indicare i dati del sostituto d’imposta del contribuente, che può essere un datore di lavoro o ente pensionistico, a cui sarà demandato il conguaglio.

Puoi scegliere il sostituto d’imposta tra quelli proposti dall’Agenzia, indicare un nuovo sostituto oppure indicare l’assenza del sostituto (per esempio nel caso in cui si perda il lavoro). Se il tuo datore di lavoro o ente pensionistico non è cambiato rispetto a quello dello scorso anno, allora troverai già selezionato il tuo sostituto d’imposta.

Se invece il sostituto d’imposta è cambiato, e perciò è diverso da quello proposto dall’Agenzia, devi scegliere l’opzione “Nuovo sostituto”. E’ inoltre necessario compilare la sezione “Dettagli del sosituto”. Nel caso in cui non dovessi avere alcun tipo di sostituto, devi selezionare la voce “Nessun sostituto”.

Quadri redditi

Nel modello 730 precompilato ci sono tutta una serie di quadri dedicati ai redditi percepiti. Li riassumiamo tutti punto per punto:

  • Quadro A: dedicato ai redditi dei terreni
  • Quadro B: dedicato ai redditi dei fabbricati
  • Quadro C: dedicato ai redditi di lavoro dipendente o assimilati
  • Quadro D: altri redditi

Questi vanno compilati a seconda del fatto che il contribuente abbia terreni, fabbricati ecc.

Quadri oneri e spese, crediti…

Nel quadro E vanno indicate le spese sostenute nell’anno 2019 che danno diritto a una detrazione d’imposta o a una deduzione dal reddito. All’interno di questo quadro ci sono tutta una serie di sezioni dedicate alle spese per le quali spetta la deduzione o la detrazione.

Il quadro G è invece dedicato ai crediti d’imposta di varia natura: ad esempio, crediti d’imposta relativi ai fabbricati, oppure quelli per i redditi prodotti all’estero o ancora i crediti d’imposta per l’incremento dell’occupazione.

Come fare l’accesso online con Pin dispositivo

I contribuenti che vogliono optare per il modello INPS 730 precompilato possono accedere al servizio dell’Agenzia delle Entrate solamente se in possesso di un PIN dispositivo dell’INPS. Il servizio di autenticazione offerto dall’INPS reindirizza l’utente con un messaggio al servizio presente nel sito dell’Agenzia dele Entrate.

Come detto, per accedere è necessario utilizzare il PIN dispositivo. Se il PIN inserito dall’utente in fase di autenticazione non fosse di tipo dispositivo, la procedura di autenticazione lo segnala, indicando come convertirlo.

Se hai un PIN ordinario, ottenuto online o tramite il Contact Center, puoi trasformarlo in PIN “dispositivo” con la funzione “Converti PIN” che trovi recandoti su questa pagina. Se però non hai un PIN, non devi più preoccuparti di averlo.

Infatti, dal 1° ottobre 2020 è iniziata la fase transitoria di dismissione del PIN INPS: in tale fase l’Istituto non rilascia più nuovi PIN, mentre i PIN già assegnati possono essere utilizzati per accedere alle procedure, possono essere modificati, convertiti in dispositivi se ordinari, ripristinati in caso di smarrimento o revocati. In caso di revoca non sarà possibile richiedere un nuovo PIN.

Per accedere ai servizi online INPS puoi utilizzare le seguenti credenziali, che resteranno tutte in uso anche dopo la fase transitoria: SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) e CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Come accedere alla dichiarazione precompilata 2020

Ora presumibilmente ti starai chiedendo come accedere alla dichiarazione precompilata 2020. Ci sono diversi modi: il primo è quello che abbiamo visto nel paragrafo precedente, ovvero utilizzando il PIN dispositivo dell’INPS. Questo metodo però sta venendo meno con la dismissione del PIN da parte dello stesso ente.

E così ora è possibile accedere innanzitutto con credenziali SPID: è il sistema di accesso che consente di utilizzare, con un’identità digitale unica, i servizi online della PA e dei privati accreditati. Ci sono però altre modalità, come ad esempio Fisconline (se hai pin e password rilasciati dall’Agenzia delle Entrate), CNS se hai la Carta Nazionale dei Servizi, Tutore o Genitore se prenti la dichiarazione di un minore o un tutelato, Erede se presenti la dichiarazione di una persona deceduta.

Come consultare il proprio 730 INPS?

Se invece ti stai chiedendo come consultare il proprio 730 INPS, non devi fare altro che seguire le indicazioni riportate nel paragrafo precedente a proposito dell’accesso alla dichiarazione precompilata.

