Nei messaggi privati di Instagram esisteva una sorta di serratura, discreta e quasi invisibile. Pochi utenti se ne erano accorti, ancora meno l’avevano adottata. Ora quella protezione non esiste più. Meta ha eliminato la crittografia end-to-end dai DM della piattaforma, archiviando in silenzio una funzione che era arrivata in punta di piedi e se ne va con lo stesso passo felpato. Per la messaggistica cifrata, resta l’alternativa di WhatsApp, sempre di casa Meta.
Instagram dice addio alla crittografia end-to-end nei DM
La versione ufficiale di Meta è che pochissimi utenti la usavano, quindi tanto valeva chiudere baracca. Difficile dire il contrario, ma è pur vero che la crittografia end-to-end su Instagram era ben nascosta. Bisognava attivarla manualmente, una conversazione alla volta, frugando nelle impostazioni della chat.
Meta promette che chi era stato lungimirante abbastanza da attivarla riceverà istruzioni su come scaricare i media e i testi delle chat protette prima che il sistema cali la saracinesca. Una cortesia tecnica più che una svolta, ma almeno non si parte da zero.
Cosa cambia davvero per i messaggi
Le conversazioni su Instagram non viaggiano nude nella rete. Continueranno a essere protette dalla cosiddetta crittografia TLS, quella che difende i dati durante il tragitto tra il telefono e i server di Meta. Il dettaglio, però, è sostanziale. Con la crittografia dei dati in transito la chiave la possiede Meta, che quindi può leggere quel che c’è scritto. Con la crittografia end-to-end la chiave è condivisa esclusivamente tra mittente e destinatario, e nessun altro, nemmeno la piattaforma, poteva sbirciare.
Così fan tutti…
Due mesi fa anche TikTok ha eliminato la crittografia end-to-end senza troppi giri di parole. Il motivo è l’utenza è in larga parte giovane. Mantenere i messaggi leggibili sui server, infatti, è una misura di sicurezza necessaria. Anche lì, naturalmente, c’è la cifratura di trasporto per proteggere i messaggi mentre viaggiano. La scelta era stata accolta favorevolmente dalle organizzazioni che tutelano i minori online.
Mettendo insieme i vari pezzi, si delinea una direzione abbastanza netta. Le piattaforme social di massa, in particolare quelle utilizzate da adolescenti e bambini, sembrano sempre più inclini a a conservare il controllo delle chiavi delle comunicazioni all’interno dei propri sistemi.
La cifratura end-to-end, spacciata fino a ieri come il futuro inevitabile della messaggistica, si sta ritirando in territori più specializzati. WhatsApp, Signal, qualche app di nicchia.