Intel si butta su ARM

Come si vociferava da tempo, Santa Clara inizia a produrre altri chip nelle proprie fonderie. Si inizia con un quad-core 64bit disegnato da Altera, che incorpora recentissimi design di ARM

Roma – La collaborazione tra Altera e Intel si arricchisce di una novità assoluta: a partire dal 2014 il chipmaker di Santa Clara produrrà nelle proprie fonderie il SoC Stratix 10, impiegando lo stato dell’arte della sua tecnologia per realizzare quello che probabilmente è il processore ARM più potente e moderno sul mercato. In altre parole , Intel abbandona il rapporto monogamico con x86 per offrire al pubblico quanto da tempo chiede a gran voce : chip a basso consumo ARM realizzati con la qualità e le innovazioni sviluppate dai tecnici del chipmaker.

Intel e Altera avevano già iniziato tempo addietro a interagire nella produzione di FPGA ( field programmable gate array ), ovvero processori parzialmente modificabili dall’acquirente dopo la produzione: lo Stratix 10 è un prodotto di questa linea, e sarà realizzato sfruttando i design ARM Cortex-A53 declinato in una versione quad-core a 64bit da oltre 1GHz di frequenza, con un processo di miniaturizzazione da 14nm e giunture Tri-gate . In altre parole , Altera mette in comune le doti dell’architettura ARMv8 (che è retro-compatibile con il codice 32bit scritto per Cortex-A9) e le tecnologie disponibili nelle fonderie di Santa Clara: il risultato potrebbe essere un prodotto dalle performance e dai consumi da primo della classe.

Più significativa ancora, comunque, è la decisione di Intel di offrire le proprie fabbriche a committenti esterni per costruire chip non solo x86: il mercato, sia quello consumer che quello professionale ed enterprise, chiede a gran voce chip ARM , e un chipmaker che si rispetti non può essere sordo a queste richieste (AMD ha già accolto queste richieste). Inoltre, Altera potrebbe essere solo l’inizio: in giro ci sono parecchie aziende che potrebbero accogliere di buon grado la notizia che Intel produce chip ARM, una su tutte Apple che potrebbe così tagliare i ponti che la tengono legata a Samsung per la produzione del chip A7 che è presente nelle ultime versioni di iPhone e iPad.

La decisione di Intel di fare la fonderia per i chip altrui è senz’altro motivata da una presa di coscienza della realtà del mercato dell’elettronica di consumo: l’Internet delle cose, i micro-server, il mobile e altri settori stanno sperimentando o confermando la supremazia di ARM , e Intel nonostante i suoi sforzi non è riuscita ancora a scalfire il primato altrui . Il nuovo corso varato dal CEO Krzanich pare dunque votato ad abbracciare l’intero panorama dell’elettronica tentando di far fruttare le competenze e le tecnologie di Intel: una scelta che la pone in diretta concorrenza con Samsung, TSMC e Global Foundries per ottenere le commesse di importanti marchi come Nvidia o Qualcomm.

Luca Annunziata

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