730 precompilato scadenze e proroghe 2020

calendar

Adesso vediamo invece il calendario delle scadenze fiscali relative al modello INPS 730 precompilato 2020. A partire dal 5 maggio scorso è stato possibile accedere alla dichiarazione, e da giovedì 14 si è potuto modificare ed inviare. Dal 14 maggio è stato possibile:

  • Accettare, modificare e inviare la dichiarazione 730 precompilata all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web;
  • utilizzare la compilazione assistita per gli oneri detraibili e deducibili da indicare nel quadro E
  • modificare il modello Redditi precompilato

A partire dal 19 maggio è stato possibile invece inviare il modello Redditi precompilato, mentre dal 25 maggio  inviare il modello:

•  Redditi aggiuntivo del 730 presentando il frontespizio e i quadri RM, RT e RW
•  Redditi correttivo per correggere e sostituire il 730 o il modello Redditi già inviato

Fino al 22 giugno è stato possibile annullare il 730 inviato e presentare una nuova dichiarazione tramite app web. Il 30 giugno è invece stato l’ultimo giorno disponibile per il versamento di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi. Il 30 luglio è stato l’ultimo giorno disponibile per il versamento, con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

Arriviamo al 30 settembre, che è stato l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello INPS 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web. Il 10 ottobre è stato l’ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore, mentre il 26 ottobre è stato l’ultimo giorno per presentare, al Caf o professionista abilitato, il 730 integrativo, possibile solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata.

Il mese di novembre è fondamentale: il 10 novembre è stato l’ultimo giorno utile per la presentazione del 730 correttivo di tipo 2 all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web. Il 30 novembre è l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730, ma anche per il versamento del secondo o unico acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

Novità del 730 precompilato 2020

Le istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate contengono alcune interessanti novità del 730 precompilato. Nei prossimi paragrafi andiamo a scoprirle nel dettaglio.

Novità sulle spese scolastiche

Una delle novità più interessanti riguarda le spese scolastiche: per la dichiarazione dei redditi di quest’anno infatti, è stato aumentato l’importo massimo della detrazione delle spese d’istruzione a 800 euro fatte nel 2019, per ogni alunno o studente di scuole materne elementari, medie e superiori.

Per quanto concerne invece gli asili nido, è possibile beneficiare di una detrazione del 19% per le rette pagate dai genitori per la frequenza di asili nido, pubblici o privati per un importo non superiore a 632 euro all’anno per ogni figlio a carico. In sintesi, la detrazione non può essere superiore a 120 euro.

Detrazioni sanitarie solo con pagamenti tracciabili

Un’altra novità riguarda le spese sanitarie da pagare solo con metodi tracciabili: si tratta di quelle prestazioni svolte da qualsiasi tipologia di medico, generico o specializzato, realizzate presso studi o strutture non convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le spese sostenute dovranno essere pagate solo tramite Bancomat, carte o bonifici affinchè sia possibile beneficiare della detraibilità del 19%. E dunque, le prestazioni riguardanti esami del sangue, interventi chirurgici, cure fisioterapiche, sedute psicologhe e psicotrapeutiche svolte in strutture non convenzionate con il SSN, devono essere pagate con metodi tracciabili per poter usufruire della suddetta detraibilità.

Nota bene: è indispensabile che venga riportata la modalità di pagamento all’interno del documento commerciale, scontrino o ricevuta.

Altre novità del 730 precompilato 2020

Più in generale, tra le novità più rilevanti abbiamo l’addio al modello cartaceo del 730, ma anche l’estensione dell’utilizzo del modello agli eredi delle persone decedute nel 2019 (o entro il 23 luglio 2020).

Altra interessante novità riguarda i genitori che hanno figli a carico di età inferiore a 24 anni: in questo caso, il limite di reddito complessivo per essere considerato a carico è stato alzato a 4000 euro.

Le news però non sono finite qui: ci sono novità anche per i cosiddetti “impatriati“, cioè i contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019. Per questi soggetti, i redditi da lavoro dipendente e assimilati concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 30%. Tale misura è ridotta al 10% se la residenza è trasferita in: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Da registrare poi l’introduzione di una detrazione per comparto sicurezza e difesa a 28.000 euro, riconosciuta sul trattamento economico accessorio, comprensivo delle indennità di natura fissa e continuativa. Si tratta di una riduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali.

Abbiamo poi una detrazione per la cosiddetta “pace contributiva“, ovvero il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione. L’onere sostenuto per il riscatto degli anni non coperti da contribuzione può essere detratto dall’imposta lorda nella misura del 50% con una ripartizione in 5 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento della spesa e in quelli successivi.

Interessante anche la detrazione per infrastrutture di ricarica per le spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 per l’acquisto e posa in opera di strutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. L’onere sostenuto può essere detratto dall’imposta lorda nella misura del 50% dell’ammontare delle spese sostenute, di ammontare comunque non superiore a 3.000 euro, con una ripartizione in 10 rate annuali di pari importo.

Novità anche con riferimento allo sport bonus: i contribuenti identificati con il numero seriale indicato nella tabella A allegata al decreto del 23 dicembre 2019, possono usufruire del credito di imposta nella misura del 65 % dell’ammontare delle somme erogate in favore degli enti gestori o proprietari di impianti sportivi pubblici. Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 20 per cento del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Con il nuovo modello INPS 730 precompilato è stato introdotto anche un credito d’imposta per bonifica ambientale: per le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica, spetta un credito d’imposta, nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate. Il credito d’imposta è riconosciuto nei limiti del 20 per cento del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Infine, da menzionare anche la tassazione dei compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni: dal 2019, i compensi per lezioni private e ripetizioni sono soggetti a imposta sostitutiva del 15 per cento.

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21 11 2020
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