Instagram, comunicazione diretta

Non solo immagini: anche il servizio dedicato alla condivisione delle fotografie si lancia sul mercato della messaggistica privata

Roma – Instagram ha lanciato il servizio “Direct”: servirà a condividere le fotografie con un singolo amico o con un gruppo ristretto .


Il servizio dei filtri fotografici recentemente acquisito da Facebook ha superato quota 150 milioni di utenti e vuole estendere le funzioni che offre. Non solo filtri fotografici e blog per condividere i propri scatti migliori, dunque: con Instagram Direct permetterà altresì di gestire comunicazioni riservate, scambiando istantanee divertenti o intime, video e messaggi.

L’ idea del CEO Kevin Systrom è che “la comunicazione non ha a che fare solo con la fotografia”. E dunque Instagram può fare un ulteriore passo in avanti.

Dopo Twitter che nei giorni scorsi ha introdotto novità che propongono l’utilizzo dei cinguettii per le comunicazioni private, dunque, anche Instagram guarda al mercato di servizi di messaggistica come Whatsapp, BBM, Snapchat, Line, Wechat, MessageMe, Messenger di Facebook e KakaoTalk.

Per insidiare i concorrenti già sul mercato, Instagram parte dal suo punto di forza – fotografie e filtri – e vi aggiunge la possibilità di condividere gli scatti eventualmente modificati, ma anche i video e i messaggi, con i propri follower o con persone specifiche (fino a 15) in via privata.

Il tutto mantenendo il design ed i tasti già familiari agli utenti : Direct è integrato nella versione 5.0 dell’app, che è già disponibile su App Store e Google Play e solo in versione beta per Windows Phone.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Funz scrive:
    OK però...
    Però per coerenza e per la salute della popolazione sono altrettanto necessarie misure analoghe per la dipendenza da TV: max. 1 ora al giorno, max. 1 talk show e 1 partita di calcio a settimana. Perché se giochi 10 ore a settimana sei un drogato mentre se passi tutte le sere 3-4 ore a cervello spento davanti alla TV è considerato perfettamente normale?
    • Leguleio scrive:
      Re: OK però...

      Però per coerenza e per la salute della
      popolazione sono altrettanto necessarie misure
      analoghe per la dipendenza da TV: max. 1 ora al
      giorno, max. 1 talk show e 1 partita di calcio a
      settimana.Credo che il discrimine siano i soldi che girano. Attorno al gioco professionale si crea sempre un giro di miniscommesse. Non potendo colpire quello, perché materialmente non esiste questa possibilitá di controllo di flussi di denaro, si colpisce la patologia.Anche tutte le polemiche sulla ludopatia in Italia, la proposta comica di spostare il locali con macchine mangiasoldi oltre 700 metri dalle scuole (perché, come è noto, i giovani delle città non vanno mai oltre il percorso da casa a scuola), che cosa sono? Cercano di mettere un tappo allo sfruttamento del gioco d'azzardo da parte della criminalità organizzata: il giro esisterà anche, ma ha senso combatterlo con questi mezzi?
      • prova123 scrive:
        Re: OK però...
        cercano di mettere un tappo ? non mi sembra ....http://www.mil2002.org/battaglie/figure/evasione_concessionarie_ai_danni_Monopoli.pdf
        • Leguleio scrive:
          Re: OK però...

          cercano di mettere un tappo ? non mi sembra ....

          http://www.mil2002.org/battaglie/figure/evasione_cSì, infatti: cercano di mettere un tappo, sottinteso "senza riuscirci minimamente". :)Pensano che girando attorno alla questione, e convincendo la gente a non giocare, si possano ottenere grandi risultati.
    • Sg@bbio scrive:
      Re: OK però...
      La corea del sud e ormai la mecca dei mmorpg, giochi che salvo cambiamenti che potrei ignorare, sono giochi strutturati in modo da tenerti il più incollato possibile davanti allo schermo. Con questo non dico che hanno ragione, ma sicuramente hanno un punto su cui fare leva per fare il moralismo spicciolo. Poi sempre in corea del sud, se non erro Starcraft della blizzard e trattato come un vero sport, ma non so se sia vero :D
      • ... scrive:
        Re: OK però...
        - Scritto da: Sg@bbio
        La corea del sud e ormai la mecca dei mmorpg,
        giochi che salvo cambiamenti che potrei ignorare,
        sono giochi strutturati in modo da tenerti il più
        incollato possibile davanti allo schermoEsattamente la ragione per cui ho deciso che non gioco più a nessun MMORPG. L'unico modo per progredire in modo decente è quello di spenderci una fetta esagerata della propria esistenza, e francamente lo trovo assurdo.
        • Skywalkersenior scrive:
          Re: OK però...
          - Scritto da: ...

          Esattamente la ragione per cui ho deciso che non
          gioco più a nessun MMORPG. L'unico modo per
          progredire in modo decente è quello di spenderci
          una fetta esagerata della propria esistenza...e del proprio stipendio...Conosco gente che si lamentava dei 50-60 euro spesi per un gioco "offline" ma che poi scialacqua cifre ben maggiori in quei contesti.
          • ... scrive:
            Re: OK però...
            - Scritto da: Skywalkersenior
            - Scritto da: ...




            Esattamente la ragione per cui ho deciso che non

            gioco più a nessun MMORPG. L'unico modo per

            progredire in modo decente è quello di spenderci

            una fetta esagerata della propria esistenza

            ...e del proprio stipendio...
            Conosco gente che si lamentava dei 50-60 euro
            spesi per un gioco "offline" ma che poi
            scialacqua cifre ben maggiori in quei
            contestiVero. Ho conosciuto gente che ha speso migliaia di Euro in giochi online.
Chiudi i commenti